Dormire per mesi? Si può con il letargo

È inverno inoltrato, fuori piove e le temperature sono bassissime. Vorresti restare al calduccio sotto il piumone per tutta la giornata, dormendo e oziando, ma sai che non puoi.
Tra lavoro e studio, siamo costretti a lasciare il letto caldo per affrontare il mondo esterno.Esistono, però, diversi esseri viventi che non devono fare questa scelta, poiché possono passare tutta la stagione invernale dormendo.
Ebbene sì, questa fantastica tecnica di sopravvivenza si chiama letargo.
Con l’arrivo dell’inverno e il calare delle temperature, la natura mette in atto una strategia unica, che tutti noi conosciamo come “sonno profondo”, in realtà è un adattamento biologico molto complesso che permette a tanti animali di superare i mesi invernali.
Il letargo è una condizione di rallentamento di tutte le funzioni vitali, in quanto, la temperatura del corpo si abbassa, il battito cardiaco e la respirazione diminuiscono consentendo a tutto il corpo di risparmiare le energie. Così facendo, gli animali riescono a consumare le riserve di grasso accumulate durante l’anno.
L’animale per eccellenza che attua la strategia del letargo è proprio l’orso, ma anche il riccio e la marmotta. Il primo in particolare è un caso unico, in quanto non cade in un sonno profondo, ma la sua temperatura corporea scende solo di pochi gradi e riesce a svegliarsi in maniera più semplice e veloce rispetto agli altri animali.
La marmotta attua un meccanismo davvero sensazionale, addirittura il suo battito passa da oltre 100 pulsazioni al minuto a meno di 10.
Contro ogni aspettativa, anche rettili e anfibi vanno in uno stato di letargo chiamato brumazione. Questi animali a sangue freddo riescono a rallentare le funzioni vitali al minimo, per sopravvivere alle temperature più fredde.
Il letargo, quindi, è una risposta all’inverno, ma anche alla scarsità di cibo, in quanto sia piante che prede tendono a diminuire. Per questi animali restare svegli sarebbe una condanna a morte, quindi, meglio dormire.
Unico problema? Il cambiamento climatico.
Questo, infatti, sta alterando equilibri ed ecosistemi, rendendo gli inverni meno rigidi e stagioni imprevedibili, che interferiscono con il ciclo del letargo causando risvegli anticipati degli animali e mettendo a serio rischio la loro vita.
Il letargo, quindi, è uno straordinario fenomeno di sopravvivenza naturale, che sostiene le specie e mantiene in equilibrio gli habitat. Proteggere la natura non è solo un atto etico, ma un dovere, nei confronti della fauna e della flora che sono inseriti in cicli ben definiti.
Martina Maiorano
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