Il cuore che non bruciò: il macabro ricordo di Percy Shelley

Oltre al suo romanzo più famoso Frankenstein, Mary Shelley, è famosa per una vicenda macabra che riguarda il marito Percy Shelley.
Morto per annegamento, il suo corpo venne cremato sulla spiaggia di Viareggio: durante il rogo accadde però che il suo cuore non si consumasse tra le fiamme. Recuperato dalle ceneri venne consegnato alla moglie, che lo custodì fino alla sua morte.

La scena è idealizzata: Byron e Hunt si allontanarono, Mary non era presente. Inoltre Percy è vestito elegantemente e i suoi lineamenti sono intatti, mentre nella realtà non era riconoscibile a causa della permanenza in mare e della sepoltura.
Storia o leggenda?
L’8 luglio 1882 il poeta Percy Shelley di ritorno da Livorno verso La Spezia con la sua piccola barca, l’Ariel, venne colpito da una tempesta improvvisa. L’imbarcazione e tutti gli uomini a bordo affondarono e morirono annegati. Il corpo del poeta romantico venne ritrovato circa 10 giorni dopo su una spiaggia vicino Viareggio: le leggi sanitarie dell’epoca imponevano di cremare i corpi trovati in mare per evitare epidemia; la cremazione avvenne sulla spiaggia stessa del ritrovamento, ma durante il rogo accadde qualcosa di insolito.
Il cuore di Percy Shelley non si bruciò completamente. Ciò che ne rimase venne recuperato dalle ceneri e fu consegnato alla moglie, la scrittrice Mary Shelley, che lo conservò per anni avvolto in una pagina di una poesia del marito. Quando la poetessa morì nel 1851 venne ritrovato tra i suoi effetti personali il cuore del poeta, poi deposto in sepolto nella tomba di famiglia.
Possibili spiegazioni scientifiche
La leggenda vuole che il cuore di Percy Shelly non si sia completamente consumato durante la sua cremazione nel 1822: una delle ipotesi più citate è che il cuore fosse calcificato a causa di una tubercolosi o un’infezione simile. Difatti, i tessuti soggetti a calcificazioni divengono più resistenti alle combustioni, rispetto ai tessuti normali.
Un’altra spiegazione riguarda la posizione del cuore nel corpo: la cremazione improvvisata avvenuta sulla spiaggia potrebbe non aver permesso al fuoco di raggiungere temperature abbastanza alte per favorire una incinerazione effettiva dell’organo comunque protetto dalla gabbia toracica. Altri storici ipotizzano semplicemente che ciò che fu recuperato non fosse il cuore, ma un frammento carbonizzato di un organo o di un tessuto toracico.
“Perché volgersi indietro, perché appartarsi, o Cuore?
Le tue speranze sono corse avanti, si sono già staccate
da tutte queste cose; ora anche tu dovresti!
Dall’anno che si volge, dall’uomo e dalla donna
s’è già staccata una luce; e le cose che ancora sono care
attraggono soltanto per schiacciare, respingono
per disseccare il tuo spirito. Il cielo sorride
soavemente, — il vento lieve ti mormora accanto:
ed è Adonais che chiama! Oh, affrettati, impedisci
che la vita separi ciò che la morte unisce”.
Alcuni frammenti tratti da Adonais di Percy Shelley – La leggenda vuole che Mary Shelley abbia conservato il cuore del marito in una pagina di questo poema.
Antonietta Della Femina
Leggi anche: Mary Shelley – Un amore immortale



