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Le 5 pubblicità televisive più scandalose fino ad oggi

Sono varie le pubblicità televisive che negli anni hanno sollevato polemiche o che sono state addirittura censurate a causa di messaggi ambigui, razzisti, blasfemi o sessisti. Gran parte dei casi sono frutto di strategie mirate a far discutere, altre volte si sono semplicemente rilevate dei e veri e propri boomerang per i brand.

Qui di seguito vi illustrerò cinque pubblicità che hanno fatto parecchio chiacchierare di sé, in modo negativo. Iniziamo!

Pepsi – “Live for Now”

Questa pubblicità della Pepsi del 2017 è considerata una dei più grandi epic fail pubblicitari, in cui viene mostrata la modella Kendall Jenner abbandonare un servizio fotografico per unirsi ad una protesta, risolvendo le tensioni con la polizia offrendo una lattina di Pepsi.

Poco dopo aver subito pesanti critiche che accusavano il brand di banalizzare i movimenti di giustizia sociale, come Black Lives Matters, e le proteste in piazza, lo spot è stato ritirato anche s’è possibile visionarlo su YouTube.

Hyundai – “Pipe Job”

Questo spot britannico del 2013 del noto marchio automobilistico ha provocato sdegno per aver cercato di utilizzare il suicidio come spunto ironico. Durante il filmato possiamo vedere un uomo che tentava di togliersi la vita nel garage intasando il tubo di scappamento, ma la scena risultava comica perché l’auto emetteva solo vapore acqueo.

La Hyundai, vedendo le critiche dure verso la propria pubblicità, ha dovuto ritirare lo spot e scusarsi pubblicamente per il cattivo gusto della comicità usata.

U-Power – Diletta Leotta

Anche l’Italia non è esente da scandali pubblicitari. 

Infatti, nel 2025 ha fatto scalpore una pubblicità di scarpe da lavoro in cui appare la conduttrice televisiva e radiofonica Diletta Leotta, dove viene mostrato un bambino di 8 anni osservare estasiato una cantante, con tanto di frase fuori campo: “La prima volta che sono rimasto senza parole”, interpretata come una sessualizzazione dello sguardo infantile.

“Io ce l’ho profumato…l’alito”, Mental 

Nel 1985, la Mental ha diffuso una pubblicità un po’ ambigua che ha creato discussione per un doppio senso. 

Naturalmente, questa pubblicità è un chiaro esempio di marketing provocatorio. Lo spot creava un finto scandalo che attirava l’attenzione prima di svelare un innocente riferimento, in quanto recita: “Io ce l’ho profumato…l’alito”.

Nivea – “White is Purity”

Nel 2017 il brand tedesco Nivea lanciò una campagna per un deodorante il cui slogan è “White is purity”, vale a dire “Il bianco è purezza”, che ha scatenato un’ondata di polemiche sui social media. La pubblicità è estata accusata di razzismo e suprematismo bianco, portando al ritiro della campagna.

Irene Ippolito

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Iris Ippolito

Sono Irene “Iris” Ippolito, classe 2002 nata e cresciuta a Napoli. Tra un libro ed un altro, ho scoperto di voler lavorare nel mondo dello spettacolo e della scrittura. La mia passione per lo spettacolo è nata grazie anche al laboratorio teatrale ScugnizzArt, che mi ha accompagnato alla scoperta di me stessa per ben 3 anni. Lo sport è quel mondo che mi ha dato la spinta di mettermi in gioco nella scrittura, diventando il mio migliore amico.
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