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Edgar Allan Poe, dai romanzi fino a Netflix: la vita controversa e le prestigiose opere del maestro dell’horror

Non tutti conoscono approfonditamente Edgar Allan Poe, ma è stato uno dei migliori nel campo dell’horror e del crime.

I suoi romanzi e la sua vita sono stati spunto per dei film cinematografici, di cui uno è anche presente su Netflix, ma anche per creare il personaggio di Sherlock Holmes.

Gli amanti dell’occulto e del mistero sapranno bene di chi stiamo parlando, ma il suo nome riecheggia anche nelle orecchie di tutti coloro che conoscono di meno questo prestigioso poeta e novelliere. Edgar Allan Poe è nato a Boston il 19 gennaio del 1809 e proveniva da una famiglia di protestanti scozzesi, emigrati prima in Irlanda e poi negli Stati Uniti.

Il giovane Poe e sua sorella, Rosalie, vennero adottati, per via della prematura scomparsa dei loro genitori. Inizialmente, il futuro scrittore ebbe la prima educazione a Richmond, ma poi si condusse con la famiglia adottiva in Scozia e a Londra. Infine, venne messo in collegio nel 1817, a Stoke Newington, un villaggio inglese alquanto tetro. Proprio in questo luogo, iniziò ad essere attratto dai castelli medievali e dal gusto gotico. 

Le sue prime poesie vennero composte fra il 1823 e il 1824, quando fece ritorno a Richmond con la famiglia adottiva. Sin dai primi versi, scritti perché infatuato delle compagne di scuola di sua sorella, si comprese quanto fosse ammaliato dal tema della morte. La sua lunga serie di opere confermano questa asserzione, giacché scrisse (fra i tanti) testi di genere horror e crime capaci di rimanere negli annali della letteratura, come ad esempio Storia di Arthur Gordon Pym e vari altri racconti del terrore. 

Quella di Edgar Allan Poe è sempre stata una mano parecchio pesante, capace di descrivere ogni minimo dettaglio, anche quello più indicibile e scabroso, in maniera parecchio macabra. Questo suo modo di scrivere e la sua estrema eleganza nei modi, desueta in alcuni luoghi in cui ha vissuto, lo hanno sempre mostrato come un personaggio fuori dal normale. Tale atteggiamento, però, non era premiato e veniva spesso deriso, proprio com’è successo più volte durante la sua vita.

Lo ha anche affermato il personaggio che lo rappresentava in un film che si può trovare su Netflix, The Pale Blue Eye – I delitti di West Point. Racconta una particolare vicenda riguardante degli omicidi avvenuti nell’accademia militare in cui prestava servizio, la quale è stata ben raccontata da parte del regista Scott Cooper, ma non è reale ed è basata sull’omonimo romanzo di Louis Bayard.

Edgar Allan Poe, nella vita reale, trascorse diverso tempo all’interno di quell’accademia, ma vi giunse sotto falso cognome, visto che utilizzò quello di Perry. Lo fece perché era fuggito  da Richmond a Boston dopo che il padre adottivo aveva rifiutato di pagargli gli studi per far ritorno all’università. Una volta sceso dalla nave con cui era salpato da Norfolk, nel 1827, stampò il primo volume di versi, intitolato Tamarlane and Other Poems, by Bostonian.

Quella dello scrittore fu una vita alquanto travagliata e dopo esser stato espulso nel 1831 dall’accademia militare di West Point, iniziò a dedicare più spazio alle sue opere letterarie. Il The Manuscript found in a bottle, facente parte della raccolta Tales of the Folio Club, vinse il premio di 50 dollari della Baltimora Saturday Visitor. Infine, iniziò a collaborare con varie testate, divenendo anche capo redattore per il Southern Literary Messenger e destreggiandosi sui temi che più lo ammaliavano, ovvero quelli del crime. Intanto, diede vita, nel 1840, alla sua prima raccolta di racconti, la Tales of the Grotesque and Arabesque e l’anno seguente a The Murders in the Rue Morgue, dove sorse la figura del detective Dupin, ossia l’antenato di Sherlock Holmes. 

Il 3 ottobre del 1849 Edgar Allan Poe fu trovato in stato allarmante all’interno di una taverna, giacché depresso amava affogare le sue inquietudini nell’alcool. Anche la sua morte è intrisa di mistero, anche perché il suo rimane un caso irrisolto sin dal 1849.

Prima di arrivare alla taverna, vagava per la strada di una città a lui sconosciuta, Baltimora, dopo esser scomparso dalla circolazione (appena prima del suo secondo matrimonio) per ben 6 giorni. Dopo poco tempo è morto di delirium tremen secondo i medici, tra deliri e allucinazioni, contraddistinti dalla urla del poeta che faceva il nome di un uomo a tutti sconosciuto (Vanillamagazine.it).

In molti hanno pensato fosse rimasto vittima del cooping, ovvero una pratica fraudolenta del XIX secolo che obbligava una persona, pesantemente narcotizzata, a votare per un particolare candidato.

Michelangelo Loriga

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Michelangelo Loriga

Michelangelo Loriga, appassionato di Storia, politica, letteratura, arte e cinema. Laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale a Roma Tre. Interessato allo sport in tutte le sue forme e in ogni tipo di contesto.
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