Al via ad Artecinema 2019: Ai Weiwei spopola al San Carlo

Nella meravigliosa cornice del San Carlo è stata inaugurata la 24esima edizione di Artecinema, con una grandissima sorpresa!

Ieri è stato il giorno di inaugurazione della 24esima edizione di Artecinema, appuntamento imprescindibile per tutti i napoletani (e non) amanti dell’arte e del cinema. Nella giornata inaugurale sono stati presentati ben tre film, che hanno saputo raccontare la vita e le opere di altrettanti artisti.

 

Carlo Alfano: Tra l’io e l’altro

Ad aprire il festival di quest’anno troviamo un cortometraggio sull’artista napoletano Carlo Alfano, prematuramente scomparso nel 1990. Oscuro, confusionario, criptico: questi sono solo alcuni degli aggettivi che si possono utilizzare per descrivere il lavoro dell’artista che viene sottolineato anche dal modo in cui il regista sceglie di raccontare la sua storia. Un eterno bilico tra ciò che noi definiamo reale e ciò che non lo è.

 

Ai Weiwei: Yours Truly

L’apice della serata è rappresentato senza dubbio dalla proiezione del docufilm su uno degli ultimi lavori del celeberrimo artista e dissidente cinese Ai Weiwei. Vengono narrati i dietro le quinte di @ Large, un’esibizione di stampo sociale tenuta dall’artista nell’iconica prigione di Alcatraz: lì il suo vissuto si intreccia al racconto corale di altre centinaia di prigionieri e dissidenti politici, molti dei quali tutt’ora incarcerati e vessati, che hanno come unica colpa quella di aver provato a rendere più libero il proprio paese.

Oltre ad essere volta alla mera sensibilizzazione, l’opera di Ai Weiwei rende attivo lo spettatore tramite un semplice quanto importante gesto: all’inizio della proiezione, infatti, a tutti gli spettatori erano state consegnate delle cartoline precompilate, indirizzate ad alcuni dei prigionieri politici trattati dall’artista. Ai Weiwei ha letteralmente messo nelle mani degli spettatori la possibilità di provare a fare un atto di giustizia a favore di un probabile sconosciuto che sta soffrendo per la nostra libertà.

Alla fine della proiezione, con grande sorpresa, si è presentato sul palco del teatro lo stesso artista, che ha tenuto a sottolineare che ogni giorno può e deve essere fatto un piccolo gesto a favore della libertà

Cy Dear

Con il suo tratto apparentemente simile ad uno scarabocchio ma pregno di carica significativa Cy Twombly è uno degli artisti più criptici e allo stesso tempo iconici del secolo scorso. I suoi lavori sono esposti nei più grandi musei del mondo e non finisco di far riflettere e parlare. Tramite le parole dei suoi amici e compagni di vita, il film riesce a far trapelare le emozioni, i pensieri e il modo in cui l’artista aveva deciso di vivere la vita: ed ecco che gli scarabocchi iniziano a divenire espressioni di pura carica erotica e delle macchie sgocciolanti rivelano un’eterna esorcizzazione della morte. Tramite i suoi lavori Cy Twombly è riuscito a portare all’estremizzazione un genere e a creare una dimensione in quale noi stessi riusciamo a metterci in discussione.

Davide Cacciato

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