Fanzinet, la cultura punk in una mappa online

Il termine inglese punk, oltre a significare “di scarsa qualità” o a riferirsi a “teppista” negli USA e “prostituta” negli UK, è nato per identificare una subcultura giovanile emersa negli Stati Uniti e Regno Unito negli anni Settanta e poi diffusasi anche in altre parti del mondo.
Lo stile di vestiario definito punk va di pari passo alla musica punk, o punk rock, e ha influenzato varie forme d’arte e aspetti culturali in genere, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda.
Negli anni sono nate numerose fanzine dedicate alla cultura punk, e l’Italia non è estranea a questo fenomeno globale che ha rapito tantissimi giovani, creando una community vasta e compatta.
Affinché le origini della cultura punk non venissero perse, e anche per capire come si è evoluto col tempo fino ai giorni nostri, è stata creata una mappa online in cui sono state raccolte le fanzine italiane nate negli anni ’80 all’interno della cultura punk.
La mappa online si chiama “Capit Mundi? – Fanzinet”, creata da Paolo Palmacci, noto anche come Paul Shiva.
Fanzinet è ancora in fase di implementazione e si presenta come una mappa interattiva in HTML in cui si può esplorare con facilità le pubblicazioni distribuite sul territorio nazionale. Di fianco alla mappa vi è anche un elenco alfabetico testuale affinché si riesca a fare una ricerca più veloce e ordinata dei titoli raccolti.
In un’intervista a Rockol, Paul Shiva definisce il progetto come un “rewind antropogenico” in quanto è inevitabile riavvolgere il nastro esistenziale per comprendere maggiormente il presente.
Anche se non si tratta solo di capire di più il presente:
“ma anche – soprattutto – individuare gli eventuali “passi falsi” compiuti, conditio sine qua non per poter – a ragione – sperare di non ripeterli: d’altronde “chi non conosce la storia” non è sempre “condannato a ripeterla”?”.
Inoltre, il creatore della mappa online considera “Capit Mundi?” una sorta di biopsia degli anni ’80 che considera “creativissimi”, perché furono gli anni in cui creò gruppi musicali senza aver mai studiato prima uno strumento, in quanto “il contenuto era – doveva esserlo! – più importante della forma”.
Attualmente sono state censite 696 autoproduzioni e caricate 719 copie integrali in formato pdf da poter consultare e/o scaricare gratuitamente, “nel pieno spirito DIY con il quale furono realizzate”.
Per di più, la mappatura delle fanzine sarà solo una sezione del progetto complessivo di Paul Shiva che ha intenzione, questa primavera, di pubblicare una compilation su vinile dal titolo “No Capitulation”.
Gli artisti che faranno parte del vinile sono stati selezionati da un blocco di documentazione audio e cartacea sconosciuta che una ragazza, firmata come Karen Eliot in una e-mail, ha donato a Palmacci.
Irene Ippolito
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