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Achille, Patroclo e l’amore svelato

Sono tante le ipotesi riguardo una possibile relazione amorosa tra Achille e Patroclo.

Anche se Omero nella sua Iliade non accenna esplicitamente ad un rapporto tra i due che sia diverso da quello di un’intensa e vera amicizia.

Ma, in più di un’occasione, il poeta sembra descrivere un legame che pare andare oltre un rapporto amicale e di stima tra due guerrieri.

Un legame la cui natura resta un mistero, e proprio per questo la mente è libera di interpretarlo a suo piacimento.

La morte di Patroclo è uno degli eventi chiave che smuove l’animo del glorioso Achille:

Ahimè, figlio del valoroso Peleo, devo riferirti

una ben triste notizia. Magari non fosse vera!

Patroclo è caduto, stanno combattendo sul cadavere ormai nudo

Le armi le ha Ettore dall’elmo ondeggiante.

Così diceva e sull’eroe calò una densa nube di dolore:

prese con entrambe le mani polvere e cenere

e se le versò dal capo, si imbrattava il volto leggiadro;

la cenere scura si attaccava sulla tunica elegante

Cadde a terra, lungo disteso in mezzo alla polvere,

e con le sue stesse mani si strappava e straziava la chioma.[…]

Antiloco, dall’altro lato, singhiozzava in lacrime

e tratteneva le braccia di Achille: in cuor suo temeva

che si tagliasse la gola con un’arma di ferro.

Un sentimento il cui tumulto rimasto sommesso prende il sopravvento e, in un impeto di disperazione, l’eroe ellenico dichiara il suo, ormai straziante, amore per Patroclo.

La sua irruente e sanguinosa corazza da guerriero è deposta: Achille si svela in tutta la sua più intima umanità.

L’eroe mandò un urlo spaventoso.”

Achille non vuole più vivere senza Patroclo. La madre, la dea Teti, rimprovera l’eroe incitandolo a dimenticare l’amato e a prendere moglie.

Ancora una volta Omero concede deboli indizi di un amore tacito ma profondo, ma nonostante i segnali non vi è nulla di certo.

Ma ci piace pensare, e parlo a nome dei tanti romanticoni come me, che tra i due eroi ci fosse amore, appositamente velato della penna del loro creatore con l’intenzione di farci impazzire!

Disegno e didascalia di Enza Galiano

Recupera anche: Anche se Omero nella sua Iliade non accenna esplicitamente.

Enza Galiano

Sono Vincenza Galiano. Ma suona meglio Enza. Amo disegnare e già da piccola riempivo di mostruosi scarabocchi le agende di papà e i fazzoletti da cucina di nonna. Oggi frequento l'Accademia di belle arti di Napoli. Continuo ad imbrattare fogli e tutto ciò che mi trovo sotto mano con la speranza di fare dell'illustrazione il mio lavoro.

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