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Caro Babbo Natale, vorrei… conoscere le tue origini

È la notte del 24 dicembre e Babbo Natale scende lentamente dal camino, arriva sotto l’albero, gusta i biscotti con del buon latte e riparte in sella alla sua slitta trainata da renne, per portare i doni a tutti i bimbi del mondo.

Ebbene sì, è proprio ciò che accade ogni anno alla Vigilia di Natale!

Ma come nasce questa usanza e, soprattutto, da dove arriva la figura di Babbo Natale? Scopriamolo insieme.

Il personaggio grosso e baffuto che conosciamo oggi è presente in molte tradizioni natalizie di tutto il mondo. Viene descritto come un uomo anziano, con la barba bianca e abiti rossi, ma non è sempre stato così.

La leggenda principale dalla quale nasce la sua figura è quella di San Nicola (come spesso viene chiamato Babbo Natale), vescovo di Myra e Protettore dei bambini. Si narra infatti che il santo riportò in vita cinque bimbi rapiti e uccisi da un oste e, per questo, divenne il difensore dei più piccoli. Il Santo è anche patrono di Bari, Amsterdam e della Russia e le sue reliquie sono state trovate in giro per molti paesi.

Il nome Santa Claus deriva invece da Sinterklaas, ovvero San Nicola in olandese.

Le storie del folklore germanico associano Babbo Natale a Odino. 

Si racconta che ogni anno il dio teneva una battuta di caccia durante il periodo invernale ed era accompagnato da altri dei. La tradizione voleva che i bambini lasciassero degli stivali pieni di paglia e carote appese al camino, in modo che il cavallo del dio, Sleipnir, potesse mangiare, mentre Odino, in cambio, regalava doni.

Ancora oggi, in molti paesi, sopravvive questa usanza.

So che questa leggenda ricorda qualcosa, infatti venne portata negli Stati Uniti e così nacque l’abitudine di appendere al camino le calze.

La tradizione natalizia islandese si basa, invece, su 13 folletti che, poco tempo prima di Natale, si bagnano nel lago di Niva per poi portare i doni ai bambini. Questi regali sono lasciati nelle scarpette appese al camino e ogni folletto ne lascia uno cominciando due settimane prima del 25 dicembre. 

Insomma, una sorta di calendario dell’avvento.

Negli anni la figura di Babbo Natale è mutata e si è modificata fino ad arrivare a quella che oggi conosciamo. Con il Canto di Natale di Dickens fu rappresentato simile allo Spirito del Natale presente, ma il personaggio odierno lo troviamo in una rappresentazione del 1823 di Clement Clarke Moore, linguista e scrittore.

Egli identificò Santa Claus come un elfo rotondetto con barba bianca, vestiti rossi e con una slitta trainata da renne.

Questo particolare pare che derivi dagli Scandinavi che celebravano la renna come animale sacro alla Grande Madre.

Come possiamo intuire, tutto ciò ci riporta alla stagione invernale, infatti, si crede che Babbo Natale provenga dai paesi più freddi, ma la sua dimora varia a seconda delle credenze. 

Negli Stati Uniti si ritiene che l’anziano uomo abiti al Polo Nord, in Canada si pensa arrivi dal Nord del paese, mentre in Europa si crede sia in Lapponia o Groenlandia.

Insomma, sicuramente in un luogo bello freddo.

Ecco, queste erano le origini dell’anziano più atteso al mondo e di come è arrivata la sua figura fino a noi.

Non vi resta che inviare la vostra letterina, preparare latte e biscotti ed attendere fino al 25 dicembre per scartare i vostri regali, ovviamente solo nel caso in cui vi siate comportati bene.

Quindi, come direbbe Babbo Natale, “Oh, Oh, Oh, Buon Natale a tutti!”

Martina Maiorano

Vedi anche: Cos’è l’otto dicembre e perché addobbiamo l’albero proprio in questo giorno?

 

 

Martina Maiorano

Ciao! Sono Martina Maiorano, classe 1996. Fin da piccola ho avuto due grandi passioni: i libri e il beauty. Frequento Lettere Moderne all’Universitá Federico II e da poco sono entrata nel team de La Testata, pronta ad accettare nuove sfide!
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