Viaggiare per mangiare: il turismo enogastronomico

Quando scegliamo una destinazione le prime cose di cui teniamo conto sono sicuramente i costi dell’hotel, del volo o dei mezzi, le spese extra, i servizi e le attività che una meta offre; ma per molti anche il cibo rappresenta un aspetto fondamentale in una vacanza.
Esiste infatti un particolare tipo di viaggio chiamato turismo enogastronomico in cui il viaggiatore non si limita al semplice atto di “mangiare” ma pone il focus sulla vera esperienza culinaria come principale attrazione della vacanza.
Una delle cose interessanti è comprendere anche le motivazioni che si celano dietro la scelta di questa forma di turismo: la storia, la provenienza, la qualità dei cibi sono solo alcuni aspetti che vengono considerati dal villeggiante.
Questo tipo di esperienza offre un ampio ventaglio di opportunità: tra degustazioni di vini, birre e prodotti locali, visite guidate a cantine o aziende agricole, o anche tour finalizzati a temi specifici per assaporare e conoscere il territorio e le tradizioni.
Insomma, un tipo di attrazione culturale che in particolare negli ultimi anni ha raggiunto sempre più persone, e proprio nel 2026 la TUI Musement, una compagnia specializzata, ha analizzato ed elaborato una classifica delle 20 città europee più riconosciute per la loro offerta gastronomica.
Al primo posto nell’elenco spicca Roma, famosa per i suoi corsi per la preparazione di pasta, fettuccine e tiramisù ma anche per i suoi tour degustativi per un perfetto mix di storia e tradizione ad ogni assaggio.
Ad aggiudicarsi il secondo posto è sempre un territorio italiano: Bologna.
Se siete degli amanti della pasta è il luogo giusto per il vostro palato.
A Bologna è infatti possibile dedicarsi ai vari tour e laboratori per fare tagliatelle al ragù, tortellini e lasagne accompagnati dalla degustazione di vini locali come il Pignoletto e il Lambrusco.
Un’altra icona della cultura enogastronomica è Lisbona che grazie ai suoi quartieri permette la scoperta di sapori unici come le sardine grigliate o pastel de nata, simbolo della pasticceria portoghese.
Anche Londra si afferma nei primi posti della classifica delineandosi come la capitale britannica che oltre ai suoi monumenti più caratteristici come il Big Ben e Buckingham Palace, garantisce un boccone di tipicità come l’iconico fish and chips ma anche la visita al Borough Market nonché il mercato più storico della città, che rappresenta un’esperienza da non perdere.
Oltre a coinvolgere molte città, questo tipo di turismo porta anche numerosi benefici.
Tra i principali vantaggi troviamo sicuramente la sostenibilità ambientale, che attraverso pratiche eco-friendly promuove la valorizzazione di prodotti biologici e l’agricoltura sostenibile. Inoltre, favorisce la promozione di aree meno visitate rispetto a quelle centrali, contrastando il fenomeno dell’over tourism e incentivando la nascita di nuove imprese dedicate all’enogastronomia.
Anche per i viaggiatori questa esperienza rappresenta un valore aggiunto: le attività svolte permettono di immergersi completamente nella vera essenza dei territori e, attraverso i corsi di cucina, di apprendere competenze che arricchiscono il proprio bagaglio culturale e che possono essere portate anche nella vita di tutti i giorni.
Insomma, il turismo enogastronomico rappresenta un modo di viaggiare che va oltre la semplice vacanza e che permette di scoprire un luogo attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua identità.
Giulia Marton
Immagine generata da AI
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