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Cortisol dressing: le basi scientifiche dietro la moda che combatte lo stress 

La tendenza del momento sarebbe preferire capi che grazie ai materiali con cui sono realizzati, ai colori e alle finiture che hanno non sovrastimolino la persona ma la calmino, aiutandola ad abbassare il cortisolo.

Chi segue le tendenze l’ha già ribattezzata “cortisol dressing”: la preferenza che sempre più persone starebbero riservando a capi e accessori capaci di inibire l’ormone dello stress ha, però, basi scientifiche? 

Difficile dirlo, così come la scorsa primavera sarebbe stato difficile trovare spiegazioni scientifiche al buon umore che molti descrivevano ritrovato una volta indossati capi dai colori vitamici o accessori fluo. 

La moda, soprattutto la moda di lusso, fa i conti da sempre con come un capo o un accessorio è in grado di fare sentir chi lo indossa. 

Fu partendo dall’importanza delle sensazioni generate dagli abiti che tra gli Anni Settanta e gli Anni Ottanta del Novecento Giorgio Armani inventò il concetto di powerful dressing e un serie di collezioni che aiutassero le donne a sentirsi più audaci, sicure di sé, autorevoli, finalmente capaci di esercitare potere – per restare a una traduzione letterale – su di sé e su gli altri. Erano anni in cui si ridisegnavano gli equilibri maschile vs. femminile in famiglia, sul lavoro, nella vita sociale ed era inevitabile che questa ridefinizione del ruolo della donna passasse anche attraverso la moda.

Questa primavera – e già da qualche tempo in realtà come dimostra la tendenza, per molti versi opposta al cortisol dressing, delle stagioni passate a preferire capi adrenalinici e che stimolassero la dopamina – da ridefinire non c’è tanto un ruolo, quanto il nostro modo di reagire a quello che ci accade attorno

Guerre, principi di epidemie, costo della vita che aumenta e soprattutto tanta instabilità politica e sociale è inevitabile che generino preoccupazione, incertezza, ansia. 

È una reazione biologica quella che porta il corpo umano, durante uno stato d’allerta, a produrre cortisolo. Questo ormone, tanto bistratto, è in realtà ciò che permette di reagire e, se tutto va bene, sopravvivere al pericolo: regolando metabolismo, pressione, battito cardiaco infatti il cosiddetto “ormone dello stress” prepara – semplificando molto – il corpo ad affrontare la minaccia. 

I problemi cominciano quando le minacce più che esterne e reali derivano da percezioni della persona – che, per capirsi, si sente in pericolo anche se effettivamente non lo è o, almeno, non nell’immediato – o diventano continue e prolungate

L’eccessiva produzione di cortisolo è una condizione medicalmente rilevante (ipercortisolemia) che può alterare lo stato di salute della persona. Anche per questo il refrain, ora che c’è un’attenzione più diffusa e condivisa al tema della salute mentale, è evitare stress accumulato e fare proprie una serie di buone abitudini – sport, dieta equilibrata, giusta idratazione, buona routine del sonno, meditazione, terapia, eccetera – che migliorano il benessere della persona. 

Anche il cortisol dressing parte da qui e dalla consapevolezza che l’abito giusto può essere un potente alleato contro ansia e stress

Da almeno un decennio una nota azienda di intimo commerciale ci avverte con uno slogan di quelli pensati per non andare più via dalla testa dell’importanza di scegliere slip e calzini che non strappino, non stringano, non stressino

A molti sarà certamente capitata e nessuno vorrebbe davvero ripetere l’esperienza di un pantalone che stringe o una camicia che pizzica durante una presentazione importante, quando si è già in ansia di dover parlare davanti a un pubblico attentissimo. 

Nella pratica, la moda amica del cortisolo è una moda che predilige forme morbide, tagli fluidi, proporzioni ampie e niente che costringa il corpo o generi un qualsiasi tipo di sovraccarico sensoriale. Quando siamo in ansia, infatti, una delle cose di cui abbiamo più bisogno è sentire meno. 

Per ragioni simili, perché un aiuto contro lo stress può venire da stimoli delicati, caposaldi del cortisol dressing sono tessuti morbidi come il cotone naturale, il lino o – per l’inverno – la lana e il cashmere. 

Anche i colori fanno la loro parte nella ricerca di look che abbassino il cortisolo ed è questa una delle ragioni per cui nelle collezioni di questa primavera abbondano i colori tenui come il rosa quarzo, il verde salvia, l’azzurro polvere, il crema, il grigio capaci di dare già alla vista una sensazione di riposo. 

Qualcuno obietterà che è una sensazione simile a quella che il cosiddetto “quite luxury” ricerca già da tempo (e se anche Miranda Priestley ne “Il Diavolo Veste Prada 2” ha sposato questa filosofia, chi siamo noi per non farlo?). 

La tendenza del cortisol dressing, però, è soprattutto un promemoria a rallentare in un presente che prova in tutti i modi a convincerci che è impossibile farlo. 

Virginia Dara

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Credits immagine di copertina: Alyssa Strohmann su Unsplash

La Redazione

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