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GiraItalia: Basilicata

Ancora non avete scelto la destinazione delle vostre vacanze? Siete sulla pagina giusta!

Oggi vi portiamo in Basilicata. Dopo essere stata per troppo tempo trascurata e sottovalutata, la regione sta promuovendo il riscatto del suo ricco patrimonio, qualificandosi come avvenente meta turistica. 

Storia

La Basilicata è un crogiolo di popoli diversi. I primi insediamenti risalgono al Paleolitico, come testimoniano i resti conservati a Venosa e a Matera. 

Nell’VIII secolo i Greci avviarono la colonizzazione della costa ionica dando vita alla Magna Grecia. All’incirca nel V sec. a.C. giunsero i Lucani che insediatisi nelle aree interne, attaccarono le colonie greche per espandersi. 

 La minaccia dei Romani (IV – III sec.) portò i due popoli a coalizzarsi, ma senza successo perché i Romani ebbero la meglio e dopo la sconfitta di Pirro (una delle battaglie contro di lui si svolse a Heraclea, attuale Policoro) riuscirono a imporre la propria egemonia in tutto il Sud. 

Con la fine dell’Impero, sopraggiunsero le invasioni barbariche e l’area, scissa tra Bizantini e Longobardi, cadde in decadenza. La Lucania venne riunificata solo nel XIII sec. con i Normanni. 

Dopodiché fu la volta della contesa tra Angioini e Svevi che si concluse con un periodo di stabilità sotto Federico II. Alla sua morte, gli Angioini tornarono al potere, ma dopo non molto subentrarono gli Aragonesi. 

Tra il XVI e il XVIII secolo si consolidò il dominio borbonico. L’inasprirsi del sistema feudale scatenò una serie di ribellioni popolari, sfociate nella seconda metà dell’ottocento nei moti risorgimentali e nel fenomeno del brigantaggio. La nascita del Regno d’Italia non portò miglioramenti. Cominciarono quindi massicci flussi migratori che spopolarono l’area.  

Dagli anni ’50 del novecento si pianificarono effettivamente una serie di azioni volte a risollevare le sorti della regione: riforme fondiarie, bonifiche, costruzione di nuove infrastrutture. 

 Nonostante le difficoltà causate dal terremoto irpino dell’80, le operazioni a favore dello sviluppo socio-economico non si arrestarono fino all’odierna quasi totale ripresa. 

Arte e cultura

Il mosaico culturale che caratterizza la storia della Basilicata si riflette nella grande varietà artistica e archeologica. 

Numerose sono le tracce conservate delle civiltà passate. Si contano nove musei archeologici nazionali, oltre ai siti archeologici come il Sito paleolitico di Atella, l’Archeoparco del Basileus, i Parchi di Metaponto e Policoro. L’offerta museale è ampia e comprende svariate tipologie di mostre, da quelle di scienze naturali a quelle demetnoantropologiche.

Resti di Heraclea

Il profondo sentimento religioso ha portato al proliferare di monasteri, chiese e monti sacri. Citiamo giusto l’Abbazia di San Michele presso i Laghi di Monticchio , il Duomo e la Chiesa di San Francesco D’Assisi a Potenza.  

 L’atmosfera fiabesca che avvolge di suggestione la Lucania è arricchita dalla presenza di otto castelli, tra i quali il Castello di Valsinni, anche detto di Isabella di Morra perché in questo luogo la poetessa visse e venne uccisa dai fratelli. 

Castello di Valsinni

Sono stati allestiti dei parchi letterari per commemorare gli intellettuali che con le loro opere hanno celebrato i luoghi e la comunità basilicatese. I parchi sono sei, tra cui quello per la già citata Isabella Morra e quello a Tursi per il poeta dialettale più volte candidato al Nobel, Albino Pierro.  

Il patrimonio della regione comprende tre osservatori astronomici e una marea di feste e riti popolari e sacri per gli appassionati di folclore. 

Sul sito Basilicata Turistica  potrete trovare tutte le informazioni sulla regione e sui luoghi a cui abbiamo accennato, più gli itinerari culturali da non perdere. 

Impossibile non pensare alla tappa obbligata di Matera, terza città più antica del mondo e Capitale della cultura europea 2019. Conosciuta come Città dei Sassi per la singolarità del suo centro storico e dei suoi insediamenti urbani scavati in pietra, è sede di numerosi eventi culturali come il percorso espositivo su Dalì. 

Matera

Senza contare che il fascino magico della Basilicata ha conquistato la settima arte, rendendo la regione scenario prediletto di svariati film: pensiamo a La passione di Cristo di Mel Gibson. 

