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Nascita e diffusione del mahjong

Il nome Mahjong significa “uccello di canapa” o “sparviero di canapa” ed è un gioco nato in Cina nel XIX secolo, diffusosi anche nel resto del mondo, soprattutto in Stati Uniti e Giappone.

Composto da tre varianti principali – asiatica, statunitense ed europeo –, si hanno varie ipotesi su come sia nato e poi diffuso. Curiosi di scoprire la sua storia? 

È da mesi che nel mio gruppo di amici è andato virale il Mahjong, gioco di combinazioni composto da coppie, tris e scale nato in Cina nel XIX secolo ma che ha avuto molto successo in Giappone e anche al di fuori del continente asiatico, come negli Stati Uniti e in parte del nord Italia – Ravenna, Milano, Firenze, Udine e Bologna.

Come si gioca al Mahjong?

Lo scopo del Mahjong è di creare combinazioni con tutte le proprie tessere, che sono generalmente tredici per ogni giocatore (quattordici, se si considera la tessera da scartare): il primo che riesce nell’impresa vince, ottenendo un punteggio maggiorato. Dopodiché si contano i punti e dopo un certo numero di partite vince chi ha ottenuto più punti (non chi ha vinto più mani).

Ogni variante cambia leggermente in termini di conteggio dei punti e anche di composizione dell’insieme di tessere utilizzate, anche se i concetti del gioco rimangono gli stessi in ciascuna di esse. Tuttavia le differenze più notevoli le abbiamo tra i Mahjong asiatici e il Mahjong americano, solitamente scritto mahjongg.

È curioso il fatto che la Commissione Statale degli Sport della Cina riconobbe ufficialmente, nel 1998, il mahjong come 255° sport nazionale, dando non poche difficoltà nella stesura di un regolamento unico a causa della vastità del Paese , in più ogni città aveva alcune regole proprie che le altre città non avevano.

Com’è nato il mahjong?

Era il XX secolo quando in Cina nacque il mahjong. Il mahjong potrebbe derivare da un gioco di carte chiamato Madiao, conosciuto fin dall’inizio della dinastia Ming, in cui si gioca con 40 carte che rimandano a quelle utilizzate nel Ya Pei, altro gioco cinese.

Le carte sono numerate da 1 a 9 in quattro diversi semi, più quattro carte speciali chiamate “fiori”, che rimanda la composizione dell’insieme di tessere del mahjong. 

Vi sono tre ipotesi su chi può aver inventato il mahjong: la prima, rimanda all’esercito cinese che, per passare il tempo, creò questo gioco durante la Ribellione di Tai Ping, tra il 1851 e il 1864; oppure, potrebbe essere stato creato da un nobile di Shangai fra il 1870 e il 1875. L’ultima teoria attribuisce il gioco a due fratelli della città di Ningbo attorno al 1850. 

La diffusione del gioco al di fuori della Cina

Nel 1895 ci fu la prima descrizione scritta del gioco in una lingua diversa dal cinese, grazie all’antropologo statunitense Stewart Culin e all’articolo da lui scritto. Ma non fu la prima e l’ultima descrizione perché successivamente apparvero altre descrizioni in francese e giapponese.

Il mahjong ebbe un notevole successo negli Stati Uniti negli anni Venti, diventando una vera e propria moda. Divenne così famoso che vennero incise canzoni di successo che parlavano del gioco, come Since Ma is Playing Mah Jong di Eddie Cantor. Ed è in questo contesto che nasce la versione americana del mahjong, giocata soprattutto dalle donne.

Venne diffuso il gioco anche in Italia, grazie ad alcuni venditori ambulanti cinesi che erano sbarcati, nel 1923, in diverse città portuali italiane e che giocavano agli angoli delle strade. Riscosse molto successo specialmente a Ravenna, dove il commerciante ravennate Michele Valvassori fabbricò, per la prima volta, le tessere da gioco in Italia.

Da Ravenna il gioco si diffuse successivamente in tutta la Romagna e poi nel Reggiano, in particolar modo a Correggio, dove nell’autunno 1982 fu girato un mediometraggio intitolato Mah-Jong.

Irene Ippolito

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Iris Ippolito

Sono Irene “Iris” Ippolito, classe 2002 nata e cresciuta a Napoli. Tra un libro ed un altro, ho scoperto di voler lavorare nel mondo dello spettacolo e della scrittura. La mia passione per lo spettacolo è nata grazie anche al laboratorio teatrale ScugnizzArt, che mi ha accompagnato alla scoperta di me stessa per ben 3 anni. Lo sport è quel mondo che mi ha dato la spinta di mettermi in gioco nella scrittura, diventando il mio migliore amico.
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