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L’ora più buia è su Netflix. Frammenti di un discorso di guerra

Finalmente Netflix ha esaudito le mie preghiere e ha inserito nel catalogo dei film L’ora più buia, la pellicola che racconta di come Churchill ha salvato gli inglesi.

E vinto la guerra.

Ricordo come se fosse ieri quando questo film uscì nelle sale cinematografiche: stavo preparando l’esame di Storia Contemporanea e il mio cervello era così pieno di date e informazioni che non riusciva a metabolizzare altro.

Così, un po’ per masochismo e un po’ per vedere quanto effettivamente avessi imparato, decisi di andare a vederlo.

Sarò sincera: il fatto che non siano esplose cose mi è dispiaciuto ma il film in sé è un piccolo gioiello coronato da un Gary Oldman incredibile e irriconoscibile.

La trama del film è semplice, più o meno: sono giorni difficili non solo in Inghilterra ma nel mondo intero.

L’esercito inglese e francese è stato bloccato nella baia di Dankerque dai tedeschi e l’unica via di fuga è il mare.

L’episodio di Dunkerque e dell’operazione Dynamo erano stati celebrati qualche mese prima da Nolan nella pellicola Dunkirk un capolavoro quasi muto di silenzi interminabili interrotti da spari ed esplosioni.

Se Dunkirk è riuscito a regalarci nel suo mutismo una grande ed eroica azione, ne L’ora più buia si parla anche troppo.

Ma ci sta, visto che racconta di chi sta dall’altra parte.

Non si vedono più i soldati sulla spiaggia ma si vede come il Primo Ministro Winston Churchill abbia agito insieme al Parlamento per salvare i suoi mentre il Re Giorgio VI, padre dell’attuale Regina d’Inghilterra, preparava le valigie.

Non è un film leggero, uno di quelli da consigliare per passare una serata piacevole di “Netflix e chill” e una pregressa conoscenza dei fatti non guasterebbe, perché il film inizia così, nel medias res della guerra.

Ma a differenza di altri film usciti poco prima e poco dopo – Dunkirk, Midway ad esempio – non ci sono grandi effetti speciali e protagonisti americani super fantastici che vincono la guerra da soli.

No, qui l’unico eroe è Winston Churchill un uomo presentato con tutti i suoi difetti e le sue debolezze.

Gary Oldman dà vita ad un Primo Ministro estremamente umano, per nulla innalzato su un altarino di eroismo e santificazione.

Nella guerra si fanno morti e non sempre sono le armi a farli.

Con un ritratto intimo e profondo, Joe Wright racconta nella sua pellicola la storia non solo del Primo Ministro ma la storia di un uomo.

Il film copre un arco temporale breve ma intenso: i nove giorni di Dunkerque e si chiude, con un gran finale, col discorso di alla Nazione di Churchill.

Il resto, è storia.

Maria Rosaria Corsino

Illustrazione di Simone Paesano

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Maria Rosaria Corsino

Maria Rosaria Corsino nasce a Napoli il 26 Dicembre 1995 sotto il segno del Capricorno. Laureata in Lettere Moderne, si accinge a diventare filologa. Forse. Redattrice per “La Testata”,capo della sezione di grafica. Amante della letteratura, della musica, dell’arte tutta e del caffè.

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