Post-serialità: come cambiano le serie tv con internet

di Carolina Niglio

Cosa accade alla serialità tradizionale, quando entra in contatto con il new media Internet?

I prodotti di tipo seriale, come le fiction, iniziano a prendere forma dopo la prima rivoluzione industriale, da cui riprendono la standardizzazione degli output: in prima istanza, a essere riprodotti erano soltanto i caratteri principali dei protagonisti, mentre in seguito ogni puntata di una serie non era più slegata dalle altre, ma ne recuperava anche alcuni elementi di trama.

Ad oggi, l’avvento di internet ha modificato il modo in cui fruiamo la maggior parte dei prodotti di consumo, tra cui, appunto, le serie televisive.

Innanzitutto, c’è un allontanamento dal mezzo televisivo che per anni ne aveva detenuto il monopolio, creando dei prodotti di massa: i palinsesti erano organizzati in modo generalista e, in seguito, cercando di arrivare a dei target precisi. Ma questa strategia push, ossia di spinta dei contenuti verso i consumatori non funziona più sui media digitali. Attraverso il web, invece, le persone possono richiedere in prima persona cosa vedere, attraverso una strategia pull: non esiste più un pubblico generalizzato, ma un’offerta creata dallo stesso utente in modo estremamente personalizzato.

A modificarsi è anche la distribuzione: i media digitali hanno la capacità di rendere un video, ma anche un libro o un fumetto, un prodotto digitale. Questo significa che il contenuto può essere fruito su più piattaforme in modo differente, creando una cross-medialità. A sfruttare quest’onda, forse indirettamente, è stato Lost che, avendo buchi nella trama generale, ha prodotto brevi episodi sui pezzi mancanti che sono stati sono stati così distribuiti sotto forma di videogiochi e video youtube, i quali forniscono indizi per la codifica della storia.

Oltre al modo in cui viene consumato il prodotto, è cambiato il modo in cui viene costruito, dai temi alla dimensione temporale. Per quanto riguarda i temi, li delineano nuovi modelli relazionali, come in Friends, serie tv nella quale la famiglia lascia il posto alla cerchia di amici. Inoltre, viene introdotta la problematica della ricerca identitaria: Dexter studia casi di serial killer di giorno, e diventa egli stesso serial killer di notte, incarnando l’incertezza della post-modernità.

Infine, c’è una forte messa in scena del corpo nelle crime fiction come C.S.I e nelle storie sui vampiri. Ma a cambiare profondamente è anche la dimensione temporale: a prevalere è il presente, mentre il passato è richiamato per lo più attraverso flashback, dando vita a una semi-linearità della linea temporale. In alcuni casi, come in Twin Peaks, invece, il tempo pare addirittura sospeso, lasciando spazio ad una totale libertà temporale.

Tutte queste caratteristiche ampliano il potere dello streaming, per cui noi siamo disposti a pagare: piattaforme come Netflix rappresentano il definitivo approdo a un nuovo modello di fruizione delle serie televisive, tipico del mondo post-moderno, dove tutti ottengono ciò che vogliono in modo consumistico.

 

Disegno di Iman Salehian – A Netflix Valentine

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