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Colobraro, il Comune lucano che secondo la cultura popolare porta sfortuna 

Malocchio e iettatura sono all’ordine del giorno nel piccolo comune di Colobraro in Basilicata. 

Tra le colline della Basilicata, il Comune di Colobraro, di poche centinaia di abitanti, è conosciuto per la leggenda che aleggia da secoli: con il solo nome o lo sguardo rivolto verso esso, il paese, si dice, porti sfortuna. In questo luogo in equilibrio tra il mondo reale e il soprannaturale, le tradizioni parlano di malefici, di streghe e di malocchio. Nei suoi vicoli stretti e nelle sue campagne, nell’aria c’è odore di mistero: in esso convivono il fascino oscuro della tradizione popolare e la passione per l’occulto.

L’origine del nome Colobraro

Il paese in provincia di Matera presenta, anche nella sua toponomastica, un’origine particolare: secondo lo storico Giacomo Racioppi, la radice del nome è colubrarium, dal termine latino colubri, serpenti. L’origine del nome molto probabilmente è dovuta al fatto che il borgo, arroccato su un colle del Preappennino lucano, sia circondato da un territorio pieno di serpenti; secondo i più superstiziosi, i serpenti sono simbolo delle forze maligne e del peccato.

La storia di Colobraro e la sua leggenda

Già nel XIX secolo i contadini raccontavano storie di malocchio e sfortune attribuite a chi proveniva da Colobraro: malattie improvvise, incidenti, ma la credenza principale è per chi nomina Colobraro a voce alta o vi fa visita senza rispetto. La leggenda affonda le sue radici in una storia locale tramandata nei secoli ed arrivata fino a noi; tale è la tranquillità con la quale i cittadini vivono e convivono con questa leggenda che gli abitanti stessi, per tradizione o per scherzo, evitano di pronunciare il nome davanti ai forestieri.

Colobraro oggi

Questo comune del sud Italia ha fatto una scelta economica ben radicata: ha deciso di rendere la sua identità legata alla magia popolare come la sua vera anima. Colobraro ha trasformato la sua fama di paese della sfortuna in una vera e propria attrazione turistica, fondendo la cultura e il folclore: simbolo di questa scelta è lo spettacolo itinerante, “Sogno di una notte a… quel paese”, che si svolge ogni anno tra i vicoli del borgo. Con ironia e rispetto nei confronti della propria identità, i cittadini raccontano storie di masciare, streghe, e allestiscono mostre tematiche e degustazioni di prodotti tipici.

Attrazioni culturali e storiche

Tra i luoghi da non perdere a Colobraro ci sono:

  • I resti del castello di Colobraro
  • Le chiese antiche di San Nicola e dell’Annunziata
  • Il museo della civiltà contadina.

Come arrivare a Colobraro e di cosa munirsi

Il modo più comodo per arrivare a Colobraro è in auto: dalla città di Matera sono circa 80 km, mentre da Potenza 100. La città è a 15 km dalla stazione di Tricarico, della linea ferroviaria Potenza-Metaponto. Inutile dire che per godere della magia del borgo e delle sue leggende bisogna attraversare i veicoli con curiosità e spirito aperto, e perché no, come direbbe Peppino Di Filippo “non è vero… ma ci credo!”, con un cornetto portafortuna a portata di mano.

Immagine generata da AI

Antonietta Della Femina

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Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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