Paesaggi

La Basilicata, ricoperta per il 30% della sua superficie di aree verdi, è un prezioso scrigno di bellezze naturali. Possiede due parchi nazionali: il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e il Parco del Pollino, il più grande d’Italia.

Vi sono inoltre tre parchi regionali: il Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, il Parco della Murgia Materana e il Parco naturale del Vulture.  

Sono presenti anche delle riserve naturali protette, come l’Oasi WWF Lago di San Giuliano, il Bosco Pantano di Policoro, la Riserva dei Calanchi a Montalbano Ionico e, fra tutte, ricordiamo la Riserva dei Laghi di Monticchio dove è possibile ammirare due laghi vulcanici sorti nel cratere del vulcano Vulture.

Laghi

La varietà paesaggistica permette di svolgere diversi sport: giri in bici e a cavallo, trekking, arrampicate, kayak, parapendio, escursioni e esperienze di “volo”. Il Volo dell’angelo a Castelmezzano e Pietrapertosa e il Volo dell’Aquila a San Costantino Albanese sono due esperienze adrenaliniche durante le quali potrete ammirare dall’alto panorami mozzafiato.  

Non dimentichiamo che la Basilicata gode anche di splendide coste, sia sul versante ionico sia su quello tirrenico. Maratea, nel golfo di Policastro, è considerata la “Perla del Tirreno” ed è l’unica città basilicatese ad affacciarsi su questo mare. È famosa per la statua del Cristo Redentore sul Monte di San Biagio, per il borgo medievale del centro storico e per la Spiaggia Nera. Questa è ubicata a Cala Jannita e si distingue dalle altre per il colore scuro della rena che deriverebbe dall’alta concentrazione di felce nera. È caldamente consigliata una visita alla Grotta delle Meraviglie, un gioiello geologico, raggiungibile via mare. 

Cristo di Maratea

Cibo 

In sintonia con lo spirito popolare della regione, la cucina lucana è casereccia. I piatti tipici sono semplici – per lo più a base di cereali, pane, verdure e carni rosse – composti da ingredienti genuini, ricavati dall’agricoltura e dall’allevamento autoctoni. 

Un tradizionale piatto povero è la pasta con peperoni cruschi e middica “mollica di pane”. La mollica veniva usata come condimento dai contadini che non avevano sufficiente denaro per acquistare il formaggio. 

I peperoni cruschi sono l’alimento più caratteristico della Basilicata. Coltivati in estate a Senise, vengono poi “insertati” (infilzati) con ago e filo, riuniti a formare delle collane ed esposti al sole ad essiccare cosicché ne rimanga solo la buccia. Croccanti e gustosi, si possono trovare in tutte le “salse”: imbustati come chips, serviti da soli come spuntino e antipasto, combinati con altri ingredienti o usati come spezie. 

Altre pietanze tipiche sono: gli gnumareddi (gomitoletto) involtini preparati con le interiora dell’agnello; la capriata (pignata o cutturiddu), minestra di legumi e pancetta affumicata.

A proposito di carne, sembra che la salsiccia sia stata un’invenzione delle schiave lucane portate a Roma. Da qui il soprannome di  “lucaniche”. La lucanica di Picerno ha ricevuto il marchio IGP. 

Tra i cibi locali da assaggiare rientrano anche i formaggi: il pecorino Dop di Filano, il canestrato IGP di Moliterno, il Silano Dop. 

Ancora, la zona del Vulture è rinomata per il marroncino, una varietà di castagna preferita per la preparazione dei marrons-glacés. Altri tipi di frutta caratteristici sono le albicocche e le fragole candonga, apprezzate in tutto il mondo. 

In ultimo, ma non per importanza, il pane di Matera IGP, prodotto a semola di grano duro e proposto in diverse forme.

Tutte queste vivande possono essere accompagnate dal vino Aglianico del Vulture.

E allora?  La Basilicata ti aspetta!  

 Giusy D’Elia

Fonte immagini: Basilicata turisitica , Trame di Matera , Il Sud che non ti aspetti , Campania Travel Experience , Sapori Lucani

Vedi anche: Arrivederci Sud

Giusy D'Elia

Disordinata, ansiosa, testarda, logorroica… ma ho anche dei difetti. I pregi scoprili leggendo i miei articoli! Sono Giusy D’Elia, classe 1997. Studio Filologia moderna perché credo nel valore della cultura umanistica. Ho un mondo dentro che ha paura di uscire, ma La Testata mi sta aiutando a farlo esplodere! Sono la responsabile di Tiktok.

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