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Bad Bunny vince il Grammy 2026 per il miglior album dell’anno

Bad Bunny, durante la serata dei Grammy Awards ha fatto la storia. Il primo artista latino e il primo album scritto interamente in spagnolo ha vinto un premio cosi importante. Siamo davanti ad uno degli eventi culturali storici che va ben oltre ogni vittoria.

Una vittoria che supera la musica e che rappresenta un momento importante per l’intera cultura latina.

Da un supermercato al Grammy: la storia dell’artista portoricano

Prima di cavalcare palchi internazionali e prima dei record sulle piattaforme streaming musicali, Bad Bunny – nome d’arte di Benito Antonio Martínez Ocasio, nato a Vega Baja il 10 Marzo del 1994 – lavorava in un supermercato. Si, esatto è una di quelle storie che appartengono a chi sogna in grande ma che, spesso, per paura di non farcela o per mancanza di denaro,non trova il coraggio di provarci.

Ed era questa la vita di Benito Antonio Martinez: gesti ripetuti, sogni silenziosi nascosti in un cassetto e una mente che viaggiava verso altri orizzonti, non limitata al semplice sopravvivere quotidiano. La realtà da cui proveniva non era altro che una periferia che nessuna industria musicale avrebbe mai considerato.

Ed è qui che vediamo la vittoria più grande, proprio il fatto che Benito, in generale nella sua musica e in particolare nell’album premiato ” Debì tiras màs fotos” come Album dell’anno, non abbia mai rinnegato le sue origini. Non ha cambiato lingua, non ha cambiato ciò che è sempre stato. Questa è la più grande vittoria.

Il primo album in spagnolo a vincere il Grammy Album of the year

Ci siamo sempre trovati di fronte, durante la serata dei Grammy awards, a premi dominati dalla lingua inglese, considerata come quella universale, come se appunto l’industria musicale avesse sempre mandato un messaggio chiaro: puoi arrivare lontano si, ma solo se ti traduci. Solo dunque se perdi una parte di te.

Bad Bunny ha rotto questo schema. Il suo album, interamente scritto in spagnolo, ha dimostrato come la lingua di casa, le tue origini possono diventare universali, e che l’autenticità, se resiste abbastanza diventa potere.

Quanti di noi cantano le sue canzoni pur non sapendo la lingua? Ci pensate a quante volte si dice che l’inglese lo si può studiare attraverso le canzoni o i film? Perché non pensare lo stesso anche per altre lingue, come in questo caso lo spagnolo?

Questo Grammy è stato dunque una crepa in un muro rimasto in piedi per tanti anni. Non si tratta, dunque, solo di una vittoria personale, ma un segnale forte per tutti gli artisti latini nel mondo.

Cover Album “Debì Tiràs Mas Fotos”

Porto Rico è identità e umanità

Nel suo discorso di ringraziamento, Bad Bunny ha voluto ricordare Porto Rico, chi ha dovuto lasciare la propria casa e il proprio paese per inseguire un sogno, chi ha perso qualcuno lungo il viaggio e chi, nonostante tutto, ha continuato a resistere.

La frase che più ha colpito è stata cosi forte, quasi come una idea universale che nessuno voleva e vuole affrontare:

Non siamo animali, non siamo alieni, siamo esseri umani

Parole che spesso ogni straniero si sente dire ovunque, e che nella serata dei Grammy Award ha fatto commuovere tutto il mondo. Si è percepita chiaramente la sua gratitudine: una gratitudine che non fa rumore, che non ha bisogno di premi luccicanti, perché il vero traguardo è stato per lui arrivare così lontano senza mai smettere di credere in sé stesso.

La vittoria non è solo di Bad Bunny, ma premia tutti i sacrifici, tutte le rinunce e la forza di chi continua ad andare avanti anche quando non hai nessuno a sostenerti. Dimostra che non è necessario rinnegare le proprie radici per arrivare lontano e che la cultura latina non deve chiedere il permesso per essere accettata: si è semplicemente presa lo spazio che merita.

Molti hanno pianto al solo pensiero di vedere Bad Bunny su quel palco, perché in quel momento rappresentava una verità scomoda ma bellissima: i sogni nascono in silenzio, crescono con fatica e, quando diventano realtà, la vista è spettacolare. Può sembrare smielato come pensiero, ma è cosi. Pensare che sia partito dal niente e che ce l’abbia finalmente fatta è qualcosa di davvero straordinario.

L’inizio di un qualcosa che non smette mai di crescere

Non è una fine, non è un punto di arrivo definitivo.Solo un nuovo inizio, un nuovo ricominciare, come ha sempre fato negli anni di studio e sacrifici senza alcuna garanzia. Se quella sera era su quel palco, è perché Bad Bunny lo meritava davvero.

Anche partendo da niente, anche partendo da piccoli sogni che esistono nella propria testa, si può costruire qualcosa di grande. L’amore che ha diffuso si sente , l’amore la sua terra per la vita si sente. Bad Bunny ci ha insegnato ad amare la sua terra, la vita nel modo più potente possibile.

Non ha solo vinto un premio: ha raccolto in un solo istante tutte le ore invisibili, le notti stanche, le porte sbattute in faccia. Ha portato su quel palco una lingua, un’isola che il mondo non ha mai davvero visto, ma che ha un cuore enorme. Lo si è visto nel suo coprirsi il volto quando ha scoperto di aver vinto, non se lo aspettava minimamente di poter salire su quel palco e alzare quel premio. Il suo messaggio è stato chiaro: nessuno dovrebbe mai smettere di credere nei propri sogni.

Arianna D’Angelo

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Arianna D’Angelo

Arianna, classe ‘98. Mi piacciono le arti visive e musicali. Per me scrivere è esternare il mio mondo interno raccontando ciò che mi appassiona. L’Arianna del mito greco liberò Minosse con il suo filo e io con la mia scrittura libero il mio mondo e ve lo racconto.
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