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Sandro Ruotolo: Napoli è un sentimento

La politica non è esattamente quell’ambiente in cui tutti riusciamo a credere.

Spesso non ci piace, non ci sentiamo rappresentati o non ne comprendiamo le scelte.

Per questo motivo sono restia a parlare con i politici, ma oggi è diverso.

Sandro Ruotolo non è il “solito” uomo politico.

Intendo dire, Ruotolo OGGI è un politico e, come ci racconta, è un politico fiero ed esclusivo, il cui unico e attuale focus è portare avanti la propria politica.

Senatore Ruotolo, quindi, mi racconti la SUA politica.

La mia coalizione è ampia, faccio parte del Gruppo parlamentare misto. Mi sento di rappresentare la Napoli delle Quattro Giornate, la Napoli di Giancarlo Siani perché la Napoli di Giancarlo Siani è quella della Legalità contro la corruzione, contro la camorra. Quello che cerco di fare personalmente è portare me stesso in politica, non voglio cambiare, ma imparare, in realtà sto imparando. Ho iniziato il 27 febbraio 2020 con il mio mandato e sento la necessità di rimanere attento sia al territorio che al presente che lo circonda.

Il 27 febbraio del 2020, Sandro Ruotolo ha iniziato il suo mandato come Senatore della Repubblica Italiana, vincendo con la coalizione “Napoli con Ruotolo”.

Oggi, mi racconta, vive a Roma, ma vive Napoli, un andirivieni fisico, ma che a me, sembra, m’azzardo a dire, soprattutto emotivo.

Sandro Ruotolo lo abbiamo visto sui manifesti elettorali, sì, ma prima di tutto lo abbiamo ascoltato denunciare.

Mentre la nostra chiacchierata prosegue, mentre lo ascolto raccontarmi che il “fare rete” sia la primissima opzione dalla quale dipende la felicità sia del popolo napoletano, sia della sua stessa persona, mi dice:

“La libertà di stampa è fondamentale.

Il giornalismo deve essere libero perché libera deve essere la parola.

La mafia pretende il silenzio, il giornalismo deve parlare”.

Io, ad esempio, se vogliamo parlare, mi chiedo come un Senatore veda la nostra situazione. Nostra, quella di noi giovani, ragazzi che si accalcano verso la vita, spesso, purtroppo, trovandosi a dover scalpitare per un po’ di onestà e lavoro.

 “Credo che lo Stato debba assumere un impegno che sia innanzitutto civile nei confronti dei giovani. Il valore più importante, quello della legalità, va trasmesso tramite il rispetto che poi diventa una rete. Ecco, «il fare rete» tra i giovani e la politica stessa è alla base della formazione. Un giovane che deve formarsi sui valori, come dicevo, della legalità e del rispetto, poi deve anche poter ricevere dallo Stato delle occasioni, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Il grave problema dei ragazzi costretti ad uscire dal Sud per la mancanza di lavoro è un tarlo che lo Stato deve combattere e, appunto, deve impegnarsi a volgere in occasione”.

Partenope non è una donna facile da conquistare.

La vedo bellissima, molto molto dura con i suoi corteggiatori, li scansa e li esclude a priori. Forse, Napoli, è del segno della Vergine.

Le persone che vivono nel ventre di Partenope, quindi, i suoi figli, sono un popolo tumultuoso, caldo, ma colorito. Così, essendo una terra comune, domando al Senatore come la città lo abbia accolto come pretendente.

“Sono sempre stato estremamente schierato, la stima che si istaura con i napoletani deriva da ciò. Napoli non si è mai fermata, nonostante si potesse pensare fosse così. Abbiamo indubbiamente dei problemi ben visibili, innegabili e dove la retorica nasconderebbe unicamente l’amaro. Soldi bloccati, quarantena e dura vita di gestione del territorio. Sono momenti difficili, ma l’attività non si stoppa. Se la stoppassimo, vorrebbe dire che il sangue di Napoli non potrebbe più pulsare”.

Partenope è pretenziosa, Partenope non si lascia andare alle avances, però ai suoi figli, Partenope, vuol bene e Sandro Ruotolo è andato via di casa, a 240 chilometri, e le mamme, si sa, quando un figlio va via di casa, tendono a sentirlo di più nel cuore.

Benedetta De Nicola

Disegno di Simone Passaro

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Benedetta De Nicola

La biografia breve è talmente breve che posso solo dirvi che mi chiamo Benedetta De Nicola e interpreto la parte principale nel film drammatico “Volevo studiare, ma ho fondato La Testata”.
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