Undertale: un gioco di cuore

di Davide Cacciato 

Più va avanti il progresso in campo videoludico e più la forma diventa preponderante rispetto al contenuto. Ci sono, però, molte eccezioni riscontrabili nel variegato e dinamico mondo degli sviluppatori “indie”.

Era il 15 settembre del 2015 quando Undertale vide la luce per la prima volta su PC; sviluppato da Toby Fox, con qualche piccolo aiuto da parte di Temmie Chang, questo gioco riuscì a centrare il punto che molti “tripla A”, oggigiorno, hanno dimenticato: la grafica deve essere funzionale alla trama e allo svolgimento della storia e non viceversa.

Undertale è un videogioco che si ispira a diversi generi e grandi titoli del passato: riprende molto dalla saga di Mother, ma sono anche presenti meccaniche tipiche di giochi come Pokémon o i primi The legend of Zelda.

Toby Fox voleva creare un RPG (role-playing game) non convenzionale e mai banale, che potesse trarre molti dei suoi punti di forza proprio dalla presa in giro di certi cliché videoludici; la sua campagna di crowdfunding, non a caso, raccolse in brevissimo tempo una somma esorbitante, ben 51,124 dollari.

Nella nostra avventura vestiremo i panni di un bambino dal sesso non rivelato, che potremo nominare a nostro piacimento: questo bambino, caduto nel sottosuolo popolato da mostri, dovrà trovare un modo per tornare a casa, in superficie.

Lungo la strada vivrà situazioni particolari e incontrerà personaggi incredibili, descritti in maniera impeccabile e unica, ma anche mostri apparentemente ostili, i quali lo sfideranno in scontri stile bullet-hell, in cui dovrà schivare i proiettili spostando il suo cuore; ed è proprio qui che Undertale dimostra la sua unicità: potremo combattere il nemico, ma anche risparmiarlo, potremo parlargli, cercare di comprendere ciò che lo turba e, soprattutto, provare ad aiutarlo in qualche modo.

Questo gioco può essere finito anche solamente tramite il dialogo e la comprensione, che, però, richiederanno sforzi maggiori, che non sempre verranno in qualche modo ripagati.

Tutti i personaggi delineeranno una storia in cui non esistono buoni o cattivi, ma decisioni giuste o sbagliate, morali o immorali, equivoci che avranno portato a dolori e cuori spezzati da ricomporre. Tutto ciò rende Undertale molto “rigiocabile”, attraverso diversi tipi di run, Genocide, Neutral e Pacifist, che porteranno ad un diverso tipo di svolgimento della storia e del finale.

Le musiche sono semplicemente eccezionali, tutte arrangiate da Toby Fox tramite modelli facilmente reperibili; oltre ad accompagnare bene ogni vicenda riescono ad esaltarla e renderla unica, e certi motivetti restano in testa per giorni e giorni.

L’OST (original sound track) di Undertale è stata talmente apprezzata da essere riarrangiata e riproposta in tutte le salse, sia da fan del gioco che da veri e propri compositori: la colonna sonora del gioco è stata portata in scena, in alcuni teatri, da orchestre di musica classica, che ne hanno dato un’interpretazione di tutto rispetto.

Undertale ti cattura con la sua stramba particolarità, ma ti fa proseguire grazie alla profondità che, a poco a poco, svela di avere.
Un gioco del genere è un fulgido esempio di come questo media, il videogioco, possa essere portatore di messaggi e tematiche di un certo peso, fruibili e godibili a tutti.

Cosa volete di più? L’avventura vi aspetta… Ricordate solo di essere DETERMINATI!

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