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Malavia: l’hip hop che parla di libertà

Presentato in anteprima il 17 marzo al Cinema Metropolitan di Napoli, Malavia segna il ritorno alla regia di Nunzia De Stefano con il suo secondo lungometraggio, scritto insieme a Giorgio Caruso.

Prodotto da Matteo Garrone per Archimede e Rai Cinema e distribuito da Fandango, il film arriverà nelle sale il 26 marzo. Dopo la premier napoletana, il film è stato presentato a Roma il 18 marzo e a Milano il 19 marzo, mentre Bologna lo ha accolto il 23 marzo, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire in anteprima la pellicola insieme al cast e alla regista. 

Un racconto di formazione che intreccia musica, adolescenza e marginalità urbana, ambientato nella periferia napoletana.  

Al centro della storia c’è Sasà (Mattia Francesco Cozzolino), tredicenne cresciuto senza padre che vive con la giovane madre Rusè (Daniela De Vita), con cui ha un legame profondo e complesso, fatto di protezione e gelosia. Nei cortili del quartiere, insieme alle sue amicizie adolescenziali — Cira (Francesca Gentile) e Nicolas (Junior Rodriguez) —, si confronta con fragilità e percorsi identitari ancora in divenire. Con il beat nel cuore e un talento naturale, Sasà sogna di affermarsi come rapper per offrire alla madre un futuro migliore.  

Il film racconta la sua storia, divisa tra due direzioni: la musica e la criminalità. L’hip hop diventa per lui un linguaggio di libertà e autoaffermazione, mentre le difficoltà sociali ed economiche lo spingono verso scelte sbagliate. L’incontro con Yodi — interpretato da Giuseppe “PeppOh” Sica, rapper e soulman napoletano — gli offre una via di riscatto grazie alla musica. Il personaggio è ispirato a Speaker Cenzou, icona della old school partenopea e produttore discografico. 

Alla presentazione napoletana, Nunzia De Stefano è apparsa visibilmente emozionata. Malavia è il suo secondo film, un progetto che — come ha raccontato — nasce da un coinvolgimento profondo: «È un film fatto con il cuore», ha detto, augurandosi che quello stesso cuore arrivi anche al pubblico.

Un racconto di periferia che passa dalla musica

Se molte storie ambientate nelle periferie italiane raccontano il destino come una traiettoria già scritta, Malavia sposta lo sguardo. Non solo degrado o criminalità, ma anche creatività, immaginazione e cultura musicale.

La musica rap non è semplice accompagnamento: è un linguaggio identitario. Nel film permette a Sasà di esprimere rabbia, emozioni e desiderio di cambiamento. E sarà proprio grazie a Yodi che il ragazzo troverà l’ispirazione per comporre il suo primo vero brano, dedicato alla madre “Dint e suonne”.

Alla realizzazione della colonna sonora del film – Malavia Original Soundtrack Highlights – firmata da Speaker Cenzou, hanno contribuito altri quattro artisti: Andres Balbucea alle musiche, Mattia Cozzolino aka Astral, PeppOh e Nicola Siciliano alle voci. Il progetto unisce l’esperienza della old school napoletana con sensibilità melodica e orchestrale, costruendo un’identità sonora coerente, immersiva e ricca di sfumature emotive. 

In questo equilibrio tra racconto e suono prende forma il linguaggio visivo di Nunzia De Stefano, capace di intercettare l’energia dell’hip hop e tradurla in cinema, affiancato dal lavoro musicale essenziale di Speaker Cenzou, che costruisce un’identità sonora solida e riconoscibile senza mai risultare didascalica.

Dietro le note

La soundtrack di Malavia, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Magma Music dal 26 marzo, è composta da tredici brani inediti, metà strumentali e metà cantati. Le tracce strumentali mescolano sonorità funky classiche a vibrazioni urban contemporanee, mentre i brani cantati, modulati tra beat e flow, raccontano con autenticità il mondo e le aspirazioni del protagonista. Tra i brani più significativi spiccano “Munn e parol” (Speaker Cenzou, PeppOh, Andres Balbucea), “Suonn arrubbat” (Speaker Cenzou, PeppOh, Nicola Siciliano, Andres Balbucea) e la title track “Malavia” (Mattia Cozzolino / Astral, PeppOh, Speaker Cenzou), ciascuno con la propria carica emotiva e narrativa.

Se le sonorità firmate da Speaker Cenzou e le voci di PeppOh e Nicola Siciliano definiscono l’impronta rap del film, e l’esordio discografico di Astral, porta freschezza e autenticità, Andres Balbucea costruisce l’intreccio emotivo di Malavia, dando forma al tessuto sonoro che attraversa e sostiene ogni scena.

Compositore e arrangiatore, ha collaborato con Cenzou alla scrittura delle tracce e ha registrato il pianoforte che accompagna il tema principale, contribuendo a dare coesione e profondità alle sequenze.

Con variazioni calibrate e una sensibilità attenta, la musica di Balbucea segue le scene, amplificando emozioni, sogni adolescenziali e momenti di sospensione. 

La traccia più ricorrente e intensa, “Palloncini”, scandisce i passaggi chiave con delicatezza e nostalgia, diventando il filo “invisibile” che unisce le sequenze e armonizza l’intera colonna sonora, trasformando la musica in un protagonista silenzioso ma incisivo della narrazione. Un accompagnamento costante nel percorso di crescita di Sasà, che culmina in una consapevolezza finale: la musica evolve con lui, seguendolo e trasformandosi insieme alla sua storia. 

Tra realismo, racconto di formazione e possibilità di riscatto

Malavia mostra un’estetica realista, fatta di quartieri popolari, cortili scolastici e spazi urbani vissuti quotidianamente. Il percorso di Sasà segue quello tipico del romanzo di formazione contemporaneo: un ragazzo diviso tra il desiderio di riscatto e le tentazioni della strada.

Ma ciò che distingue il film è proprio la centralità della musica. Non solo come sogno del protagonista, ma anche come possibile via di emancipazione. In un contesto dove le opportunità sono limitate, il rap diventa uno spazio di espressione e identità. 

Nunzia De Stefano racconta una generazione sospesa tra disillusione e speranza. La domanda che la regista lascia emergere è semplice e radicale: può davvero la musica cambiare il destino di qualcuno?

La risposta non è mai definitiva. Ma è proprio in questa tensione tra ciò che si è e ciò che si prova a diventare che Malavia trova il suo spazio narrativo. Parola, ritmo e voce diventano strumenti per raccontare la crescita e le aspirazioni di una generazione che impara a trasformare i sogni in realtà. 

Roberta Aurelio

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Roberta Aurelio

Roberta Aurelio – Comunica, scrive e respira cultura. Giornalista pubblicista (in progress), appassionata di storie fuori fuoco, concerti sudati e manifesti sbiaditi. Colleziona vinili, parole e istanti analogici. Ama i dettagli e la luce giusta. Rifiuta ingiustizie e condanna i soprusi. Quando scrive, intreccia pensiero critico e sensibilità poetica. Vive a Napoli, con lo sguardo altrove.
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