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Il grande rito del Natale

Albero, decorazioni, film e canzoni a tema, neve, corsa ai regali, ferie, famiglia, caminetto… il copione del Natale è pressoché per tutti lo stesso. Ma non è un evento qualsiasi dell’anno. 

Il Natale è un rituale e, come tutti i riti umani, ha una funzione ben precisa: siccome è particolarmente lungo e ben elaborato, pompato a livello mediatico e culturale, non ha solo una finalità, ma ne assorbe tante.

Ogni festa è un rito, un grande gesto collettivo, un comportamento di massa con una processualità che va oltre l’azione stessa: la vita e le nostre giornate sono fatte di rituali, dal caffelatte appena svegli fino al bacio della buonanotte, Natale non fa eccezione

Non è solo una festa religiosa, non è una festa del consumismo – sento già chiosare rabbiosamente (e tristemente) i numerosi Grinch

Natale è la festa per celebrare il presepe del cuore, il ritorno a casa della nostra famiglia interiore, per amare ed essere amati, per vivere, almeno una sera, nella famiglia ideale

Con il Natale celebriamo il cambiamento e la crescita individuale, familiare e sociale. Non è così diverso da un matrimonio, un anniversario o un funerale: sembra strano, ma sono tutti riti che servono per prepararsi al passaggio da una fase all’altra del ciclo vitale. Natale, quindi, come prodromo dell’anno che verrà. 

Natale serve ad affermare l’identità del proprio cognome e della propria famiglia

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi

I riti servono infatti ad affermare intenzioni e interazioni sociali che definiscono la relazione familiare: creano un senso di comunità sentendoci parte di un tutto, uniti agli altri, tramite legami tradizionali, chiari e duraturi. A Natale siamo uniti, mai soli, parte di qualcosa di più grande, siamo amati e sappiamo amare. 

Natale è l’anima del dono del cuore. Come tutti i riti, come tutto il folklore, è la radice dell’albero, senza cui l’albero stesso cade. Senza radici, nessuno sopravvive, senza famiglia non esiste Natale. 

Non mi resta che augurare a tutti buon Natale, non in senso religioso ma in senso culturale: buona ricerca di identità, di radici, di donare e per-donare, di ricerca di consapevolezza nel proprio cognome, nella speranza di rinnovamento e di crescita.

Buon Natale, fino al prossimo Natale.

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Elisabetta Carbone

Sono Elisabetta Carbone, classe ’93, milanese di nascita ma cittadina del mondo. Mi sono diplomata al conservatorio per scoprire che volevo laurearmi in storia. Mi sono laureata in storia per scoprire che volevo laurearmi in psicologia. Dopodiché ho scoperto la sessuologia, ma questa è tutta un’altra storia. Non faccio un passo senza Teo al mio fianco, la mia anima gemella a 4 zampe. Docente, ambientalista, riciclatrice seriale, vegetariana.
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