Apologia degli sport snobbati: parliamo di canoa polo

Intervista a Michele Pugliese e Vincenzo Lucci

Vi starete chiedendo in cosa consista la canoa polo, se conoscete già questo sport mi congratulo, ma se non ne avete mai sentito parlare non perdetevi le prossime righe, ne varrà la pena.

Ho incontrato Michele Pugliese e Vincenzo Lucci del Canoa Club Napoli, due nomi molto noti tra gli amanti di questa disciplina; i ragazzi di Bacoli, infatti, hanno partecipato ai mondiali in Canada nel 2018 e hanno contribuito a far piazzare l’Italia al secondo posto. Atleti di 20 anni che si allenano ogni giorno, che accrescono la reputazione sportiva del nostro Paese nel mondo, ma a cui non viene conferito nessun merito, nessuna fama, neanche un briciolo di interesse da parte dei media. È giusto esaltare pochissimi sport a discapito di altri? Cambierà mai questa situazione? Ne ho parlato direttamente con loro.

Innanzitutto qualche delucidazione tecnica: in cosa consiste la Canoa Polo?

“Io dico sempre che è come la pallanuoto, ma in canoa.” Afferma Vincenzo, che poi cede la parola a Michele: ” Abbiamo un campo 35×25, con porte alte 2 metri, le squadre sono di 5 giocatori con 3 riserve. Ah e mi raccomando, lo strumento che ci permette di spostarci sulla canoa si chiama p-a-g-a-i-a non remo!”

Cosa pensate della propaganda sportiva in Italia e di come i media ci propinino solo una ristretta fascia di sport tralasciandone alcuni come la Canoa polo?

Vincenzo prende la parola: “Sappiamo benissimo che il calcio è lo sport portato avanti in Italia” Michele continua: “Qualunque evento riguardante il calcio conquista la prima pagina su tutti i giornali, anche solo il codino di Ronaldo! Noi ci alleniamo allo stesso modo, senza sosta, quindi la Canoa non è uno sport minore. Abbiamo bisogno di uno sponsor che trovi il coraggio di finanziarci realmente e portarci avanti.”

“Lo sapevi che l’Italia senior ha vinto i mondiali nel 2016?” Mi chiedono entrambi, e io muoio dalla vergogna, non ne avevo idea.

“Dovrebbe essere motivo di vanto, dovrebbero saperlo tutti, ma lo sappiamo solo io e Vincenzo”

Pensate che i giovani siano disposti a conoscere nuove forme di intrattenimento sportivo oltre il calcio, la pallavolo e il basket?

“Secondo noi sì, assolutamente, siamo fiduciosi, parte tutto dai media e dalla pubblicità, quindi dai finanziamenti, come abbiamo detto prima. Per il resto ha tutti i connotati per essere uno sport interessante, è dinamico, divertente da vedere.”

Ora parliamo un po’ di voi. Come definireste l’esperienza dei Mondiali e cosa vi ha lasciato?

Michele interviene: “L’esperienza più bella della mia vita, indimenticabile, ci hanno portati oltre oceano, a Welland, in Canada, un posto meraviglioso. ”

Per Vincenzo il lato fondamentale è stato l’aggregazione, ragazzi di tutto il mondo che condividono la stessa passione.

“Era bellissimo camminare per le strade con la tuta dell’Italia, ci chiedevano foto, autografi.”

Quindi lì la Canoa polo è uno sport più conosciuto?

Michele fa cenno di no con la testa: “Non è più conosciuto, ma la differenza è che lì gli abitanti si incuriosivano, volevano conoscerlo, l’evento è stato pubblicizzato bene e quindi le persone sono venute a vederci.”

Come vi siete avvicinati a questa disciplina?

“Io mi sono avvicinato grazie al Canoa club Napoli, stava crescendo, avevano vinto molti titoli e si facevano pubblicità; hanno iniziato a proporre campus ed escursioni e mi sono incuriosito.”

Perché allora una ragazza o un ragazzo dovrebbe scegliere di praticare questo sport invece di altri?

Silenzio.

“Bella domanda questa. Se non sei bravo negli altri sport vieni da noi!” Si scherza ovviamente, continua Vincenzo “Io ho trovato un ottimo ambiente, persone fantastiche, mi ha insegnato dei valori, come il duro lavoro per raggiungere un obiettivo, poi è divertente dai!”

Quindi la domenica pomeriggio, invece di accendere la TV e guardare passivamente la solita partita di calcio, venite a Bacoli a sostenere gli atleti della nazionale italiana di canoa polo.  Magari tra qualche anno li troveremo alle Olimpiadi.

 

Angela Guardascione

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi