Odio la palestra. Per questo ci vado

di Antonio Liccardo

Oltre al famigerato six-pack (gli addominali a forma di contenitore delle uova), scopriamo i principali motivi (anche ormonali) che aiutano a renderci migliori quando ci iscriviamo in palestra.

Perché andare in palestra? Perché si ha bisogno di disciplina.

Non è che io odii la palestra. D’altronde, odiare è un sentimento forte e profondo, e personalmente sono poche le cose che odio in vita mia. Tipo Word, che quando scrivo “odii”, congiuntivo presente prima persona singolare del verbo odiare, me lo corregge, sperando che io scriva “odi”, indicativo presente seconda persona singolare del verbo udire. Ma non mi avrai mai come vuoi tu, maledetto cursore lampeggiante.

Dicevo: la palestra. Non il posto che preferisco di più al mondo. L’acre odore di sudore emulsionato nell’aere e i ringhi di sforzi e sofferenze che si accavallano dovrebbero invogliare almeno gli amanti delle produzioni audiovisive a luci rosse. Ma vi posso assicurare che non è così. Parlo da suddetto amante, prima di essere scienziato appassionato e fine letterato, quindi posso parlarne perché ci ho fatto il callo. Diciamo, più di uno.

Dicevo, quindi: la palestra. Il luogo dove Conan il barbaro in versione depilata e la donna dai glutei che partono dal collo possono incontrarsi, innamorarsi e dare alla luce un amorevole barattolo di proteine in polvere. E a me, che per fare esercizio fisico ho bisogno proprio di quella panca piana dove i due gibboni in fase anabolica si stanno accoppiando, tutto ciò non aiuta.

Detto questo, io vado in palestra. Ci vado controvoglia, certo, ma ne esco gratificato. E ciò illumina meglio un posto visto sempre sotto la luce del ritrovo dei cavernicoli.

Ci vado perché mi sento meglio fisicamente ed emotivamente, perché da solo non alzerei una cassetta di acqua minerale nemmeno in piena siccità, perché non so se avete notato ma quest’anno i leggings sono ancora più sottili e quando nell’altra sala fanno pilates stranamente sono più motivato.

Andiamo con ordine:

Benessere

Partiamo dalle famose endorfine: sono neurotrasmettitori rilasciati dal cervello (ipofisi, lobo anteriore) quando mangiamo un bel piatto di pasta o della cioccolata, quando si raggiunge l’orgasmo e, nel caso d’interesse di oggi, quando si fa attività fisica. Okay, può capitare di fare attività fisica e dopo raggiungere l’orgasmo, quindi endorfine a pioggia, ma per attività fisica utile si parla di almeno 30 minuti di sforzo. Senza contare la cena fuori e il trovare parcheggio: non barate.

Quindi: con un corso offerto dalla palestra o una scheda di sala anche blanda vi si assesta l’umore, chi non prende sonno la sera inizia a rilassarsi, chi si sente spento e fiacco comincia ad attivarsi.

Per farmi capire da chi fuma, è la stessa sensazione che dà la prima sigaretta della giornata, ma con effetto più duraturo e col risparmio delle tre S: Salute, Soldi e Sentòre (perché chi fuma non lo sa, ma i suoi vestiti diventano come quelli di Bert in Mary Poppins, solo che lui fa lo spazzacamino di mestiere, lo pagano pure e tanto che si sente bene canticchia sui tetti).

Disciplina

Darsi un obiettivo, seguire un percorso per raggiungerlo, avere costanza, ci rende più determinati. E questo è un aspetto fondamentale per chi nella vita di tutti i giorni è timido e pur di non prendere una decisione diventa campione di onanismo mentale. In palestra non si può procrastinare, o meglio: si può, ma a che pro? A meno che la palestra non sia vostra o lavoriate al desk, state pagando una retta. Con gli stessi soldi potete pagare qualcuno che, ritornando al punto precedente, vi possa far rilasciare le endorfine, se capite cosa intendo. No, non sto parlando dei barattoli da venti chili di cioccolato spalmabile.

Già raggiungere la palestra è un obiettivo importante, quindi. Col tempo e con la costanza, diventerà automatico. E da lì si bilancerà l’intera giornata: siamo appagati dallo sforzo fisico, si regolarizza il rilascio di melatonina, ormone del cui rilascio bisogna ringraziare l’epifisi, che bussa alla porta dell’ipotalamo e gli indica di regolare il ciclo sonno-veglia.

E in palestra c’è personale addetto (o che ha semplicemente tutto l’interesse) a farvi rimanere in palestra: volete fare sala, quindi dedicarvi alle macchine e ai pesi? Dovete seguire la scheda; volete fare i corsi, quindi seguire una determinata disciplina? Dovete seguire l’istruttore; volete fare entrambi gli esercizi, quindi sala e corsi? Dovete seguire un buon psicologo, voi non state bene con la testa!

Socializzare

Alle spalle dei Cro-magnon in canotta fluo che stanno sfidandosi a colpi di bicipiti venosi davanti allo specchio, proprio nell’angolo più buio della sala, c’è qualcuno che sta facendo gli addominali. Per cui, se siete indietro di qualche punto evolutivo potete comunicare a gesti con gli altri scimmiodi (ma glabri, perché siamo comunque nel ventunesimo secolo) e sentirvi a casa; se siete tendenti all’asocialità ma scambiare un grugnito di dolore ogni tanto con qualcuno vi fa piacere, vi verrà facile mettervi anche voi nell’angolo buio della palestra con gli altri misfits. “L’uomo è un animale sociale”, diceva il filosofo Aristotele appena appena quattrocento anni prima di Cristo. E in palestra gli animali non mancano mai. Basta saper cercare tra gli angoli.

Endocrinologicamente parlando, si aiuta a tenere allenato non solo il fisico, ma anche il rilascio dell’ossitocina, l’ormone rilasciato per gentile concessione dalla neuroipofisi che aiuta nelle relazioni sociali. E, tenendo fede al pallino che alberga nella mente di ogni maschietto, l’ossitocina aumenta i livelli di dopamina durante l’orgasmo femminile, il quale dura di più ed è più intenso. A San Valentino, quindi, non regalate diamanti, ma abbonamenti annuali in palestra. Un orgasmo è per sempre.

Questi sono i motivi principali per iscriversi in palestra e trovare giovamento. Ce ne sono un’infinità, ma voi già non volete andarci, in palestra, figuriamoci se vi mettete a leggere un articolo infinito sulla palestra.

Ma c’è chi proprio non sopporta quella caverna di Homini erecti in cui rimbombano musiche da discoteca, o ha bisogno della solitudine in cui sono ammesse solo le prime luci dell’alba o, più praticamente, non ha i soldi per la retta mensile.
E come si fa? Si fa, si fa. Basta volerlo.

 

Articolo legato a: “Amo la palestra. Per questo non ci vado”

 

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