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Louise Glück, Premio Nobel per la letteratura 2020 

Dopo che mi vennero in mente tutte le cose, mi venne in mente il vuoto.

Nuntio vobis cum magnum gaudium: a vincere il Premio Nobel per la letteratura 2020 è stata la poetessa statunitense Louise Glück.

“Per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale”, così annuncia Mats Malm, segretario dell’Accademia svedese.

Louise Glück è una poetessa e saggista molto nota ed apprezzata negli Stati Uniti, vincitrice già di numerosi premi: nel 1993 si è aggiudicata il premio Pulitzer della poesia con la raccolta L’Iris selvatico mentre nel 2014 ha vinto il National Book Award.

I temi ricorrenti delle sue opere sono l’infanzia, i rapporti familiari ma anche, e soprattutto, il rapporto con la natura e la mitologia per lo più greca.

Proprio la raccolta che le è valso il Pulitzer indaga l’ambiente bucolico in giardini dove a parlare sono i fiori.

Il suo stile di scrittura è estremamente limpido ma allo stesso tempo alto, elegiaco quasi liturgico.

Non a caso è stata dichiarata la diretta prosecutrice di Emily Dickinson mentre si discosta da altre poetesse contemporanee come ad esempio Sylvia Plath e Anne Sexton perché, a differenza di queste, Louise Glück non si considera una poetessa confessionale.

I riferimenti autobiografici di certo non mancano ma diventano universali, non si fermano al racconto della sua esperienza riversa in versi.

La mia grande felicità
è il suono che fa la tua voce
chiamandomi anche nella disperazione; il mio dolore
che non posso risponderti
in parole che accetti come mie.

Non hai fede nella tua stessa lingua.
Così deleghi
autorità a segni
che non puoi leggere con alcuna precisione.

Eppure la tua voce mi raggiunge sempre.
E io rispondo costantemente,
la mia collera passa
come passa l’inverno. La mia tenerezza
dovrebbe esserti chiara
nella brezza della sera d’estate
e nelle parole che diventano
la tua stessa risposta”.

(Tramonto da L’Iris Selvatico, Giano, 2003)

Un’altra opera di grande rilevanza è Averno, la sua decima raccolta di poesie incentrata sulla riscrittura del mito di Persefone, pubblicata nel 2006 negli Stati Uniti  poi tradotta e pubblicata in Italia dalla Libreria Dante & Descartes di Napoli. Alla libreria partenopea va il merito di aver portato nel nostro Paese una poetessa di altissimo livello, per adesso purtroppo ancora sconosciuta ma che speriamo riesca a fare breccia negli animi anche dei lettori italiani attraverso i suoi splendidi versi.

“Vuoi sapere come passo il tempo?
Cammino sul prato davanti, fingendo di strappare erbacce, ciuffi di trifoglio selvatico… In realtà sto cercando coraggio, qualche indizio che la mia vita cambierà” .

(Louise Glück)

Maria Rosaria Corsino

Vedi anche: Nitsch: quando buttare il sangue è un’arte 

 

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La Redazione

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