ValiantHearts: The Great War

di Davide Cacciato

Quando il gioco diventa storia

Sempre più spesso i videogiochi si fanno portatori di messaggi importanti, divenendo strumenti narrativi e conoscitivi potenti ed efficaci. Trovare la giusta formula però non è sempre facile.

ValiantHearts: The Great War, sviluppato per il centenario dall’inizio della Grande Guerra, è un gioco di avventura e rompicapo che ha visto la luce il 25 giugno 2014 e a poco a poco ha iniziato a far parlare di sé.

Un’animazione pulita e cartoonesca, unita a musiche evocative e toccanti, fa da sfondo alle vicende della Prima Guerra Mondiale. Ci troveremo a vestire i panni di uomini e donne di entrambi i fronti… E no, non dovremo né sparare né vincere la guerra, ma solo cercare di sopravvivere nel caos creato dal conflitto, provando a ricostruire i fili di tante vite spezzate.

Non si parlerà di bandiere ma solo di donne e uomini, che lottano per un’esistenza più umana.

Il gioco è artisticamente grandioso e ciò renderà ancora più facile e godibile cogliere la profondità delle vicende in cui ci immergeremo, più di una volta ci troveremo emotivamente coinvolti in orrori e dolori che proveremo attraverso i nostri personaggi.

L’obiettivo del gioco è ovviamente di insegnare al giocatore qualcosa in più sulla Grande Guerra. I collezionabili presenti all’interno del titolo sono dei veri e propri cimeli storici, che ci sveleranno curiosità ed eventi cardine del primo conflitto mondiale, anche tramite autentici stralci di lettere scritte dai soldati in trincea e documenti dell’epoca, che riusciranno a renderci ancora più partecipi alle vicende che stiamo vivendo.

La storia risulta toccante, ben costruita ed è molto evidente come il contesto del videogioco sia stato usato per sensibilizzare anche i più giovani riguardo certe tematiche. Purtroppo, nonostante alcune scelte intriganti, il gameplay ne risente molto: le meccaniche sono ripetitive, non danno una sfida vera e propria, se non quella di cercare spasmodicamente tutti i collezionabili in tutti i livelli. Lo storytelling è enormemente al di sopra delle meccaniche di gioco, che quindi risente ulteriormente del confronto. Nonostante ciò, il titolo risulta valido e rende accattivante l’acquisto ma si consiglia un utilizzo “a piccoli morsi”, per godersi a meglio l’esperienza.

Infatti più che “giocare ValiantHearts” bisognerebbe assaporarlo ed immergercisi, perché è questo il modo migliore per godere appieno dell’esperienza che andremo a vivere.

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