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Saltburn: tra riferimenti Pop e mitologia Greca

“Saltburn” è un film di produzione anglo/statunitense arrivato in Italia a gennaio 2024 e distribuito da Prime Video.

Scritto e diretto da Emerald Fennell è una commedia drammatica con dei tratti grotteschi.

Il film è una critica sociale sull’aristocrazia Britannica, anche se in realtà il film vuole anche parlare più che altro dell’ossessione per il potere.

Emblematica è una frase a conclusione di un dialogo detta a inizio film che forse è il fulcro di Saltburn: “Comprati un titolo è un cazzo di castello enorme” e subito la camera inquadra Oliver, il protagonista del film, interpreto da Barry Keoghan che ancora una volta ci dimostra che attore clamoroso sia , uno dei migliori della sua generazione.

Ma diamo un po di contesto.

La trama di “Saltburn” è una trama alquanto semplice, ci troviamo a Oxford, nel 2006 Oliver Quick viene ammesso al Webbe College dell’Università di Oxford grazie  a una borsa di studio, all’inizio snobbato dai suoi compagni di corso fino a che in un pomeriggio presta la sua bicicletta a Felix Catton (interpretato da Jacob Elordi), dopo che questi ha forato una ruota. Felix ed Oliver diventano presto amici, ma Oliver sviluppa una vera ossessione per Felix che a lungo andare porterà lo stesso Felix a cercare di allontanarlo ma la morte del padre di Oliver li fa riavvicinare, tanto che Felix lo invita a trascorrere l’estate nel suo castello a Saltburn.

Oliver conosce la famiglia di Felix e lentamente inizia a conoscerli e a manipolarli, dapprima seduce la sorella di Felix, Venetia e poi Farleigh cugino acquisito di Felix e anche suo compagno di corso, spesso Oliver è vittima delle vessazioni di quest’ultimo, riuscendo in un primo momento a farlo allontanare dalla casa ma poi ritorna perché come dice Farleigh: “Io da qui non me ne andrò mai”.

Ma arriviamo al cuore pulsante di “Saltburn”.

Elspeth, la madre di Felix, decide di organizzare una grande festa di compleanno in onore di Oliver, una festa in maschera.

Felix decide di riportare Oliver a casa per salutare la madre che per tutto questo tempo ha provato a contattare Oliver senza una risposta.

Oliver non vuole incontrarla, non vuole che Felix la conosca, cerca in tutti i modi di dissuaderlo, ma senza riuscirci.

Il castello di carte costruito da Oliver crolla proprio ora, Felix scopre che i genitori di Oliver non sono tossicodipendenti, ma sono una famiglia benestante e soprattutto il padre di Oliver è vivo.

Di ritorno a Saltburn, Felix intima a Oliver di lasciare il castello il giorno seguente, dopo la festa di compleanno che oramai non si può più disdire.

Oliver alla festa tenta una riappacificazione rivelando i suoi sentimenti a Felix che però di tutta risposta dice di disgustarlo, respingendolo.

Proprio questa scena è ricca di citazioni e simbolismo, anzitutto si svolge in un labirinto, il labirinto dei Cotton presente nella loro tenuta. Chiara citazione a Shining, ma anche alla Mitologia Greca, al mito di Teseo.

Il labirinto con una statua del minotauro al centro.

Il mito di Teseo narra proprio di Teseo che si avventura nel labirinto per affrontare il minotauro, il mostro metà toro e metà uomo che terrorizza la famiglia reale cretese. Teseo uccide il minotauro nel labirinto solo per manipolare questa famiglia e così diventare Re di Atene.

In Saltburn Teseo è Oliver che viene percepito come il buono della storia per poi rivelarsi il cattivo, il mostro, quello che si credeva fosse il minotauro che in questo caso è Felix.

Il mattino seguente Oliver viene svegliato dalle grida dei Catton che cercano Felix, per poi trovarlo morto proprio nel labirinto di fianco alla statua del Minotauro.

Morto di Overdose da cocaina Oliver mette la pulce nelle orecchie dei Cotton, incolpando Farleigh, reo di aver portato la cocaina alla festa.

Farleigh viene cacciato definitivamente dal Castello, accusato dai genitori di essere il colpevole.

Qui arriva la scena più di impatto di Saltburn, la scena del cimitero.

Felix viene sepolto nel cimitero locale e, rimasto solo, Oliver si spoglia e si masturba sulla sua tomba fino a penetrarla.

La prova attoriale di Barry Keoghan in tutto il film è clamorosa, ma su questa scena ci si accorge che non è Barry Keoghan a recitare, ma quello che vediamo è proprio Oliver Quick.

La sera stessa, Venetia ubriaca nella vasca da bagno insulta Oliver, lo definisce un parassita e un approfittore. La mattina seguente viene trovata dissanguata nella vasca, si era tagliata le vene con delle lamette.

Nonostante Elspeth sia molto legata ad Oliver, Sir James gli chiede di andarsene da Saltburn per lasciare che la famiglia affronti il lutto in privato.

Oliver rifiuta, dicendo che Elspeth ha ancora bisogno di lui, ma Sir James gli offre una somma di denaro per farlo andare via e Oliver accetta.

Le strade di Oliver e dei Cotton si dividono per parecchi anni, fino a che Oliver incontra casualmente Elspeth in un bar. Elspeth è felice di reincontare Oliver che subito le fa le condoglianze per la recente dipartita del marito e lo invita a ritornare a Saltburn che oramai è vuota, anche lei si è trasferita in città.

Nei mesi successivi la salute di Elspeth peggiora e nomina Oliver suo erede.

La magia si compie e il fine primario della pellicola viene a galla:

Mentre è intubata, Oliver le rivela il suo disprezzo per tutti loro, svelando il suo piano: era stato lui a sabotare la bicicletta di Felix così da permettergli di incontrarlo e diventarvi amico,  così come lui aveva anche avvelenato Felix durante la festa, spinto Venetia al suicidio e pianificato l’incontro con Elspeth poco dopo che era rimasta vedova.

Dopo aver staccato le apparecchiature salvavita della donna, le si mette sopra e la abbraccia mentre lei orami è morta.

Oliver una volta aver ereditato Saltburn danza nudo all’Interno del castello, con in sottofondo “Murder on the Dancefloor” brano Sophie Ellis-Bextor del 2001.

Questo film ha creato una spaccatura, c’è chi dice che è un capolavoro, il miglior film degli ultimi anni e chi dice che è un film brutto, insignificante, banale e scontato.

Oramai si grida troppo spesso al capolavoro o al floop, “Saltburn” non è assolutamente un capolavoro, ma neanche un brutto film.

È denso di una critica sociale che non sempre è resa nel migliore dei modi.

Emerald Fennell che già con “Una donna promettente” ci aveva dato prova del suo talento di mescolare critica strizzando l’occhio al pop ha diretto un bel film, soprattutto dal punto di vista registico, sulla scala di Letterbox almeno per quanto mi riguarda si prende un giusto 3.5 stelle su 5.

E a voi “Saltburn” quali emozioni ha scaturito?

La scena finale del film:

Raffaele Orlando

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La Redazione

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