Arte & CulturaPrimo Piano

Arsinoe dei Sussurri, Le voci di Areté: recensione ed intervista all’autore 

Arsinoe dei Sussurri, Le Voci di Areté, scritto da Alexias D’Avino è stato pubblicato da PAV Edizioni.Si tratta di un’opera fantasy dalle atmosfere mediterranee e storiche, che funge da prequel rispetto alla saga principale dell’autore.

Trama

La storia ruota attorno a due sorelle, Arsinoe e Semele, e al loro legame complesso segnato da un lutto familiare. Arsione è tormentata da un trauma e dai rumori che scaturiscono ogni qualvolta si pratica magia.  Rispetto alla sorella ha un’indole più conflittuale, è dimessa, e da sempre subisce l’ingombrante personalità di Semele. 

Samele è ambiziosa e dotata di una voce molto intensa; ha un carattere forte, è infatti capace di dominare gli altri secondo la propria volontà.

Cenni biografici dell’autore 

Alexias D’Avino è nato a Napoli nel 1995. Dopo gli studi classici, si laurea in Lingue e Letterature Europee presso l’Orientale di Napoli, specializzandosi nell’ambito della Traduzione Letteraria. L’amore per l’antichità e la necessità di trovare sempre più eroine ed eroi queer nei racconti che più lo ispirano, lo inducono a concretizzare il suo più grande sogno: la scrittura di una saga urban fantasy ambientata nella sua città.

Arsinoe dei Sussurri, Le Voci di Areté: passione, mistero e fantasia

Arsinoe è bloccata nella sua mente, tormentata da una paura diventata oramai un vero e proprio trauma che ha scosso profondamente la sua vita. L’Oracolo di Areté, che sancirà l’inizio del sacerdozio di Semele, ha le risposte alle domande delle due sorelle, ma la sua verità rischierà di distruggerle.

Ambientato molti anni prima della nascita dell’alta sacerdotessa, Arsinoe dei Sussurri, Le Voci di Areté è il breve ma profondo racconto di una giovane donna che deve ritrovare la propria voce per salvare se stessa e le persone a cui vuole bene.

Arsinoe dei sussurri è da interpretare come un viaggio introspettivo che affronta con grande profondità tematiche delicate come il lutto, il rapporto non sempre facile tra sorelle. Tutto ciò è impreziosito da uno stile mistico che rende la lettura un’esperienza totalmente immersiva nell’atmosfera di una civiltà classica e della vita tra le “pareti” del tempio. 

Ricordiamo che si tratta di un fantasy, dunque presenta tutte le caratteristiche proprie del genere, come è giusto che sia, permettendo al lettore di spaziare con la mente, “catapultandosi” in un’altra dimensione. 

Leggendo Arsinoe dei sussurri si percepisce un forte senso di malinconia, che però non è da interpretare in senso negativo. È un sentimento che permette di immedesimarsi nei personaggi e provare emozioni forti, consente di lasciarsi andare. 

Importante la tematica queer, in cui l’esplorazione dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, è integrata in modo organico, rendendo la storia estremamente attuale nonostante l’ambientazione fantastica. La tematica queer non è un semplice dettaglio, ma costituisce una sorta di sottotrama, la “colonna vertebrale” della narrazione. Alexias D’Avino utilizza il genere fantasy per esplorare l’identità al di fuori dei binari imposti dalla società fittizia di Areté. Un tema forte, che otterrà il consenso di tanti, ma sicuramente farà storcere il naso a qualcuno. Il bello del libro dello scrittore napoletano è proprio questo, riuscire ad andare oltre, al di là di ogni standardizzazione, al di là di tutti i limiti ed i canoni sociali esistenti. 

La stessa protagonista del libro, Arsinoe, reclama il proprio diritto di amare, contro le aspettative canoniche. Amare semplicemente, senza ostacoli o imposizioni. Il sistema magico stesso diventa uno strumento per raccontare la transizione da una condizione di oppressione interiore a una di liberazione.

Intervista all’autore

Come nasce L’isola di Aretè? Le atmosfere del romanzo sono dense di mistero; c’è un luogo reale o un’epoca storica precisa che ha aspirato l’ambientazione di Aretè?

L’isola di Areté nasce sicuramente dalla mia passione per la cultura classica, quindi direi che si trova a metà tra il mondo greco e quello romano. Le mie visite ai siti archeologici di Pompei, Ercolano ed Elea/Velia e tutto il patrimonio campano che ricorda la Magna Grecia mi hanno ispirato e spinto a creare una civiltà in cui far muovere i personaggi.

Quale messaggio di Arsinoe pensi sia più rilevante per i lettori? C’è un aspetto della sua lotta che consideri universale?

Credo che l’autodeterminazione sia una tematica cardine della storia di Arsinoe. Il suo è un viaggio profondo e intimo alla scoperta di se stessa e dei suoi limiti. E tutto parte dal suo passato, dalla sua salute mentale e dai legami che l’hanno formata, in previsione di un futuro ben diverso da quello che avrebbe mai potuto immaginare. Nel 2026, momento storico pieno di ingiustizie e catastrofi, abbiamo tuttə il bisogno di trovare il nostro posto nel mondo, proprio come Arsinoe.

Nel libro si percepisce forte il tema dell’identità. Arsinoe cerca di essere se stessa o prova semplicemente a non essere la sorella di…?

Credo l’una non escluda l’altra. Semele è sempre stata l’opposto di Arsinoe: focalizzata su un obiettivo, testarda, sicura di sé. Può accadere che tra due sorelle che hanno condiviso  un grande dolore, si crei una frattura o un rapporto di dipendenza affettiva. Per molto tempo, il ruolo di Arsinoe è stato quello di essere l’ombra di Semele.

Quando, però, le loro strade si separano, la protagonista deve imparare a trovare la propria voce per essere davvero felice. Ma questo processo di autodeterminazione, di cui ho parlato in precedenza, non può avvenire senza ricordare da dove è partita. Arsinoe sarà sempre figlia, sorella, compagna, ma impara piano piano a scrivere la sua storia alla luce del sole.

C’è stata una scena particolarmente difficile da scrivere, magari un confronto con Cesare o un momento politico, che ha richiesto più riscritture delle altre?

Senza svelare troppo, credo che la storia di Danae, sacerdotessa del tempio e maestra di Arsinoe, sia stata la più bella e la più difficile da raccontare. Il dolore che ha provato nel lottare per se stessa e vivere la sua autenticità è stato di enorme ispirazione per me. Ho imparato tanto da lei e spero che altre persone possano apprendere dal suo passato.

Gerardina Di Massa

Leggi anche: Margherita dei ribelli: è donna il fuoco della rivoluzione

Gerardina Di Massa

Gerardina Di Massa, sono nata ad Ischia e studio lettere e filosofia. Sono da sempre appassionata alla scrittura e anche alla lettura. Giornalista pubblicista, appassionata di politica e letteratura, “divoratrice di libri”, amo leggerne sempre di nuovi, senza stancarmi mai. Mi piace la scrittura in tutti gli ambiti, che si tratti di cultura o di arte, di argomenti letterari o di storia. Ogni cosa, ogni argomento può e deve insegnare qualcosa.
Pulsante per tornare all'inizio
Panoramica privacy

Questa Applicazione utilizza Strumenti di Tracciamento per consentire semplici interazioni e attivare funzionalità che permettono agli Utenti di accedere a determinate risorse del Servizio e semplificano la comunicazione con il Titolare del sito Web.