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Tre nuovi album da ascoltare subito

Si dice spesso che in Italia non esca più musica interessante. Non è così. Tre dischi da non perdere lo dimostrano senza bisogno di troppe spiegazioni: tra jazz, urban e psichedelia, una scena viva continua a muoversi sotto la superficie.

Rareș – Sincero!

Una delle qualità più rare da trovare in un artista è la capacità di rendere tutto naturale, quasi spontaneo. Quella sensazione per cui melodie, testi e sonorità arrivano subito, senza sforzo apparente. Ma spesso è proprio dietro questa semplicità che si nasconde il lavoro più complesso: ricerca sonora, gusto, cura negli arrangiamenti e una consapevolezza musicale capace di trasformare qualcosa di raffinato in un ascolto fluido e accessibile.

È quello che accade in Sincero!, il nuovo disco di Rareș. Un album che scorre limpido ma che, ascolto dopo ascolto, rivela una costruzione raffinata e profondamente emotiva. La sua voce liquida e vulnerabile attraversa racconti di rotture, mancanze e fragilità in cui è facile riconoscersi, mentre attorno prendono forma linee di sax, clarinetti, armonizzazioni eleganti e aperture musicali inattese.

Le collaborazioni con Faccianuvola e Giovanni Truppi ampliano ulteriormente il respiro del progetto, trasformandolo in qualcosa che supera i confini dell’urban più convenzionale. Sincero è un disco da ascoltare tutto d’un fiato, possibilmente di notte, lasciandosi attraversare dalle sue sfumature malinconiche e sensuali. E viene naturale pensare che dal vivo possa trovare una dimensione ancora più intensa. 

Banda Maje – Costa Sud

Nei percorsi musicali più interessanti degli ultimi anni, Napoli continua a essere un punto magnetico. Una città che riesce ancora a trasformare la tradizione in linguaggio contemporaneo, senza perdere calore né identità.

Costa Sud, ultimo lavoro dei Banda Maje, sembra nascere proprio da quella linea invisibile che parte dal Vesuvio, attraversa il groove di Pino Daniele, incontra le vibrazioni di Nu Genea e Bassolino e arriva fino a un sound collettivo, vivo, profondamente fisico.

È musica che respira. Musica da suonare insieme. Al centro di tutto c’è il suono inteso come materia viva: tastiere incandescenti, ritmiche calde, voci che diventano strumenti e arrangiamenti che sembrano portare addosso l’odore del mare e dell’asfalto. Dentro Costa Sud c’è tutta l’eredità del Neapolitan Power, ma riletta con freschezza, senza nostalgia.

Un disco che sa di estate, di concerti all’aperto, di notti dense di umidità e groove. E forse anche la conferma che certe traiettorie musicali partite da Napoli non hanno mai smesso davvero di evolversi.

Cheyenne – The Bird in Borrowed Feathers

Dalla scena trentina arriva invece uno dei progetti più sorprendenti e cinematografici degli ultimi mesi. Cheyenne, batterista classe ’99, costruisce con The Bird in Borrowed Feathers un lavoro che parte da una sala prove di appena quindici metri quadrati ma spalanca un immaginario enorme.

Il disco attraversa jazz modale, psichedelia anni Sessanta, elettronica e suggestioni da colonne sonore italiane, mantenendo sempre una forte coerenza narrativa. Il titolo prende ispirazione dalla favola di Esopo della taccola che si traveste da pavone: una riflessione sull’identità, sull’apparenza e sul bisogno di essere accettati.

Ma è soprattutto il modo in cui queste idee vengono tradotte in musica a colpire. Le improvvisazioni si incontrano con atmosfere cinematografiche, gli spazi restano aperti, mobili, quasi visionari. Cheyenne ci invita con grande personalità sonora ad abbandonare ciò che fingiamo di essere per avvicinarci, finalmente, a ciò che siamo davvero.

Roberta Aurelio

Immagine generata con IA

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Roberta Aurelio

Roberta Aurelio – Comunica, scrive e respira cultura. Giornalista pubblicista (in progress), appassionata di storie fuori fuoco, concerti sudati e manifesti sbiaditi. Colleziona vinili, parole e istanti analogici. Ama i dettagli e la luce giusta. Rifiuta ingiustizie e condanna i soprusi. Quando scrive, intreccia pensiero critico e sensibilità poetica. Vive a Napoli, con lo sguardo altrove.
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