Primo PianoSociale

Le mani di Gloria

“Il mio libro, dedicato a Marta e a tutti i bambini gifted, vuole aiutare le famiglie con figli apparentemente problematici – in realtà originali, liberi e fuori dagli schemi – suggerendo strumenti per comprenderli, accompagnarli e stimolarli nei modi più appropriati, riconoscendo i loro talenti, che spesso portano con sé grandi sofferenze quando non vengono accolti”.

Sono queste le parole di Gloria Torri, appassionata scrittrice  e mamma di Marta, una giovane donna plusdotata. Le mani di Gloria edito da OM Edizioni è un’opera che racconta la sua storia di madre di una bambina gifted con l’intento di aiutare altre famiglie che vivono la medesima situazione.

Per lungo tempo la plusdotazione è stata trascurata anche sul piano scolastico, mentre i temi centrali erano altri, ma a partire dallo scorso anno qualcosa è cambiato.

Il 7 ottobre 2025, il Senato ha approvato il disegno di legge n. 180 “Disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e delega al Governo per il riconoscimento dei medesimi”, che passerà all’esame della Camera. 

É bene ricordare che con la Direttiva Ministeriale dei BES (Bisogni Educativi Speciali) del 27 dicembre 2012, e in seguito, con la Nota Ministeriale n. 562 del 3 aprile 2019 si specificava che gli alunni ad alto potenziale intellettivo rientravano nei BES. 

Il nuovo disegno di legge introduce per la prima volta in Italia, un quadro normativo specifico per il riconoscimento e l’inclusione scolastica degli alunni con alto potenziale cognitivo. L’Italia si è così allineata alla Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1994 sull’educazione dei bambini ad alto potenziale.

“Con questo provvedimento si compie un passo decisivo verso una scuola capace di valorizzare i diversi talenti dei giovani. Gli alunni ad alto potenziale cognitivo sono una risorsa straordinaria per il Paese, ma troppo spesso non vengono riconosciuti e sostenuti adeguatamente”

ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Cosa si intende per plusdotati?

La National Association For Gifted Children (NAGK – UK) definisce i bambini gifted come:

“[…] persone che mostrano, o hanno il potenziale per mostrare, un livello eccezionale di perfomance, se confrontati con i loro pari, in una o più delle seguenti aree: abilità intellettiva generale, specifica attitudine scolastica, pensiero creativo, leadership, arti visive e dello spettacolo”.

La valutazione per plusdotazione rappresenta solo il primo passo di un percorso lungo che ha come scopo ultimo quello di raggiungere benessere ed equilibrio del bambino, sul piano cognitivo, emotivo e sociale  sia nel contesto scolastico sia in quello familiare.

In Italia si stima che gli alunni plusdotati o ad alto potenziale cognitivo (APC) rappresentino una percentuale variabile tra il 2% e l’8% della popolazione scolastica, con stime recenti che indicano circa 430.00 studenti.

Quanto è importante fornire loro delle risposte?

La dottoressa Deny Menghini, psicologa psicoterapeuta, responsabile dell’Unità Operativa semplice di Psicologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sottolinea come sia fondamentale riconoscere e valorizzare le capacità dei plusdotati in famiglia, in classe, altrimenti potrebbero nascere situazioni di disagio e chiusura.  “Il bambino – continua Menghini – può annoiarsi, perdere interesse verso le lezioni, ma in alcuni casi può arrivare anche a non raggiungere un buon profitto. Non solo il fatto di non essere compreso e accettato dai coetanei può generare ansia e frustrazione, che si possono manifestare anche con sintomi come mal di pancia o mal di testa. L’ansia, in particolare, è un aspetto che si riscontra non di rado nei bambini con plusdotazione”.

Non solo un dono, ma in alcuni casi una vera e propria condanna, se chi li circonda non possiede le capacità di comprendere e sorreggere, coadiuvare tale diversità.

Ho sentito dire tante volte: «Che fortuna avere una figlia così intelligente». La realtà è molto diversa. Per Marta, e per noi, sono stati anni infernali. Abbiamo cresciuto una bambina senza pelle. Con una sensibilità estrema, che sente tutto e non ha filtri protettivi, che sia gioia o infinita sofferenza, il volume è sempre altissimo”.

Sono queste le parole di Gloria Torri, madre di Marta. 

Non è facile convivere con le etichette, non è facile essere diversi, sentirsi diversi, in un società che ci vuole perfetti, uguali. Non è semplice essere genitori, accettare diagnosi scritte nere su bianco, come fossero una sentenza. Non è semplice combattere con le istituzioni per vedere riconosciuti i propri diritti, non è semplice trovarsi alle volte dei muri anche all’interno di contesti scolastici, nella speranza o meglio l’illusione di trovare docenti prepararti e compagni favorevoli al dialogo, alla conoscenza.

Ci sono diritti spesso inascoltati, battaglie silenziose combattute con resilienza, perché il mondo deve continuare ad essere un posto migliore, il Bene deve poter trionfare. 

Marika A. Carolla

Leggi anche: I BES e le nuove frontiere dell’insegnamento

Marika Carolla

Classe 95. Ha conseguito la maturità classica e poi una triennale in Lettere Moderne. Ha pubblicato nel 2016 la sua prima raccolta poetica "Nugae" e proseguito con gli studi, diplomandosi in Regia e Sceneggiatura presso la Roma film Academy. La sua passione per la conoscenza e la scrittura l' hanno spinta a conseguire la laurea magistrale in filologia moderna alla Federico II di Napoli con lode. Scrivere è per lei, dedizione, coraggio, e vita.
Pulsante per tornare all'inizio
Panoramica privacy

Questa Applicazione utilizza Strumenti di Tracciamento per consentire semplici interazioni e attivare funzionalità che permettono agli Utenti di accedere a determinate risorse del Servizio e semplificano la comunicazione con il Titolare del sito Web.