Moda come Teatro

John Galliano è stato uno degli ultimi veri registi della moda: durante la sua direzione da Christian Dior (1996–2011), ogni sfilata diventava una narrazione teatrale. Nel 2007, per i 60 anni della maison, mise in scena a Versailles una haute couture spettacolare, fatta di riferimenti artistici, travestimento e figure sospese tra realtà e immaginazione. In questo universo emerge una componente carnevalesca che richiama Arlecchino, non in modo letterale ma attraverso contrasti, patchwork e silhouette sceniche, trasformando l’idea di un personaggio frammentato in abiti-collage tra rigore ed eccesso. Oggi questa visione è più attuale che mai: designer come Alessandro Michele e Demna riportano la moda a essere racconto e identità, in un presente dove il vestito non serve solo a vestire, ma a costruire personaggi.
Francesca Lutri
Rubrica trame nascoste
Leggi anche: Non è solo moda, il goth come lingua delle crisi



