Leggere non piace a tutti, quale libro scegliere?

Leggere non piace a tutti, ma c’è chi magari vuole avvicinarsi alla lettura e non sa proprio come iniziare, quale libro scegliere.
Come dargli torto, la grandissima quantità di libri esistenti, rende la scelta piuttosto difficile e soprattutto bisognerebbe capire, a priori, quali sono i propri gusti letterari.
Per avvicinarsi alla lettura conviene iniziare con piccole dosi, racconti brevi e arguti, che possano stimolare il desiderio di cose più strutturate.
Probabilmente leggere un libro breve, può aiutare, ma non è detto, anche perché può essere che il tema trattato non coinvolga il lettore spingendolo a proseguire.
La motivazione rappresenta una spinta molto forte, perché racchiude bisogni e desideri che vengono soddisfatti da una certa azione.
La motivazione è il primo passo verso un apprendimento funzionale: Maria Montessori diceva che per insegnare bisogna emozionare! Ed è proprio così: quando una cosa piace, siamo invogliati a farla e questo attiva dei circuiti cerebrali che permettono di consolidare le competenze con maggior facilità.
Sicuramente un libro richiede uno sforzo e una concentrazione maggiori rispetto alle immagini, che offrono una comprensione immediata.
Al primo posto tra i libri consigliati a chi non ama leggere, ci sono quelli d’avventura. Si tratta di volumi dotati di tanta dinamicità che sicuramente non annoierà il novello lettore. Chi si approccia per la prima volta alla lettura, ha bisogno di qualcosa che non lo annoi e che lo coinvolga. Le vicende narrate possono essere un motivo in più per viaggiare con l’immaginazione, aprendo nuovi scenari.
Il lettore deve trovarsi in breve tempo in uno stato d’aspettativa, deve essere incuriosito dagli eventi, deve preoccuparsi della sorte dei personaggi.
Rientrano in questo genere grandi classici come: Verne, Salgari, Dumas. Con i romanzi d’avventura si spazia dai grandi classici dell’Ottocento sino ai thriller moderni e alle spedizioni scientifiche.
È opportuno evitare di acquistare un volume a caso o peggio ancora, l’ultimo best seller, anche perché molto probabilmente chi lo riceve non saprà neanche di che si tratta. Non bisogna scegliere libri voluminosi o troppo lunghi, che rischiano di scoraggiare il lettore.
Le favole sono adatte a chi non ama leggere, perché riescono a trasportare in un mondo diverso dal proprio, fatto di gesti, comportamenti, ambienti, personaggi, colori, tutto magico. La struttura della favola è un concentrato di “psicologia spicciola” e intrattenimento che funziona a qualsiasi età. Si tratta di racconti rassicuranti, che si adattano anche ai più grandi, e in un certo senso, proprio per questo motivo sono un buon escamotage per chi non ama leggere ma vuole approcciarsi alla lettura.
Si pensi ad autori come Italo Calvino (Il barone rampante), Luis Sepùlveda (Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare), Antoine de Saint-Exupéry (Il piccolo Principe). Se per il bambino le fiabe sono un mezzo per trattenere con sé l’adulto, per l’adulto non c’è limite all’interpretazione.
Indipendentemente dal libro scelto, chi vuole leggere, avrà sicuramente delle difficoltà a trovare un libro adatto a sé, ma una volta trovato, tutto fluirà senza problemi.
Chi non legge non lo fa solo per mancanza di tempo, ma anche perché non è stato mai indirizzato alla lettura.
“La mancanza di tempo – ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi – è sempre stata la motivazione principe che i non lettori portano per giustificare il loro rapporto con il libro e la lettura.
La lettura, ricordiamo, non è un gesto spontaneo, o almeno non in toto.
Si legge perché si ha voglia di farlo, per svolgere un compito quando si è a scuola, ma soprattutto per emulazione. Un bambino abituato sin da piccolo ai libri, sarà un giovane e poi un adulto che leggerà.
Gerardina Di Massa
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