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Il Santone – Quando la periferia medita

Se vi dico “Centocelle” a cosa pensate? No, Claudio Baglioni non vale, è troppo scontato.

D’ora in poi potete collegarlo anche ad un altro riferimento: Neri Marcorè che si dà alla scoperta di sé stesso.

Il Santone è una comedy di 20 minuti per episodio, con la regia di Laura Muscardin, uscita su RaiPlay a fine febbraio. Sì, tutta insieme, come fanno ora tutte le emittenti moderne e al passo coi tempi prendendo spunto da Netflix.

Se vogliamo essere precisi, non è proprio Neri Marcorè che ha deciso di iniziare a meditare, ovviamente, ma è l’antennista Enzo Baroni il quale, dopo essere caduto in una buca della città (critica sociale? Denuncia alle autorità?), perde la memoria e va a vivere da solo per qualche mese a casa di una famiglia di origine indiane.

Poi succede che per caso, dopo diverso tempo, nel suo quartiere, torna vestito con una palandrana bianca e con l’aria smarrita. Ecco che viene scambiato per un grande guru della meditazione.

Quanto è attuale il tema? Quanto ci serve oggi appoggiarci a qualcuno che ci dica sempre le parole giuste al momento giusto? E soprattutto che ce le dica in un modo tanto pacato da poter calmare i nostri bollenti spiriti quotidiani.

A parte i riferimenti parodistici, la sceneggiatura è piacevole, l’accento romano della periferia cade a pennello nel contesto, gli attori non sono mai sopra le righe e descrivono perfettamente la realtà di Centocelle.

Inoltre, io, personalmente, ho scoperto il lato comico di Rossella Brescia che non credevo avesse, mi sembra molto centrata nella parte e in linea col personaggio.
E vogliamo parlare di Carlotta Natoli? Io la adoro da Tutti pazzi per amore, dove tra l’altro, faceva sempre coppia con Neri Marcorè. 

Insomma, dopo i primi quattro episodi che vi hanno fatto mediamente ridere vi starete chiedendo dove vogliono andare a parare gli autori, lo scoprirete sicuramente finendo la serie in un pomeriggio piovoso e assonnato, in seguito al quale avrete probabilmente trovato anche qualche risposta alle grandi domande della vita, del tipo “Ora che ho passato tutto il tempo a fare binge watching, chi mi cucina la cena?”

Lucia Russo

Copertina: tvserial.it

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Lucia Russo

Lucia. Amante della luce per destino: nomen omen. Tuttavia crede che per arrivare a quella luce ci sia bisogno del caos e della contraddizione, scrutarsi dentro, accettarsi e avere una profonda fiducia in sé stessi. Il rimedio a tutto il resto: una buona porzione di parmigiana di melanzane.
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