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Vlad III di Valacchia e la sua passione per l’impalamento

La storica figura di Vlad III principe di Valacchia è nota a molti sotto diversi appellativi come Vlad Tepes, che in rumeno significa Impalatore, o come Dracula.


Quest’ ultimo ci rimanda al conosciutissimo romanzo gotico dell’irlandese Bram Stoker.


Lo scrittore si ispirò infatti alla figura di Vlad III, stravolgendone alcuni tratti come l’origine, non più voivoda, ovvero principe della Valacchia, ma della Transilvania e soprattutto, come qualsiasi romanzo gotico che si rispetti, Dracula non era umano ma un non-morto, in cui il demoniaco dominava imperterrito.

Ma mettiamo da parte il vampiro dello Stoker perché sembra proprio che Vlad III di Valacchia non abbia nulla da invidiare in cattiveria al suo omonimo dalla forza soprannaturale.

L’appellativo di Dracula gli fu assegnato in quanto entrò a far parte del cosiddetto Ordine del Drago, che mirava a tenere d’occhio il potere Ottomano con lo scopo di preservare il cristianesimo. Dracula quindi significa proprio “figlio di Dracul“.
Nel Medioevo il drago era però visto come simbolo demoniaco e per questo motivo Vlad fu successivamente battezzato come Dracul e poi successivamente Vlad il diavolo.

Ma perché appellare un sovrano con un titolo così poco carino e rassicurante?

Durante tutta la sua vita Vlad III fu in continua lotta con i Turchi, che venivano riconosciuti come veri e propri sanguinari per via delle torture fisiche che imponevano ai propri nemici. Quasi sicuramente il principe rumeno ebbe modo di apprendere tali atrocità durante la sua permanenza come ostaggio alla corte ottomana.
Non a caso Vlad III sarà chiamato anche L’ Impalatore, pratica quella dell’impalare adorata dai turchi e successivamente dallo stesso Vlad.

Se da un lato ha assunto titolo di eroe, riconosciuto come colui che ha salvaguardato la cristianità dai turchi, dall’altro Vlad conserva il suo lato sinistro ed impietoso, tratti che non rispecchiano quelli di un vero figlio cristiano, come egli si riteneva.

Ma è stato proprio questo suo lato atroce a conferirgli fama e immortalità con l’immaginaria figura di Stoker e le numerose e singolari vicende di cui è protagonista.

La sua lugubre ombra rivive in esse.

Tra queste si narra di un episodio tanto inverosimile quanto agghiacciante.
Si narra che Vlad fece impalare un intero esercito di turchi e tra l’orrido spettacolo di corpi mozzati fece apparecchiare un banchetto senza così perdersi un solo attimo della morte lenta e dolorosa della sue vittime.

Altra storia raccapricciante narra di quando Maometto II mandò dei messaggeri alla corte di Vlad III. Ovviamente i malcapitati non furano accolti benevolmente.
Accusati di non essersi tolti il turbante in presenza del principe, vennero uccisi: il principe fece inchiodare i copricapo alle teste dei disgraziati che infine furono decapitati.

Vlad l’Impalatore giunse a stipulare un codice specifico dell’impalamento riservando, a seconda del lignaggio del condannato, una specifica pratica: i nobili avevano un palo dipinto d’argento mentre ai poveri spettava una morte molto più lenta.

Sembra inoltre che Vlad III praticasse torture di natura ancor più tremenda di quella dell’impalamento…ma credo sia il caso di fermarsi qui!

E, stando a quanto scritto, credo che Stoker sia stato molto gentile nella sua versione del conte Dracula.

Disegno e didascalia di Enza Galiano

Stoker nella stesura del suo romanzo si ispirò anche alla vicenda realmente accaduta della disgraziata famiglia Brown e della sua sanguinosa fine. Non perderti La vampira americana – L’ispirazione di Bram Stoker.

Enza Galiano

Sono Vincenza Galiano. Ma suona meglio Enza. Amo disegnare e già da piccola riempivo di mostruosi scarabocchi le agende di papà e i fazzoletti da cucina di nonna. Oggi frequento l'Accademia di belle arti di Napoli. Continuo ad imbrattare fogli e tutto ciò che mi trovo sotto mano con la speranza di fare dell'illustrazione il mio lavoro.

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