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Je suis l’amour, je suis Berlino 

L’amore è come «La passeggiata» di Chagall: si vola tenendosi per mano. 

Torna Pedro Alonso con il suo personaggio iconico che lo ha reso celebre in tutto il mondo. La serie è il prequel e spin-off de La casa di carta, incentrato sulla vita di Andrés de Fonollosa, alias Berlino e l’amore, è il filo conduttore.

E come in ogni fase della sua vita, sono due i motori che gli muovono le giornate: l’amore e il denaro, quest’ultimo in grandi quantità e magari ottenuto grazie a un furto.

Il cuore che batte forte nel petto, la gola secca, le mani che sudano, tremano, l’insonnia…

Nel corso degli otto episodi dello spin-off, Berlino inizia a progettare una delle sue rapine più importanti: un colpo che gli farà rubare gioielli per un valore pari a 44 milioni, e per ottenerli, Andrès si servirà di una sorta di trucco magico e dell’aiuto di una banda.

Ambientata molti anni prima del colpo alla Zecca di Stato spagnola, Berlino e la sua banda progettano una rapina in una nota case d’aste, Chez Vienot. Cambio di rotta: la Spagna non è più nel mirino. Un avventura dal savoir parigino, ecco perché il tema centrale della serie, non è la rapina, ma l’amore. 

L’amore dalle mille e più sfaccettature. L’amore diverso. Perché ogni amore è diverso, ogni amore è una storia a sé. L’amore può essere morboso, tossico, soffocante, straziante, tanto che “Una relazione è una manciata di momenti belli all’interno di un grande fallimento.”

Perciò può esistere il lieto fine in amore? Come ci insegna la serie, dipende dal punto di vista. È quindi questo il plot intrigante che ci tiene attaccati alla tv un episodio dopo l’altro.

Il fatto è che per Berlino, dongiovanni narcisista e manipolatore, ma dotato di un suo codice d’onore sentimentale e deviato, ogni amante potrebbe essere la donna della vita, mentre una rapina, anche una da 44 milioni, è solo un’altra rapina.

Del resto: che cos’è l’amore se non esso stesso una rapina senza bavaglio? Ci siamo noi, noi che operiamo ai danni delle riserve di raziocinio, di cui tutti, chi più chi meno, disponiamo. Ci siamo noi, noi che illudiamo di portare in testa i gioielli della corona della logica. 

De amor y robos.

E magari, anche qualcosa in più. 

Francesca Scotto di Carlo

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Illustrazione di Francesca Scotto Di Carlo

Francesca Scotto di Carlo

Ventinove anni, napoletana. Di sé dice di essere un «cumulonembi», testarda, indistruttibile, assertiva. Scrittrice, umanista, attivista, è una di quelle persone con la voglia di cambiare il mondo, un passo alla volta.
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