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Frankenfood, quando il cibo fa paura

Tutti hanno provato almeno una volta ad accostare ingredienti diversissimi tra loro.

Pochi sanno che c’è un termine per definire tutto ciò.

Frankenstein è lo scienziato più famoso della storia della letteratura inglese. Appassionato di filosofia naturale, in seguito alla morte della madre, inizierà a dedicarsi alla creazione di un essere umano di cui, ben presto, perderà il controllo. 

Il mostro sarà realizzato assemblando parti di cadaveri che lo stesso scienziato aveva recuperato nei cimiteri e negli obitori.

Il successo grandioso dell’opera più famosa di Mary Shelley, fece sì che il termine Frankenstein venisse utilizzato nel tempo per descrivere un’invenzione divenuta pericolosa, ma non solo. 

Nel 1989 fu inventata l’espressione Frankenstein food per riferirsi al cibo geneticamente modificato, sostituita, nel 1992, da Frankenfood, utilizzata per la prima volta da Paul Lewis, un professore di inglese dell’università di Boston, in una lettera al New York Times.

Per tutti gli anni 90, il termine fu utilizzato dagli attivisti ambientali come grido di battaglia contro l’ingegneria genetica.

Ad oggi, Frankenfood è tutto ciò che non segue i canoni generali della cucina e si riferisce alle creazioni culinarie rivoluzionarie che combinano insieme sapori originali e ingredienti inaspettati. 

Donatella Casa

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La Redazione

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