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Cecil Hotel: il misterioso caso dell’albergo della morte

Su Netflix è uscita da poco la “docuserie” sul caso agghiacciante di Elisa Lam, scomparsa nel 2013 e ritrovata morta proprio nell’albergo in cui si erano perse le sue tracce.

Già noto per altri fatti di cronaca nera e misteri irrisolti, il Cecil Hotel, con la sua oscura fama, è decisamente entrato in un certo immaginario nero e continua ad attrarre il turismo dell’orrore.

Nel 2017, il famigerato Cecil Hotel che ha ispirato il fittizio Cortez Hotel della quinta stagione della serie American Horror Story è diventato monumento storico e culturale di Los Angeles. Costruito nel 1924 al centro della città, al numero 640 di Main Street, da tre albergatori, il Cecil Hotel, nel 2007, è stato ristrutturato in parte e rinominato, Stay on Main per cercare di esorcizzare la sua terribile fama di “albergo della morte” in un periodo di riqualificazione dell’intera area.

L’enorme struttura di diciannove piani che conta al suo interno settecento camere, era stata progettata e pensata per accogliere un certo tipo di clientela, per diventare un albergo lussuoso e di moda in un periodo in cui fiorivano altre costruzioni simili e si puntava su questo tipo di investimenti

. Purtroppo, dopo cinque anni dall’apertura, l’avvento della Grande Depressione trasformò il quartiere di Skid Row in uno dei più malfamati e pericolosi dell’intera città. Il lento declino della zona portò ovviamente un tipo di clientela diverso da quello sperato. L’albergo divenne anche luogo di residenza per gente di passaggio e luogo di accoglienza per persone senza fissa dimora. Molti attraversavano quelle stanze per dare sfogo ai propri vizi, tra droga e prostituzione. Ma a contribuire alla sua fama nera è stata soprattutto la lunga sequela di suicidi e omicidi avvenuti all’interno della struttura.


Il primo suicidio ebbe luogo nel 1931. A togliersi la vita fu W. K. Norton, attraverso delle pillole di cianuro. Da quel momento, nel corso degli anni, ne furono registrati molti altri, macchiando per sempre lenzuola, asfalto e pareti che avrebbero continuato ad alimentare oscuri presagi rinominando il Cecil Hotel in Suicide hotel.


Tra misteriosi suicidi e follie innominabili, come quella di Dorothy Jean Purcell che nel 1944 partorì in bagno e gettò il neonato dalla finestra credendolo morto a trovare la fine in alcune di quelle seicento stanze, furono anche vittime di brutali omicidi. Il primo attestato fu quello di una pensionata soprannominata “Pigeon Goldie” che nel 1964 fu trovata morta nella sua stanza. La donna era stata stuprata, picchiata e accoltellata.

Essendo luogo di passaggio per ogni tipo di persona, alcuni sostengono che Elisabeth Short, la famosa “Black Dahlia” che con il suo brutale ritrovamento sconvolse gli Stati Uniti, avesse trascorso lì alcuni giorni prima del suo omicidio. Fu ritrovata non lontano dall’hotel.
Altri sono sicuri di aver incontrato in quell’albergo il noto “Night Stalker”, Richard Ramirez, il serial killer che terrorizzò Los Angeles e San Francisco nel 1985, avvistato nella struttura mentre tornava nella sua stanza nudo e coperto di sangue.


Negli anni Novanta, l’austriaco Jack Unterweger, soprannominato poi “il killer di prostitute” alloggiò lì per un periodo di tempo e nel frattempo strangolò tre prostitute, quelle accertate.


L’ultimo famoso caso che ha coinvolto l’albergo riguarda prima la scomparsa e poi il ritrovamento della giovane ragazza asiatica Elisa Lam. La serie di Netflix si sofferma proprio sulla sua vicenda e sulle conseguenze delle teorie formulate dai curiosi del web. Anche se i fatti sembrano propendere per un suicidio, molti sono convinti che si sia trattato di omicidio e hanno formulato teorie e misteri basandosi su frugali indizi che poco ci dicono di una ragazza che soffriva di disturbo bipolare.
Il 19 febbraio del 2013 il suo corpo nudo e in avanzato stato di decomposizione fu trovato all’interno di una delle cisterne di acqua situate sul tetto della struttura. Il mistero dell’omicidio/suicidio di Elisa Lam sembra chiudere il cerchio di una lunga catena di eventi che hanno trasformato il Cecil Hotel in uno dei luoghi più visitati dai turisti dell’orrore a caccia di misteri e scenari inquietanti.

Maria Cristiana Grimaldi
Vedi anche: Jack lo Squartatore: catch me when you can

La Redazione

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