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Sanremo 2026: chi è Eddie Brock?

A Sanremo, ogni tanto, compare qualcuno che sembra arrivare da un altro racconto. Non perché venga da lontano, ma perché non assomiglia a niente di già visto su quel palco.

Eddie Brock arriva a Sanremo 2026 così: con un nome che sembra preso in prestito da un fumetto, un’attitudine laterale e una musica che non si lascia incasellare facilmente.

C’è chi sale all’Ariston con l’idea di spiegarsi subito e chi, invece, preferisce restare un po’ opaco. Eddie Brock appartiene decisamente alla seconda categoria. Non ama le presentazioni lunghe, non costruisce personaggi rassicuranti. Porta una canzone che sembra più una confessione sussurrata che un manifesto, e lo fa con la calma di chi non ha fretta di piacere.

Cantautore? Performer? Autore indie con ambizioni pop? Eddie Brock è tutte queste cose insieme, ma nessuna fino in fondo. La sua scrittura è attraversata da immagini urbane, notturne, spesso irrisolte. Nei testi convivono fragilità e ironia, una certa malinconia contemporanea e il bisogno di non prendersi troppo sul serio. È uno di quegli artisti che sembrano osservare il mondo da mezzo passo indietro.

Prima di Sanremo, Eddie Brock ha costruito il suo percorso lontano dai grandi riflettori: dischi ascoltati da chi cerca più le parole che il ritornello, concerti in cui il silenzio del pubblico conta quanto l’applauso. Il suo arrivo al Festival non ha il sapore del salto improvviso, ma quello di un esperimento: cosa succede quando una voce laterale viene messa al centro?

Il brano con cui si presenta a Sanremo 2026 evita accuratamente l’effetto immediato. È una canzone che cresce piano, che lascia spazio alle pause, che sembra più interessata a restare addosso che a esplodere. Eddie Brock canta come se stesse parlando a una persona sola, anche quando davanti ne ha milioni.

In un Festival spesso dominato dall’urgenza di colpire, Eddie Brock rappresenta una deviazione. Porta l’idea che anche l’incertezza possa avere un posto sul palco dell’Ariston, che non tutto debba essere risolto, spiegato, gridato. La sua presenza è un invito ad ascoltare con attenzione, senza aspettarsi per forza una risposta immediata.

Forse Eddie Brock non sarà il nome più urlato dell’edizione 2026. Ma è facile immaginare che sarà uno di quelli che restano, che tornano fuori a distanza di tempo, quando una frase, una melodia, un’immagine riaffiora senza chiedere il permesso. E in fondo, è sempre stato questo il suo modo di stare nella musica.

Lucia Russo

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Immagine generata con IA

Lucia Russo

Lucia. Amante della luce per destino: nomen omen. Tuttavia crede che per arrivare a quella luce ci sia bisogno del caos e della contraddizione, scrutarsi dentro, accettarsi e avere una profonda fiducia in sé stessi. Il rimedio a tutto il resto: una buona porzione di parmigiana di melanzane.
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