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Ultimo viene il corvo 

Con questo titolo si fa riferimento alla raccolta di racconti dello scrittore Italo Calvino che uscì per la prima volta nel 1949, nella collana I coralli dell’editore Einaudi accompagnato da una scheda bibliografica scritta quasi sicuramente da Cesare Pavese.

“Frutto di una rigorosa selezione è questa raccolta, Ultimo viene il corvo: e vediamo come in essa si chiarisca e si precisi il mondo poetico di Calvino”.

La prima edizione era composta da trenta pezzi scritti tra il 1945 e il 1948 di cui molti già apparsi sui giornali.

In questa raccolta il tema indicatore è quello della guerra, vista e descritta come un crudele gioco, un delirio, una follia proprio come il racconto che all’interno dell’opera ne riporta il titolo.

La storia si apre con la descrizione di un ambiente naturale dove è presente un corso d’ acqua ricco di trote.

C’è pieno di trote - disse uno degli uomini.
Se buttiamo dentro una bomba vengono tutte a galla a pancia all’ aria, - disse l’ altro; 
si levò una bomba dalla cintura e cominciò a svitare il fondello.

Ma ecco che sopraggiunge un giovane, quello che diventerà il protagonista del racconto, un ragazzotto montanaro, con la faccia a mela. Prende il fucile a uno di quegli uomini e i comincia a sparare, prima una trota, poi un’ altra. 

Arrivò la morte di un falchetto, poi il crollo di una debole pigna attaccata al ramo di un albero, poi di nuovo la morte di uno scoiattolo, alla pietra bianca al fiore di papavero.

-Questo non ne sbaglia una, - dicevano gli uomini e nessuno aveva il coraggio di ridere.

Il capo della squadra partigiana viste le abilità del giovane gli disse che lì avrebbero portato con lui, e gli diedero un fucile, con la raccomandazione di non sparare e fare silenzio.

Ma il ragazzo prese di nuovo a sparare, prima toccò a un leprotto spaventato, poi a una pernice . 

Il capo si infuriò e gli tolse l’arma, mentre il ragazzo continuava a ridere con la sua faccia bianca e rossa, a mela.

Trascorsero la notte in una baita di pastori, ma il ragazzo mentre gli altri dormivano prese il loro fucile e riempì il tascapane di caricatori. 

Il giovane dapprima sparò a un gelso, poi a un grillo, poi un topo, un fungo rosso velenoso, una lumaca, una lucertola, una rana, poi fu la volta degli uomini.

“Dal cartello si vedeva la strada che faceva zig – zag e sotto: sotto c’erano degli uomini in divisa che avanzavano ad armi spianate.”

Il giovane sparò contro di loro, ne rimase solo uno da uccidere 

Lo inseguì ed entrambi si addentrarono nel bosco, uno per sfuggire, l’ altro per colpire.

Il soldato si nascose dietro una grossa pietra credendosi al scuro, ma il giovane dalla faccia a mela prese a sparare diversi uccelli che si aggiravano sopra di lui. Il militare penso che per il ragazzo quelli fossero stati dei distrattori, ma si sbagliava.

“Quando rialzò il capo era venuto il corvo. C’era nel cielo sopra di lui un uccello nero che volava a giri lenti, un corvo forse. Adesso certo che il ragazzo gli avrebbe sparato. Ma lo sparo tardava a farsi sentire.”

A ogni sparo il soldato guardava l’ uccello che voleva sempre più basso e sopra di lui , ma possibile che il ragazzo non lo vedesse?

Allora si alzò in piedi indicandolo e fu in quel momento che il proiettile lo prese in pieno, in mezzo a un’ aquila che aveva ricamata sopra la giubba.

Il corvo s’abbassava lentamente, a giri.

Calvino descrive con realismo la follia stessa della guerra, il gusto per l’ uccisione, per le armi, per la morte.

Non c’è speranza di salvezza, né di umanità, ma solo menti che hanno perso il senno della ragione e  della pace.

Marika A. Carolla

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Marika Carolla

Classe 95. Ha conseguito la maturità classica e poi una triennale in Lettere Moderne. Ha pubblicato nel 2016 la sua prima raccolta poetica "Nugae" e proseguito con gli studi, diplomandosi in Regia e Sceneggiatura presso la Roma film Academy. La sua passione per la conoscenza e la scrittura l' hanno spinta a conseguire la laurea magistrale in filologia moderna alla Federico II di Napoli con lode. Scrivere è per lei, dedizione, coraggio, e vita.
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