Le donne e il calcio

di Paola Palumbo

Negli ultimi decenni, il mondo femminile e quello del calcio hanno avuto un notevole avvicinamento.
Gli uomini, purtroppo, hanno spesso interpretato questa novità quasi come una minaccia. Forse la maggior parte di loro ha avvertito un senso di invasione di uno spazio per antonomasia “maschile”, la violazione dell’unico momento in cui potevano sentirsi liberi di esprimersi.
Le donne che entrano a far parte di questo mondo sono una realtà concreta, si tratta di una fascia che si afferma quotidianamente, sebbene molti uomini stentino ancora a crederci.
Sono molte le appassionate che tentano di farsi strada ed inserirsi, sfidando le derisioni di coloro che proprio non riescono ad immaginare che la dedizione per uno sport non tema ostacoli.
Quante bambine hanno amato il calcio e desiderato giocare in una vera e propria squadra, ma hanno subito le prese in giro dei ragazzini coetanei che le hanno indotte a rinunciare?

“Se ora rinunci al calcio, domani a cosa rinuncerai?”
Molte donne come l’attrice del film “Sognando Beckham”, probabilmente si sono poste questa domanda.
Rinuncerebbero ad una parte di loro stesse.

Alcune continuando a vivere il calcio, non in prima persona, ma scrivendo.
Tante donne si scontrano con il pregiudizio che l’interesse dal quale sono mosse sia motivato dall’attrazione per i calciatori o per la fama e non per lo sport in sé.
Il calcio è una cultura, quindi patrimonio di tutti.
Bisogna smettere di temere la novità, il cambiamento è già avviato e magari solo adattandosi alla compagnia del gentil sesso anche in questo ambito, si potrà trovare un argomento in più da condividere.

 

 

Foto di Federica Auricchio

In foto: Raffaella Liguori

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