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Agenzia Nazionale per l’Accessibilità Culturale: per una cultura inclusiva 

La cultura è uno strumento indispensabile per favorire meccanismi inclusivi.

Ed è proprio da lì che bisogna partire per garantire a tutti una migliore qualità della vita e pari opportunità.

Di poche settimane fa il documento della Delegazione Cultura per presentare l’Agenzia nazionale per l’accessibilità culturale.

Per comprendere appieno quanto sia indispensabile parlare di accessibilità in ambito culturale, è fondamentale conoscere il ruolo sociale che i luoghi ad essa adibiti hanno, o meglio dovrebbero avere, nella nostra società.

Questi spazi rappresentano luoghi in cui è possibile concretizzare il confronto, la relazione, lo scambio con l’altro e la conoscenza di tutti i mondi possibili. Si tratta di territori intrisi di unicità ai quali bisogna rapportarsi in modo interdisciplinare, interculturale e intergenerazionale.

È da molto tempo che ci viene chiesto di riconoscere al patrimonio culturale un posto di primo piano nella definizione di una società sana e una comunità più aperta. Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, passando per la Costituzione italiana, fino ad arrivare all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, la visione è unanime.

La cultura è lo strumento che ci consente di avviare e favorire processi inclusivi.

Ed è per questo motivo che da anni l’Associazione +Cultura Accessibile si batte affinché venga istituito un welfare culturale che incentivi la crescita e l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Questa è anche la ragione del lavoro costante e integrato, insieme a molte Federazioni e Associazioni, che sostengono la nascita dell’Agenzia Nazionale per l’Accessibilità Culturale.

Ed è di poche settimane fa la notizia che la Delegazione Cultura, composta dai rappresentanti di tutto il mondo della disabilità, ha diffuso il documento con il quale viene presentata l’Agenzia. Una struttura innovativa simbolo di civiltà e democrazia, il cui compito sarà promuovere i processi inclusivi a favore delle persone con disabilità e abbattere le barriere, culturali e architettoniche, ostacolo per tanti cittadini.

Come ha dichiarato +Cultura Accessibile, grazie alla Delegazione sono stati individuati “i punti salienti e la proposta complessiva per introdurre in Italia un sistema ben determinato ed efficientepereliminare ogni forma di esclusione e di discriminazionenell’accesso alla cultura in tutti i suoi comparti. A tal proposito, nelle intenzioni dei promotori e di tutti i partecipanti a questa iniziativa c’è la volontà di incontrare il ministro Franceschini entro la fine di questo mese di settembre per avviare un percorso di civiltà e di democrazia ritenuto non più rimandabile”.

I principi cardine che muovono l’Associazione e la Delegazione Cultura sono di matrice internazionale e nazionale.

L’articolo 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità:

“Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire alle persone con disabilità: l’accesso ai prodotti culturali in formati accessibili; l’accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili; l’accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale”.

E l’articolo 3 della Costituzione italiana:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Lo scopo è quello di intervenire su tutti i comparti culturali: cinema, teatro, musica, musei e siti archeologici. Di concerto con il MiBACT si cercherà di operare su ogni segmento del settore culturale, dalle strutture alla produzione, fino all’erogazione di fondi.

Le prime azioni da mettere in campo, in ogni caso, sono sicuramente legate alla sfera della comunicazione. Non è possibile avviare un progetto del genere senza campagne informative e iniziative di sensibilizzazione. Bisogna far conoscere il tema, diffonderlo e raccogliere consensi. Poi, muoversi con cognizione, coordinarsi con i diversi dipartimenti del Ministero, senza dimenticare di creare un canale comunicativo costantemente aperto con tutti gli attori coinvolti: le realtà associative, le persone con disabilità e le loro famiglie.

 

Rosaria Vincelli

Vedi anche: Parlamento europeo, obiettivi più ambiziosi contro il climate change

La Redazione

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