Fabiana Privitera e Luigi Montefoschi presentano Foto D’Autore in mostra fino al 16 aprile

Fabiana Privitera è una fotografa napoletana di eventi di musica dal vivo, in mostra alla Mondadori store di Napoli nell’ambito della rassegna fotografica Foto D’Autore, curata da Valeria Gigliano dell’aps Flegrea Photo, presieduta da Enrico Vertechi e di cui Privitera è vicepresidente. La mostra è vistabile fino al 16 aprile.
Abbiamo intervistato la fotografa insieme a Luigi Montefoschi , fotografo e consigliere direttivo di Flegrea PHOTO.
Come nasce la vostra passione per la fotografia?
Fabiana: La prima macchina fotografica che ho avuto è stata una compatta e l’esigenza che avevo era quella di fotografare i miei amici durante le vacanze per non dimenticarli, dunque direi che la mia passione è nata per puro caso. Dopodiché, alcuni amici che suonavano in una band mi diedero una reflex. Mi spiegarono i parametri di funzionamento perché sono completamente diversi da quelli di una compatta. Io mi appassionai alla fotografia e seguii la band per un paio d’anni, dopodiché ho iniziato a portare la macchina fotografica ai concerti.
Luigi: Io ho cominciato a fotografare da bambino, avevo 6-7 anni, ma la passione per la fotografia è cominciata con il digitale, momento in cui ho preso consapevolezza della possibilità d’intervenire sulle fotografie con la post-produzione, non per modificarle ma per riportare la mia interpretazione della realtà.
Ho una domanda per Fabiana: come ti sei avvicinata alla fotografia per la musica dal vivo? Senti che questo è il genere che ti rispecchia di più?
Fabiana: Anche qui è stato un puro caso. Quando andavo ai concerti, all’inizio, portavo con me la macchina fotografica. Sento che questo è il genere che mi rappresenta di più perché non so vivere senza la musica. Per me, fotografia e musica vanno di pari passo.
Quali sono gli ingredienti importanti che un fotografo di scena deve possedere?
Fabiana: In primis, direi, il potere dell’invisibilità. Noi, fotografi di scena, vestiamo total black durante gli eventi dal vivo. Il nostro obbiettivo è prendere il momento clue,ad esempio di un assolo o di un salto. Noi dobbiamo anticipare i movimenti degli artisti, dunque, è essenziale avere informazioni in anticipo per quanto riguarda pirotecnica ed effetti speciali. Quando si parla di musica, ad esempio, conoscere in anticipo la musica dell’artista che si sta fotografando, aiuta parecchio.






Luigi, tu prima parlavi di post-produzione, senti che questo è il genere attraverso cui riesci ad esprimerti meglio?
Luigi: La post-produzione, per me, è uno strumento per superare i limiti e la fissità del tempo. Ad esempio, mi consente, tramite il collage o sovrapposizioni, di tenere insieme più tempi nello stesso fotogramma.






Fabiana, da un po’ di tempo, hai creato i format “Lasciatevi Fotografare” in cui permetti alle persone di mostrarsi e farsi catturare nella loro essenza, cosa ti ha spinto a creare quest’idea?
Fabiana: Quando ho scoperto la ritrattistica e la fotografia in studio, ho trovato un altro modo per raccontare ciò che avevo dentro. Io sono convinta che la fotogenia non esiste. Tutti, sotto una luce giusta e con la giusta direzione di un fotografo che sa ascoltare, hanno la possibilità di ritrovarsi in un ritratto che li rappresenti. Il mio è stato un appello, proprio perché tutti abbiamo la possibilità di avere un ritratto. La mia post-produzione è leggera, non invasiva, proprio perché penso che ognuno è già bello/a così com’è. Io perché dovrei, allora, alterare l’immagine?
Come diceva Castel, il fotografo è un filtro. Noi fotografi dovremmo lasciare che le persone ci attraversino e ridare loro, con le nostre immagini, ciò che hanno dentro.
Il processo di creazione di un ritratto è più lento e studiato, credi che tra il ritratto e la foto dal vivo ci sia qualche filo conduttore? Adotti un approccio completamente diverso quando scatti per l’uno o per l’altro o c’è qualcosa che rimane uguale?
La fotografia di scena necessita di ottiche zoom, proprio perché è una fotografia che mette distanza, nonostante il fotografo debba viversi a 360 gradi la scena. La ritrattistica, invece, consente di accorciare le distanze e di essere molto più vicino al soggetto. Letizia Battaglia diceva:
“Consiglio di fotografare tutto da molto vicino, a distanza di un cazzotto o di una carezza.”
Credo che è proprio così. Nella ritrattistica non c’è la necessità di essere invisibili, anzi, il fotografo dev’essere presente senza essere troppo invadente nei confronti del soggetto.






Quali sono i vostri progetti fotografici presenti e futuri? Potete parlarci della mostra imminente Foto D’Autore?
Luigi: Il mio progetto fotografico perennemente in essere è quello di riuscire a fotografare quel che non si può fotografare, ovvero il pensiero. Quando ci riuscirò avrò raggiunto il mio obbiettivo.
Generalmente, quando tento di fotografare il pensiero, ho due strade davanti. Partire da ciò che “ho davanti al naso” ovvero un’immagine qualsiasi che mi suscita un pensiero che cerco di riproporre su photoshop tramite sovrapposizione o ibridando le immagini con altre. Oppure, mi è capitato di sovrapporre 20-30 fotografie diverse tra loro tirando fuori cose completamente diverse, come se fosse un flusso di coscienza. A volte, non so dove l’immagine mi porterà, perché per me l’immagine è un processo che parte dalla pancia e viene reso visibile agli altri per dare vita a uno scambio di emozioni reciproco.
Fabiana: La mostra Foto D’Autore ha l’obbiettivo di dare un nuovo sguardo sulla città di Napoli che non sia sempre quello della street photography nuda e cruda. È una mostra collettiva, in modo tale che tutti potessero dare il loro punto di vista. Io, ad esempio, ho portato delle foto del 2018, quando a Napoli nevicò.
Luigi: Io, per la mostra, ho rappresentato quattro epoche di Napoli, dall’antichità fino ad oggi. Ognuno di noi ha portato la propria visione della città e di quello che offre.
Fabiana: Noi abbiamo scelto consapevolmente di rappresentare Napoli attraverso fotografie di eventi che sono difficili da riprodurre, come ad esempio la nevicata del 2018. Un altro fotografo, ad esempio, ha scelto di portare fotografie di fontane che adesso non ci sono più.
Durante la mostra Foto d’autore esporranno:
Anna De Rosa
Francesco Ferrara
Constantin Pariante
Gianfranco Irlanda
Fabiana Privitera
Luigi Montefoschi
Silvia Montefoschi
Valeria Gigliano
Le fotografie riportate sono per gentile concessione di Fabiana Privitera e Luigi Montefoschi
Articolo di Lorenza Varchetta
Video-intervista social Lorena Montella
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