Angela Gotelli: la madre costituente che l’Italia ha dimenticato

Immagina: sei nel 1949 e l’aria sa di macerie e primavera, un misto tipico dei momenti in cui tutto sta per cambiare. Tra i banchi dell’Assemblea Costituente girano i fogli che daranno vita alla Costituzione della Repubblica.
Ventuno donne vengono elette il 2 giugno del 1949 e tra queste c’è anche lei: Angela Gotelli.
Ma chi è questa donna e cosa avrà mai fatto di così tanto importante? Ebbene, in questo articolo parliamo di una figura chiave del dopoguerra che troppo spesso viene accantonata dalla storia.
Chi era Angela Gotelli?
Parmense di nascita e ligure di adozione, Angela Gotelli è una figura essenziale per capire lo spirito del dopoguerra. Nasce a San Quirico il 28 febbraio 1905 in un ambiente familiare profondamente cattolico che ha inevitabilmente influenzato la sua visione del mondo e amplificato la sua vocazione al servizio pubblico.
È durante i suoi anni liceali a La Spezia inizia a far parte del movimento femminile cattolico per poi proseguire i suoi studi all’Università di Genova alla facoltà di lettere e filosofia.
Genova è stata, in quegli anni, una città in fermento.
In questi termini, i circoli della FUCI rappresentano ben più di un’associazione cattolica – in essa la gioventù universitaria ha trovato un luogo in cui pensare, confrontarsi, crescere…
La Chiesa genovese di quella stagione ha saputo fare una cosa rara: tenere insieme fede e intelligenza, spiritualità e impegno civile, offrendo ai giovani più vivaci un terreno fertile dove mettere radici.
Non a caso, dal 1919 al 1933 Gotelli ricopre la carica di presidente nazionale delle università della FUCI, collaborando con Aldo Moro, Igino Righetti e il futuro Papa Paolo VI.
Gli anni della resistenza
Allo scoppio della guerra Angela Gotelli diventa una figura chiave: si impegna come crocerossina nell’ospedale di La Spezia e accoglie i rifugiati politici.
Ma il momento più alto della sua resistenza è stato quando, nel 1944, ha trattato direttamente con un reparto tedesco per uno scambio di ostaggi nel bosco di Montegroppo.
Come attestato da un documento ufficiale dell’esercito tedesco, quest’anno silenzioso ha evitato una feroce rappresaglia alla popolazione civile delle vallate del Taro: un atto di coraggio che ha
salvato numerose vite senza clamore.
Dalla resistenza all’assemblea costituente
Il 2 giugno 1946 segna una svolta epocale per la storia italiana: per la prima volta le donne votano e possono essere elette. Come abbiamo già accennato all’inizio dell’articolo, tra le ventuno donne elette
troviamo proprio quella stessa Angela che tanto si è fatta valere negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Chi se non lei?
Entra, inoltre, a far parte della commissione per la redazione del testo della Costituzione italiana e della Prima Sottocommissione che si occupa dei diritti e dei doveri dei cittadini.
Ma questo è solo l’inizio. A livello nazionale, Gotelli è ininterrottamente presente in Parlamento dal 1948 al 1963: eletta deputata nella prima, seconda e terza legislatura.
Inoltre, ricopre incarichi di rilievo come Sottosegretaria alla Sanità nel 1958 e al Lavoro nel 1959. Inutile dire che è stata tra le prime donne italiane a rivestire ruoli di governo.
Nel 1951 viene eletta sindaca di Albareto, luogo in cui fa costruire numerose scuola e realizza l’acquedotto Cento Croci.
Angela Gotelli è oggi considerata un’antesignana delle moderne politiche di welfare.
Ha affrontato con lungimiranza il tema dell’assistenza sociale, ponendosi domande ancora attualissime sul ruolo dello Stato nel garantire protezione ai cittadini.
Dal 1963 al 1973 è presidente dell’Opera Nazionale per la protezione della Maternità e dell’Infanzia (ONMI). Poi la salute la costringe al ritiro dalla vita politica.
Torna ad Albareto, dove muore il 21 novembre 1996. Nonostante una vita dedicata alle istituzioni e ai diritti delle donne, Angela Gotelli rimane una figura poco celebrata.
Riscoprirla oggi significa rendere giustizia a una delle protagoniste silenziose della democrazia italiana.
Ilenia Carratù
Leggi anche: 5 scrittrici italiane da recuperare: da Elsa Morante a Gianna Manzini


