Il Nido di Mamma: educare i bambini alle emozioni

“Non piangere”, “Sii uomo”, “Non fare la femminuccia” sono solo alcune delle frasi tipiche dell’educazione (o meglio, della non-educazione) alle emozioni impartita sin dalla notte dei tempi ai bambini e alle bambine di tutto il mondo. Un insegnamento tossico, patriarcale, che vede nelle emozioni un difetto e nelle persone che le esternano una debolezza. Ma per fortuna al Nido di Mamma, asilo nido di Pomigliano d’Arco gestito dal Consorzio Proodos, si cerca di cambiare le cose.

Entro in aula senza sapere bene cosa aspettarmi. I miei ricordi dell’asilo nido sono troppo lontani per poterli ricordare con chiarezza. Mi accoglie un luogo luminoso, ricco di colori e giochi, e un’atmosfera ospitale che invita ad aprirsi. “Per insegnare bisogna emozionare. Molti però pensano ancora che se ti diverti non impari” c’è scritto su una parete. Mi sento subito a mio agio.

I bambini sono in piedi accanto al muro, tutti in fila, pronti per la baby dance. Li guardo intenerita, sono così puri, adorabili, mentre si muovono liberamente al ritmo della musica che li guida passo passo verso l’esternazione dei sentimenti. Ci sono gioia, tristezza, rabbia e paura espresse nei passi di danza che le educatrici eseguono insieme a loro, così i bambini imparano ad esprimersi ballando ma anche a conoscere il proprio corpo, a sentirsi. Un insegnamento più che mai necessario ma che è ancora considerato superfluo da molti genitori testardi, che forse considerano i figli troppo piccoli per capire i sentimenti complessi.

Eppure i bimbi sperimentano le medesime sensazioni articolate degli adulti – frustrazione, nervosismo, gelosia, eccitazione – solo che non posseggono un vocabolario adatto a esprimerle in parole. È compito degli adulti guidarli all’esternazione dei sentimenti attraverso il corpo e i colori, giocarci e far loro comprendere che non è sbagliato sentire, che attraversare le emozioni negative è il modo migliore per lasciarle andare e sentirsi meglio. Una lezione che la maggior parte degli adulti non ha ancora imparato e che potrebbe risolvere così tanti problemi, se solo ci provassero.

Saper gestire le emozioni è essenziale per il raggiungimento di un buon equilibrio psicologico, ma anche per la riuscita delle interazioni sociali e per l’instaurazione di rapporti affettivi sani. Un bambino equilibrato sarà un adulto equilibrato.

Non mi stupisce osservare che i bambini qui al Nido di Mamma sono sereni, molto felici di stare a scuola e di esprimere se stessi. Si tengono per mano mentre corrono a nascondersi sotto i banchi per il nascondino, leggono insieme i libri sugli animali e le emozioni – la piccola Rita, 2 anni, mi spiega che il coccodrillo piange perché è triste e quando le chiedo «Ma come fa il coccodrillo?» risponde con un’alzata di spalle e un dolcissimo «Boh» perché, è risaputo, nessuno lo sa – si aiutano a vicenda nei loro giochi con il pongo e le formine invece di litigare. E anche quando litigano poi fanno la pace, mi assicurano educatrici e operatrici, perché è essenziale superare la rabbia attraverso il dialogo e l’empatia.

Un percorso emotivo lungo, realizzato attraverso progetti stagionali, attività psicomotorie e quaderni operativi con schede specifiche, che ripaga le insegnanti con risultati evidenti e con l’affetto incondizionato dei bambini, nonché con la gratitudine dei genitori, i cui figli imparano a mettere in ordine non soltanto i giocattoli dopo averli utilizzati, ma anche i sentimenti.

 

Claudia Moschetti

 

 

 

 

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