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Il ballo surrealista dei Rothschild

Il 12 dicembre 1972 in un castello alle porte di Parigi, venne organizzato un evento destinato a entrare nella storia: il ballo surrealista dei Rothschild. 

L’idea semplice ma audace rese questo ballo un evento al di fuori di ogni possibile immaginazione. La baronessa Marie-Hélène de Rothschild organizzò tutto nei minimi dettagli: la festa dallo spirito surrealista esplorava il mondo dei sogni, dell’assurdo e dell’inconscio. Lo Château de Ferrières, si presentava fin dall’arrivo degli invitati come un vero e proprio teatro surrealista: l’ingresso era curato con manichini dalle teste animali e con elementi scenografici inquietanti; gli inviti erano scritti al contrario e potevano essere letti quindi soltanto con uno specchio. 

Gli stessi ospiti, provenienti dall’aristocrazia più esclusiva e dall’arte internazionale e dal mondo della finanza, erano invitati a presentarsi con abiti o costumi surrealisti, al di fuori degli schemi: abiti spettacolari ed eleganti cedettero il passo a maschere talvolta disturbanti con corna, volti multipli e copricapi quasi irreali. La padrona di casa, la baronessa, si presentò con un abito nero accompagnato da una maschera con corna di cervo e lacrime di diamanti. 

Il ballo surrealista tra arte e provocazione

L’evento mondano andò ben oltre l’obiettivo della baronessa, tant’è che ancora oggi si continua a parlare di esso. L’atmosfera di questa festa, passata alla storia come il Surrealist Ball, ovvero ballo surrealista, con giochi di luce, scenografie elaborate e decorazioni insolite trasformò il castello in un ambiente in bilico tra la realtà e il sogno. 

L’obiettivo di trasformare un tradizionale ballo in un’esperienza artistica riscosse pieno successo e diede la possibilità a tutti coloro i quali vi parteciparono di vivere e respirare teatro, moda e immaginazione in un’unica ambiente, rompendo le convenzioni e mettendo in discussione tutte le sicurezze della realtà quotidiana. 

Un evento che continua a far parlare di sé

Il ballo surrealista Château de Ferrières ha incuriosito tutti fin da subito e ancora oggi aldilà delle interpretazioni più fantasiose, gli storici concordano nel dire che esso fu un evento mondano di portata straordinaria dove convissero arte, spettacolo e provocazione estetica

A più di cinquant’anni di distanza e curiosità e interpretazione di ogni tipo, quella notte continua a esercitare un fascino particolare presentandosi da esempio su come l’arte possa trasformare una qualsiasi festa in un’esperienza memorabile. In fondo, questo era lo spirito del surrealismo: sorprendere, destabilizzare e far guardare la realtà con occhi diversi. E il ballo surrealista dei Rothschild ci è riuscito, anche se solo per una notte.

Antonietta Della Femina

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Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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