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Il Battistero di Padula: la sorgente viva di San Giovanni in Fonte

Nel cuore della Valle di Diano, il Battistero di Padula custodisce una sorgente naturale che sgorga direttamente sotto l’edificio. 

C’è un luogo nell’entroterra della provincia di Salerno, dove la storia si incontra con la spiritualità: il Battistero di Padula, costruito su una sorgente naturale, è unico al mondo. 

Le origini del Battistero di Padula

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte fu eretto nel IV secolo d.C. ed è situato a Padula, a poca distanza dalla Certosa di San Lorenzo. Secondo la tradizione l’area in cui esso fu costruito era ritenuta sacra fin dall’antichità: molto probabilmente la fonte era legata a culti pagani ed era associata alla ninfa Leucothea, divinità dell’acqua. 

È uno dei più antichi battisteri cristiani di tutto l’Occidente: anticamente faceva parte del borgo di Marcellanium, così chiamato in onore di Papa Marcello. Nel corso del suo breve pontificato, appena due anni, il Papa diede vita a un’organica sistemazione religiosa del territorio e favorì la costruzione di un battistero per ogni diocesi. 

Fu lui infatti a istituire la costruzione del Battistero di Padula: la caratteristica di questo monumento è rappresentato dal fatto che la vasca battesimale, anziché essere riempita artificialmente come di solito avveniva, riceveva l’acqua in maniera naturale perché realizzata su una sorgente perenne, permettendo così il battesimo per immersione, così come quello fatto da Gesù. 

Il Battistero di Padula tra storia e leggenda

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte di Marcellanium

“diveniva miracoloso quando ogni anno puntualmente, durante la notte di Pasqua, riservati ai battesimi, la sorgente si gonfiava e l’acqua riempiva la vasca”

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte

Questo prodigio faceva di quest’area un luogo santo, meta di pellegrini: lo scrittore latino Cassiodoro nel VI secolo d.C “ci ricorda che nella notte santa, di Pasqua o dell’Epifania, (non siamo in grado di affermarlo con precisione perché non è specificato), i battezzandi ricevevano il battesimo e le acque lustrali della vasca del fonte battesimale, con sette gradini, miracolosamente si rigonfiavano al momento del rito, fino a sommergere gli stessi gradini. 

Le acque al termine della formula, pronunciata dal sacerdote officiante, altrettanto miracolosamente ritornavano al proprio posto. Si tratta, caso unico al mondo, di un battistero che sfruttava una viva sorgente d’acqua, sulla quale era stato costruito il fonte battesimale.

Proprio questa particolarità impressionò Cassiodoro che paragonò la sorgente di S. Giovanni in Fonte allo stesso fiume Giordano, dove Gesù ricevette il battesimo per mano di S. Giovanni Battista”.

San Giovanni in Fonte: a Padula il Battistero citato da Cassiodoro

L’uso attuale

Oggi il battistero non ha più attività regolari, ma viene usato solo in occasioni particolari: l’evento principale è la Veglia Pasquale tra il Sabato Santo e la Pasqua, durante il quale avvengono riti battesimali simbolici. Dopo essere stata abbandonato per anni, venne donato ai Benedettini e poi successivamente ai Cavalieri dell’Ordine dei Templari; il battistero visse anni di memoria perduta, per poi essere ripescato dall’oblio del tempo e della memoria dal professor Vittorio Bracco. 

Tra il 1985 e il 1987 è stato effettuato un recupero architettonico conservativo. Attualmente è possibile visitarla; nella cappella si possono vedere ancora i resti di affreschi raffiguranti gli apostoli, probabilmente di matrice bizantina.

Per approfondire:

Antonietta Della Femina

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Photo credits: Wikipedia

Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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