Coronavirus: calderone di fake news e teorie del complotto

Shi Zhengli, scienziata del Wuhan Institute of Virologi, il 30 dicembre 2019 ha analizzato i primi campioni virali di pazienti di Wuhan, colpiti da un’aggressiva polmonite.
I sintomi accusati dai pazienti erano attribuibili a un nuovo virus, simile al virus della SARS, trovato nei pipistrelli Rinolofidi delle caverne dello Yunnan, in Cina.

Uno studio sistematico delle sequenze genetiche di SARS-CoV-2 (Andersen KG et al. Nature Medicine 2020) dimostra senza alcun dubbio che il virus ha un’origine naturale e zoonotica (da animali e in particolari pipistrelli).

Per cui la storia del virus creato o modificato in laboratorio non è altro che un’enorme bufala. Ma da una semplice bufala nasce sempre (o quasi) una teoria del complotto.

Ma cos’è? Come si crea? Ma soprattutto c’è un fondo di verità in queste teorie?

La teoria del complotto è una teoria che attribuisce la causa di un evento a un complotto, spesso, di carattere politico o sociale. Queste teorie vengono elaborate in seguito a eventi tragici, come atti terroristici, disastri ambientali, morte di personaggi famosi).

Innanzitutto, c’è una differenza abissale, da sapere, tra complotto e complottismo e va ricercato nel metodo di analisi.
Il complotto, per essere tale, deve essere comprovato e quindi servono prove. Prove, capito? Prove provabili. Non chiacchiere, ma fatti. Se le prove non dovessero esserci, restando così futili sospetti, si parla di complottismo.

La mente delle persone che ci credono funziona in maniera molto semplice. Diversi studi dimostrano che è una forma metodologica di ragionamento alternativa, in cui si riesce a far rientrare tutto, a unire i puntini e a spiegare con pochi passaggi logici episodi diversi e lontani tra loro, sostenendo una visione del mondo sotto scacco da poteri oscuri che tirano i fili da dietro le quinte.

Per quanto riguarda l’attentato dell’11 settembre, i complottisti sostengono che sia stato tutto architettato dalla Casa Bianca, per indurre George W. Bush a dichiarare guerra al terrorismo islamico.

Abbiamo il complotto lunare, secondo il quale l’uomo non è mai andato sulla luna, o meglio, che le missioni del programma Apollo non avrebbero realmente trasportato astronauti sulla Luna e le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA (con la collaborazione degli Stati Uniti) per la conquista dello spazio durante la guerra fredda contro l’URSS. Secondo i complottisti, infatti, le riprese dello sbarco lunare sarebbero state fatte in studio, con tanto di effetti speciali.

Passiamo poi agli alieni nell’area 51, ai cerchi nel grano, al riscaldamento globale, al nuovo ordine mondiale, gli illuminati, o meglio, le famiglie più ricche e potenti di questo pianeta che controllano banche, politici, star, finanziano guerre, scopano tra di loro e vivono nel sottosopra, il cui scopo principale è proprio quello di controllare il mondo intero.
Per non parlare dei vaccini, delle scie chimiche o delle piramidi costruite dagli alieni e non da migliaia di schiavi frustati dalla mattina alla sera.

Ma come funzionano queste teorie? Come crearne una? Semplice. Ora ve lo dimostro.

Prendiamo come esempio il Coronavirus.

Sappiamo che Stati Uniti e Cina ultimamente non erano proprio in buoni rapporti.

La Cina compra una buona parte del petrolio dall’Iran (ora uno dei Paesi più colpiti dal Coronavirus) e la cosa non piace affatto all’America che risponde, come sappiamo, con un attacco all’aeroporto di Baghdad, dove perde la vita Soleimani, generale iraniano.
Inoltre, sempre come sappiamo, l’Italia firma un accordo commerciale proprio con la Cina, denominato “La via della seta”, in disaccordo anche questa volta gli Stati Uniti d’America, ma anche l’Europa stessa, con Francia e Germania ai vertici dell’opposizione. Questo accordo da all’Italia una posizione privilegiata nei rapporti commerciali con la Cina, con lo sviluppo di una serie di infrastrutture di trasporto e di logistica, attraverso collegamenti terrestri e marittimi, che andrebbero a collegare ulteriormente le due Nazioni.
Ma facciamo un bel tuffo nel passato.

Quando ci fu l’epidemia di ebola in Africa nel 2014, il Dr. Broderick, uno scienziato locale, accusò apertamente gli americani, o meglio il Pentagono, di aver bio-ingegnerizzato in laboratorio il virus dell’ebola. Ma nessuno scavò più a fondo, facendo cadere la notizia nel dimenticatoio.

Adesso parte il virus in Cina e gli mette l’economia in ginocchio, proprio mentre gli Stati Uniti stavano cercando in tutti i modi possibili di fermare e contrastare la crescente potenza economica cinese. Così, giustamente, viene il sospetto che l’America abbia lasciato “cadere” il virus, nascondendo poi la manina. I sospetti, però, non sono fondati dal nulla.

