I Social Network in Cina: WeChat è il principale 

di Barbara Petrano

Se un giorno pensate di voler espandere il vostro brand in Cina e quindi investire in campagne sui social, state sicuri che non vi ritroverete davanti Facebook, Instagram e Twitter. Oppure, se volete andare in Cina per un po’ e non sapete come comportarvi “online” sappiate che dovrete eliminare Whatsapp e non troverete di certo lavoro su Linkedin.

La Cina non accede ai nostri stessi social network, perché il governo non lo permette. C’è una forte restrizione e un controllo maggiore della rete Internet. Hanno creato una sorta di cyberspazio con le loro regole e i propri leader nel settore – Tencent, Alibaba, Baidu – che sono in piena ascesa.

WeChat, il social più utilizzato

Esso è un servizio di instant message tipo Whatsapp, sviluppato dalla società cinese Tencent. La prima versione è stata distribuita a gennaio 2011.

Fornisce anche servizi aggiuntivi, quali messaggi broadcast (uno a molti), condivisione di foto e video, condivisione della propria posizione geografica. Ha anche funzioni tipiche delle reti sociali digitali: “agita”, “cerca nei dintorni” e “bottiglia alla deriva”. Le foto possono essere modificate con filtri e sistemate nel diario presente nel profilo della persona. Gli utenti di WeChat possono postare foto e stati, condividere musica, articoli e mettere “mi piace” a contenuti condivisi da altri utenti nella funzione “Momenti”, come i nostri stati su Whatsapp. WeChat Pay è un servizio di portafoglio elettronico incorporato nell’app, il quale permette agli utenti di completare transazioni online e trasferire denaro. Insomma, WeChat non è una semplice app per scambiare messaggi ma un mix di Facebook, Paypal, Tripadvisor, Instagram e Whatsapp. Secondo le statistiche il tasso di penetrazione del mercato raggiunge il 93%. I dati aggiornati alla prima metà dell’anno dicono che ci sono già 938 milioni di utenti attivi nel mondo.

Ma cosa possono fare i brand con WeChat? Condividere contenuti per stimolare l’engagement, stimolare la comunicazione attraverso le loro pagine e dare maggior supporto, integrare la comunicazione online e offline, spingere le vendite attraverso l’app, che permette agli utenti di acquistare creando un mini sito e permette anche di pagare collegando la carta di credito dell’utente.  E pensare che quando abbiamo avuto la possibilità di utilizzarlo in Italia, lo ritenevamo il fratello strano di Whatsapp…

Sina Weibo, il loro microblogging

La più popolare piattaforma di microblogging, che equivale al nostro Twitter, che forse loro trovano più utile. Dalle statistiche si evince che il 63% delle persone accede subito dopo pranzo al social. Mica pochi! Il social, a differenza di Twitter, invita il lettore ad interagire maggiormente, il post deve essere scritto richiamando una “call to action”. Per le aziende Sina Weibo è migliore di Twitter, favorisce la stesura di un digital storytelling più accattivante, questo è dimostrato dalla crescita che ha avuto negli ultimi anni.

Dajie e Tanij, i fratelli di Linkedin

La prima cosa che ho fatto dopo la laurea è stata: iscrivermi a Linkedin anche se non ne conoscevo bene le funzioni. Se fossi stata una neolaureata cinese avrei scelto Dajie, una piattaforma che serve ai neolaureati per trovare il primo impiego dove le aziende reclutano le new entry nel mondo del lavoro, il nome può essere anche un’esortazione tipo “daje”. Tanji, invece, serve per reclutare manager e professionisti di alto profilo consentendo anche di partecipare a gruppi e community.

 

 

 

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