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Come lo sport viene percepito in Corea del Nord

La Corea del Nord è tra i Paesi più chiusi al mondo, da sempre sommerso nel mistero e di cui si sa davvero poco.

Ma nonostante sia un Paese molto duro e chiuso, lo sport ha ampio spazio nella vita dei cittadini.

Fare sport è, infatti, un’attività particolarmente diffusa in Corea del Nord. Difatti, il leader del Paese Kim Jong Un ha investito ingenti risorse nella costruzione di centri sportivi ed aree adibite allo sport dove i bambini possono allenarsi dopo scuola in varie discipline.

In Corea del Nord, lo sport si poggia sull’ideologia Juche che, in italiano, viene tradotto con la perifrasi “Ogni uomo è artefice del proprio destino”. Ciò significa che tutti hanno un ruolo fondamentale per mantenere il sistema, il quale è alla continua ricerca di un ulteriore perfezionamento.

Tra le discipline sportive maggiormente praticate vi sono il sollevamento pesi, le arti marziali, la lotta, la ginnastica e il tennistavolo.

Questi sport sono fortemente legati alle tradizioni sportive del paese, mentre gli sport di squadra non si sono sviluppati a causa delle rigide condizioni di vita, la povertà diffusa e le limitazioni dovute alle sanzioni internazionali.

L’unico sport di squadra che da pochissimi anni è approdato in Nord Corea è il calcio, dove ha visto il successo il calciatore Han Kwang Song, il quale ha giocato nella Juventus Under 23, nel Cagliari e nel Perugia.

La maggior parte dei successi sportivi della Corea del Nord sono avvenuti nel sollevamento pesi, disciplina che da almeno quarant’anni porta il maggior numero di medaglie internazionali, tra le quali vi sono anche medaglie olimpiche.

I preparatori e gli esperti di tutto il mondo ritengono che il loro successo in questa disciplina vada al di là della lunga tradizione, in quanto i nordcoreani sono portati per il sollevamento pesi anche per una questione genetica.

Nel 2015 il coordinatore del movimento britannico Tommy Yule riferì alla BBC che i nordcoreani hanno tutte le caratteristiche fisiche per trionfare nel sollevamento pesi in quanto sono favoriti dagli arti di dimensioni ridotte e da una schiena lunga e ampia, che favorisce quel tipo di movimenti.

Col passare degli anni, anche altre discipline si stanno affermando in Nord Corea. Un esempio è il nuoto, sport nel quale un nordcoreano ha ottenuto la prima medaglia d’oro ai Mondiali svolti a Kazan, in Russia, nel 2015.

Altra medaglia ottenuta fu quella della tuffatrice Kim Kuo Huang, che vinse la gara femminile dei tuffi dalla piattaforma da 10 metri.

Prima della vittoria di Kim Kuo Huang, altre tuffatrici vinsero il bronzo nel sincro femminile dalla piattaforma: Chen Ruolin e Song Nam Huang.

Ma nonostante l’incremento di atleti nordcoreani in manifestazioni internazionali con relative vittorie, i metodi di allenamento e i modi in cui le discipline vengono gestite non sono ancora noti.

Quando i nordcoreani presenziano ai tornei, atleti, allenatori e preparatori non interagiscono con gli altri partecipanti, risultando schivi durante le interviste che, generalmente, sono molto brevi. Inoltre, nelle interviste sono soliti ringraziare il governo e il Paese, senza aggiungere ulteriori informazioni.

A causa dell’essere molto chiusi e riservati, si hanno spesso difficoltà anche per quanto riguarda il controllo di assunzione di sostanze dopanti. Infatti, anche per gli ispettori delle federazioni sportive e della WADA è complicato entrare in Corea del Nord come potrebbe esserlo per chiunque altro.

Ma, nonostante ciò, come sostiene il presidente della federazione mondiale di sollevamento pesi, gli ispettori riescono ugualmente a svolgere i loro controlli.

Il caso di doping più eclatante avuto è stato nel 2015, quando cinque giocatrici della Nazionale di calcio femminile risultarono positive a delle sostanze dopanti. In quell’occasione la FIFA decise di escludere la Corea del Nord dai Mondiali in programma nello stesso anno.

Irene Ippolito

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Iris Ippolito

Sono Irene “Iris” Ippolito, classe 2002 nata e cresciuta a Napoli. Tra un libro ed un altro, ho scoperto di voler lavorare nel mondo dello spettacolo e della scrittura. La mia passione per lo spettacolo è nata grazie anche al laboratorio teatrale ScugnizzArt, che mi ha accompagnato alla scoperta di me stessa per ben 3 anni. Lo sport è quel mondo che mi ha dato la spinta di mettermi in gioco nella scrittura, diventando il mio migliore amico.
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