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Renee Nicole Good, la poetessa uccisa dall’ICE a Minneapolis

La mattina del 7 gennaio 2026 Renee Nicole Good stava tornando a casa in auto dopo aver accompagnato suo figlio di 6 anni a scuola insieme alla sua partner. Renee a casa non ci è mai arrivata, perché un agente l’ha ammazzata sparandole tre colpi di pistola in testa.

Ma cos’è successo?

È successo che l’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale americana contro l’immigrazione conosciuta con la sua abbreviazione ICE, ha mietuto la sua prima vittima del 2026

Nel 2025 l’ICE ha causato la morte di 35 persone (direttamente o indirettamente) e la detenzione e/o deportazione di circa 59,000 persone, di cui il 70% senza alcun tipo di precedenti penali.

La mattina del 7 gennaio Renee Nicole stava tornando a casa insieme alla sua partner dopo aver accompagnato il figlio piccolo a scuola. Nella strada tra la 34esima e Portland Avenue, si è fermata per breve tempo insieme ad altri veicoli ed altre persone a piedi (probabilmente persone del quartiere) per fare da testimone oculare ad un raid che alcuni agenti dell’ICE stavano programmando di fare nel quartiere alla ricerca di persone immigrate da arrestare.

Tutte le persone immigrate, non importa se hanno o meno dei documenti validi. Difatti, non troppo tempo fa è stato arrestato e detenuto un uomo davanti alla figlia piccola, nonostante avesse una valida green card.

Alieni illegali, così l’ICE definisce le persone immigrate negli Stati Uniti, così le chiama Trump e la sua amministrazione. Queste persone vengono violentemente private dei loro diritti, e le famiglie vengono separate, distrutte e traumatizzate. Nell’ultimo anno stati arrestati e deportati studenti, attivisti, anziani, genitori, bambini.
Come glielo spieghiamo al caro Trump che nessuno è legale in una terra rubata, e che secondo il suo stesso ragionamento allora il primo “alieno illegale” è proprio lui, il colonizzatore supremo dei tempi moderni?

Un agente si è avvicinato con un atteggiamento rabbioso all’auto di Renee Nicole, una Honda Pilot. Le ha ordinato di uscire dalla macchina, senza avere un motivo valido per fare questa richiesta, dopo che lei era rimasta ferma facendo cenno agli agenti in auto di passare e superarla. In quello che sarà stato per Renee Nicole un momento di panico intenso e caos ha subito smesso di riprendere la scena col cellulare e ha iniziato a guidare per andare via; in quel momento un altro agente si è posizionato davanti al veicolo di Renee Nicole e le ha sparato tre corpi alla testa attraverso il finestrino, ammazzandola sul colpo davanti alla sua partner seduta al lato del passeggero.

Un’esecuzione a sangue freddo impossibile da giustificare. 

Tre colpi dritti alla testa senza aver commesso alcun crimine.

Restare a guardare un’operazione dell’ICE è legale. Fermare per un attimo la propria auto è legale.
Riprendere una scena in pubblico con il cellulare è legale.
Andare via, anche se per scappare dagli agenti, non giustifica un uso così spropositato e immediato delle armi da fuoco. Se avessero voluto davvero fermarla urgentemente, avrebbero mirato alle ruote della macchina. Non alla sua testa. Ma non volevano davvero fermarla, volevano ucciderla; volevano solo fare il loro solito abuso di potere per il loro ego, la loro follia che si nutre di morte e violenza, lo stesso nettare dell’amministrazione fascista di Trump.

Un gesto inutile e spavaldo che ha avuto come risultato la morte di una donna di 37 anni. 

Mamma di tre figli, partner, figlia. 

Poetessa, anima creativa. 

“Si è sempre presa cura di tutti per tutta la sua vita”

così la madre di Renee ha descritto la figlia in un’intervista.

L’uccisione di Renee Nicole Good ha generato tantissime proteste, sia a Minneapolis che in tantissime altre città degli Stati Uniti. Le persone chiedono giustizia e verità, come è accaduto per George Floyd, ammazzato da un agente della polizia nel 2020 sempre a  Minneapolis, non lontano dal luogo dell’esecuzione di Renee Nicole.

La comunità di Minneapolis si stringe intorno ai cari di Renee Nicole, e le persone cercano di proteggersi tra di loro dalla violenta forza dei 2000 agenti dell’ICE insediatisi nella città qualche giorno fa. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha intimato l’ICE di “levarsi dai coglioni”; almeno qualcuno che con coraggio vuole fare la cosa giusta c’è ancora.

L’amministrazione Trump sta già manipolando la notizia. Dicono che l’agente abbia sparato per autodifesa dopo che Renee Nicole aveva provato ad investirlo con l’auto. Stanno definendo Renee Nicole una terrorista e “agitatrice”. 

Tipico del colpevole: colpevolizzare la vittima per uscirne pulito.

Basta guardare uno dei tanti video dell’accaduto per capire subito che non è così. L’agente, invece di spostarsi, si è bloccato davanti al veicolo della donna saldando bene i piedi a terra, estraendo l’arma con la piena consapevolezza che non fosse necessario. Ha scelto di farlo lo stesso.

Successivamente gli agenti hanno negato ad un medico di avvicinarsi a Renee Nicole per tentare di soccorrerla, dicendo che sarebbero arrivati i loro medici. Quando sono giunti sul luogo, lei era già morta.

Purtroppo, nulla riporterà in vita Renee Nicole Good. Nulla potrà mai risarcire la sua famiglia per la sua assenza, né si riuscirà mai a trovare un senso alla perdita di una vita così giovane, innocente, buona. 

Ma la sua morte deve essere ricordata. Deve fare da miccia per accendere un enorme incendio di rivoluzione affinché l’agenzia dell’ICE venga fermata e processata per tutti i crimini commessi.

Affinché le persone non abbiano più paura di aprire la porta di casa perché potrebbero essere rapide improvvisamente da uomini mascherati.

Affinché ai bambini non vengano strappati via i genitori.

Affinché non si muoia più nei centri di detenzione.

Continuiamo ad arrabbiarci, a lottare. Non lasciamo che la violenza venga così normalizzata che non ci facciamo neanche più caso.
Interessarci solo dei nostri diritti è esattamente come li perdiamo.

“Continueremo a respirare fumo, finché dimenticheremo: cos’è l’aria pulita?”

Affinché in America si possa respirare di nuovo.

LINK UTILI

Per leggere la poesia di Renee Nicole Good con la quale ha vinto il Premio Academy of American Poets: https://poets.org/2020-on-learning-to-dissect-fetal-pigs

Per aiutare economicamente la partner e il figlio piccolo di Renee: Fundraiser by Mattie Weiss : Support for Renee Good’s wife and son

Per firmare la petizione contro le deportazioni di massa dell’ICE: Abolish ICE | MoveOn

Marcella Cacciapuoti

Leggi Anche: L’ascesa dell’estrema destra europea: una lettura psicosociale

Marcella Cacciapuoti

Classe 2001. Laureata in lettere moderne e studentessa di filologia moderna. Scrivo, leggo, e sogno un dottorato in linguistica. Mi chiamo Marcella e sono in continua evoluzione. Innamorata delle parole e affamata di pace. Racconto le storie degli altri per trovare la mia.
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