Il 31 gennaio, infatti, l’università di Delhi pubblica una ricerca intitolata Strane somiglianze di inserti unici nel Covid-19 di proteine di HIV. In sintesi, salta fuori che i ricercatori hanno trovato nel virus delle tracce evidenti di una manipolazione genetica. Due giorni dopo “stranamente” la ricerca viene ritirata senza una valida spiegazione e scompare nel nulla. Nessuno, però, ha mai smentito i dati presenti nella ricerca.

Anche Francis Boyle, professore di diritto all’università dell’Illinois, nelle scorse settimane ha rilasciato diverse interviste nelle quali sostiene che il virus non è altro che un’arma da guerra biologica creata in laboratorio, specificando, inoltre, che l’Organizzazione mondiale della Sanità ne è già a conoscenza.

Passiamo ora alle coincidenze.

Nell’ottobre 2019 si sono svolti i giochi militari internazionali, ai quali hanno partecipato anche trecento soldati americani. Dove? Proprio a Wuhan, dove due settimane dopo (guarda caso giusto i tempi dell’incubazione) compare l’epidemia. E pare sia stata proprio quella l’occasione perfetta per rilasciare e diffondere il virus. Qui non si accusa, ma si sottolinea la meravigliosa coincidenza.

Roberto Quaglia, sostenitore di questa tesi, ha pubblicato, circa 15 anni fa, il libro Il mito dell’11 settembre, in cui parlava delle armi biologiche etniche e degli usi che i poteri ne fanno. Qualche giorno fa Amazon ha tolto la vendita del libro. La motivazione? “Non rispetta i nostri standard”. E se ne sono resi conto dopo 15 anni? Benissimo.

Il 13 marzo la Cina accusa ufficialmente gli Stati Uniti di avergli portato in casa il virus, proprio durante i giochi militari. L’accusa è partita da un video nel quale si vede Robert Redfield, virologo americano, ammettere che nei mesi scorsi ci sono stati dei casi di Covid-19 in America e che questi sono stati fatti passare per normali influenze. Lo stesso Lijian Zhao, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, con un tweet, chiede chiarimenti e vuole sapere da quando effettivamente il virus è in circolazione negli Stati Uniti. Avrà una risposta? E chi lo sa.

Inoltre, la Cina ha sollevato un altro dubbio. Vuole conoscere il vero motivo della chiusura del laboratorio di biotecnologia di massima sicurezza di Fort Detrick, nel Marilyland. Ufficialmente il laboratorio è stato chiuso per la mancata osservanza di procedure locali, per la mancanza di una formazione periodica di ricertificazione per i lavoratori e, soprattutto, perché mancavano i controlli per il contenimento dei materiali pericolosi. Gli stessi cittadini americani, molti firmatari della petizione, hanno esortato il governo a pubblicare il reale motivo della chiusura e a chiarire se il laboratorio fosse correlato al Covid19. La petizione ha anche osservato che molte notizie sono state cancellate, sollevando, così, ancora più sospetti.

La diffusione dell’epidemia intenzionale, direbbe qualcuno, non può stare in piedi perché alla fine sono gli stessi americani che si ritrovano il virus nelle loro case e di conseguenza è anche la loro economia ad essere colpita. Giustissimo. Ma qui non stiamo parlando di cittadini americani, di popolo, di persone come noi, bensì di un piccolo gruppo di individui psicopatici e crudeli che se ne fregano della salute dei cittadini o dell’economia del mondo. E chi potrebbe guadagnarci da questa situazione?
Per esempio, potrebbe essere un grande fondo di investimento internazionale che, sempre per esempio, ha scommesso su un crollo di tutte le borse più importanti entro il mese di marzo.

Se apriamo il giornale The wall street journal e andiamo al 22 novembre scorso (un mese dopo i giochi a Wuhan) leggiamo: “Bridgewater scommette 1 miliardo e mezzo di dollari sulla caduta dei mercati entro marzo”

La Bridgewater Associates è il più grande fondo di investimento mondiale, maneggia un capitale complessivo di circa 160 miliardi di dollari. Non poco direi…

Così, mentre noi stiamo chiusi in casa, rischiamo di perdere la testa, ci accusiamo gli uni con gli altri come se fossimo untori, infermieri e medici lavorano come bestie, abbiamo paura, ci preoccupiamo seriamente, nel mondo ci sono persone che si divertono a giocare a Monopoli. Famiglie che gestiscono una quantità di denaro tale non da costruire ospedali, ma da sfamare intere nazioni.

E così insieme abbiamo creato una teoria del complotto. Sarà vera? Sarà falsa? Prove non ne abbiamo e non possiamo uscire di casa per cercarle.
Ma tranquilli, non vi preoccupate, il colpevole è solo lui: il pipistrello!

 

Mariangelo D’Alessandro

Vedi anche: 31 gennaio 1865: abolizione della schiavitù. E oggi come stiamo messi?

 

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