Simone Rocha alla London Fashion Week riscrive il romanticismo

Alla LFW FW26 Simone Rocha porta in passerella una collezione che mescola mito celtico, memoria visiva di Dublino e sportswear, aprendo una nuova traiettoria per il fashion contemporaneo.
La collezione è un autentico caso di studio, tra mito celtico, memoria di Dublino e sportswear diventano che diventano una sola grammatica. Il risultato non è una capsule “street”, ma l’inizio di una nuova estetica atletica ed emotiva.
Simone Rocha non è “solo” una designer di abiti belli. È una delle rare figure capaci di costruire un mondo riconoscibile attraverso silhouette forti, artigianalità ostinata e una femminilità mai addomesticata. Nata a Dublino e formata tra il National College of Art and Design e il Master di Central Saint Martins, ha debuttato a London Fashion Week nel 2010 e da allora ha trasformato fiocchi, volumi, perle e trasparenze in un linguaggio autoriale che il mercato ha imparato a chiamare subito per nome: Rocha.
Alla London Fashion Week Autunno/Inverno 2026, la sua sfilata – raccontata da Vogue Runway come un’esperienza “magica” che Rocha voleva far percepire come “un grande banchetto viscerale” – prende un’immagine mitologica irlandese, Tír na nòg, la terra della giovinezza eterna, e la porta “giù a terra”, dentro un presente fatto di strada, adolescenza e abiti vissuti. Rocha non sta facendo nostalgia, sta facendo montaggio. Da una parte c’è il suo armamentario romantico, e quel modo di rendere il femminile volumetrico e quasi cerimoniale; dall’altra entra uno shock di realtà che cambia il ritmo della collezione. La sorpresa, infatti, è l’irruzione dello sportswear attraverso la collaborazione con Adidas Originals, presentata in passerella come parte organica del racconto e non come “operazione” a sé. Il dialogo tra i due mondi produce un ibrido molto contemporaneo, fatto di sneakers allungate con lacci-nastro, track jacket e pantaloni sportivi attraversati da perle, fiocchi e arricciature, mentre le tre strisce diventano un segno grafico che si lascia addomesticare dalla couture.
Il valore della collezione è che non usa lo sport come scorciatoia street, ma come simbolo. Rocha sta intercettando un desiderio nuovo, quello di un guardaroba atletico ma emotivo, dove la performance non è più l’unico orizzonte. È sportswear che entra nel rituale, e per questo funziona, perché traduce una tensione culturale – comfort, appartenenza, identità – dentro un codice di moda molto alto. La fase “sport-luxe” classica (logo + tuta + capsule) sta lasciando spazio a una fase più sofisticata, dove lo sportswear viene romanticizzato e teatralizzato, per essere reso collezione. Roche non imita la strada, può appropriarsene della sua e prova a riscriverla con la sua firma.
È una collezione che parla di giovinezza eterna e lo fa con una scarpa da ginnastica piena di fiocchi, anche se può sembrare un paradosso, in realtà è esattamente la fotografia del presente.
Serena Parascandolo
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