Do not MAS***BATE – Aprire solo se non si è raggiunta la cecità

di Benedetta De Nicola

Maggio è un mese contraddittorio.

È il mese della Madonna, ma anche quello della masturbazione. Coincidenze?

Maggio Mese della Masturbazione, anche detto MMM è il mese in cui non stare con le mani in mano.

Quell’anno, il 1995, Bill Clinton  aveva licenziato un dirigente del dipartimento della salute per aver suggerito che la masturbazione doveva essere insegnata. Anche su questa idea potrebbero insorgere alcune perplessità, sta di fatto che per protesta, a San Francisco, i proprietari del sexy shop “Good Vibratios”, iniziarono a celebrare maggio come mese dedicato alla pratica più antica del mondo dopo il salto dell’appello d’esame. Oggi, in onore di questa piccola rivoluzione sessuale si tiene la Masturbate-a-thon, una maratona della masturbazione a cui, magari, anche tu potresti partecipare.

La domanda ora è una sola: perché?

Perché continuare a pensare alla sessualità come un atto sporco, non dignitoso? Perché l’autoerotismo deve essere un motivo di disgusto? Da quando è nata la vita, ogni essere si è accoppiato e si è riprodotto, in mancanza di un essere di sesso opposto, l’animale o uomo ha cercato il modo più congeniale per sfogare le proprie pulsioni, ha conosciuto se stesso, le proprie intime gallerie nascoste, grazie al tatto, alla veridicità delle mani siamo arrivati a scoprirci e ri-scoprirci tutti diversi.

Oggi l’idea da proporre sotto l’attenzione del pubblico è il passaggio dall’immoralità di un atto naturale, alla completa accettazione: ci masturbiamo e ci piace. Uomini e, soprattutto, donne che si sentono sporchi, che credono di aver compiuto un peccato nei confronti di un qualsiasi dio, a voi questo mese è dedicato, possiate capire di essere del tutto normali e di non avere nulla di speciale nello sperimentare una pratica che nasce con l’uomo. Abbattiamo i tabù, sgretoliamo le fasulle convinzioni che ci spingono a dire che non ci tocchiamo, impariamo, piuttosto a toccarci l’un l’altro, ad accettarci, magari, così, in un futuro non molto lontano impareremo che è tabù solo quello che noi vogliamo lo sia.

 

Disegno di Marta Bellavia

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